
Utente
24 agosto, 2015
OfflineSembra in tutto e per tutto il sequel di quel gioiello di 2640, si.
E' cambiata lei, sono cambiato io ed è cambiato il mondo, ma l'hype c'è comunque, i titoli mi piacciono parecchio (a parte i due un po' troppo virati all'indie-cringe).
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Waves of Music ha detto
L'ho già scritto altrove ma non capisco davvero perché non l'hanno fatto uscire questa settimana o la prossima. Tanto alla #1 non ci arriva in alcun caso, quindi i vari Gué e Måneskin non sarebbero stati un problema.
In questo modo davi qualche settimana di ossigeno al progetto prima dell'ammucchiata Sanremese e iniziavi il tour con le canzoni fuori da un mesetto.
Così non potrà nemmeno fare promo/firmacopie perché ha concerti di continuo...boh, dev'esserci qualcosa che ci sfugge.
Ecco, ora riprendendo i fili del Waves discografico...dopo tutte queste considerazioni, nemmeno una collaborazione? The Audacity!
Sembra un progetto di nicchia per i suoi fan. E magari le va bene così?
Game Ranking Winner 2021/2022

Utente
30 novembre, 2019
Offline
Utente
24 agosto, 2015
Offlinehttps://www.instagram.com/p/CoMxHBpsiVs/?hl=it
Verbena new single?
Francy dacce qualche indicazione per quest'eraaa
È un album delicatissimo, fragilissimo, di una nostalgia palpabile. È un album fatto con il legno con cui si rivestono le pareti delle taverne delle case di provincia, è un album che ha l'odore della camera in mansarda di tuo fratello maggiore, che ha i colori dei pomeriggi estivi trascorsi in bicicletta, con i compagni del liceo, tra i campi della pianura padana.
È un album tutto suo e di pochi altri.

Utente
27 novembre, 2018
OfflineNel complesso mi ha convinto poco. Continuo a pensare che i singoli estratti non "funzionino" granché anche se sono state scelte le tracce giuste e tra le altre diverse proprio non mi piacciono, su tutte ghetto perfetto, e altre mi hanno lasciato poco... L'ho trovato forse un po' troppo omogeneo. Belle un bosco e piccola città.

Utente
24 agosto, 2015
OfflineMi è piaciuto molto, un gran bel disco cantautoriale, e con questa parola intendo che l'impronta stilistica e di mood di Francesca si sente forte e chiara, con buona pace di chi in queste ultime settimane si è scordato che anche le donne possono essere validissime autrici per sé stesse e per gli altri.
In quest'album, come in quello di Levante, tornano al centro della scena le canzoni con un peso specifico, uno spessore: senza featuring appiccicati a caso (nulla in contrario alle collaborazioni sensate ovviamente, sto parlando d'altro), con testi affilati, diretti e poco aleatori (curiosamente, il lead "Bonsoir" con la sua forte impronta indie nel testo è l'unico che si allontana da questa direzione). Tornano insomma il calore e la schiettezza (a volte fin troppo sbattuta addosso all'ascoltatore, vedasi "Padova", che pure è tra le migliori del lotto) che forse si erano perse nella sua discografia più recente.
"Un bosco", "Quello che ancora non c'è", "Piccola città", "Verbena", nella loro classicità e carica malinconica e struggente colpiscono nel segno ed emozionano. Magari le melodie e certi spunti testuali non emanano originalità necessariamente, ma non credo fosse quella la mira di Francesca. Una qualunque di loro a Sanremo avrebbe fatto la sua gran bella figura, aiutando un progetto che allo stato attuale rinuncia in partenza al successo discografico, e punta forse più a riavvicinarsi con intimità e 'calma' al pubblico più affezionato ed attento.
"Ghetto perfetto" feat. Fulminacci per l'estate, visto che l'hanno scritta insieme?
Ad ogni modo è bello pensare a questo disco come un progetto cresciuto nel corso degli anni, mentre una ragazza diventava una giovane donna con opinioni e sensibiltà sempre più spiccate: a costo di alienarsi inevitabilmente una parte di pubblico, che bello sentire una voce libera esprimersi contro razzismo, omofobia ed ipocrisia.
Qua Francesca racconta le canzoni con la consueta cura.

Utente
7 agosto, 2013
OfflineFob92 ha detto
È un album delicatissimo, fragilissimo, di una nostalgia palpabile. È un album fatto con il legno con cui si rivestono le pareti delle taverne delle case di provincia, è un album che ha l'odore della camera in mansarda di tuo fratello maggiore, che ha i colori dei pomeriggi estivi trascorsi in bicicletta, con i compagni del liceo, tra i campi della pianura padana.È un album tutto suo e di pochi altri.
😢😢Che bella descrizione. Deve arrivare a Franci perché hai colto nel segno del progetto secondo me. Il suo ufficio stampa ti assuma ora!
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Beh titoli per nulla banali, mi ispirano




