
Utente
6 agosto, 2015
OfflinePlasma ha detto
calacolo ha detto
Leo Gassmann sull'Eurovision:
Vedo la musica come lo sport. Io sono pro-Palestina, l’ho già dichiarato e mi sono sempre schierato con i più deboli. Ma siamo sicuri che impedire a dei Paesi di gareggiare sia la scelta giusta? Alzare altri muri, chiudere al dialogo non lo è. Viviamo in un contesto storico complesso, meno del 40% delle persone va a votare, tante non si sentono rappresentate dai nostri leader, ma chi non ha neanche la possibilità di votare? Mi spiace l’idea di poter impedire a qualcuno di fare musica. Questo argomento divide, invece bisogna essere più uniti che mai, almeno fra cittadini, sennò è tutto finito
Non ha davvero paragonato l’astensione alle urne al forfait all’ESC?
I can’t
Anche perchè per assurdo l'astensione per alcune persone è un gesto politico di "ribellione" verso il sistema e non di mero menefreghismo verso la situazione attuale (che poi l'argomento Israele e il diritto di voto non c'entrano niente l'uno con l'altro e al massimo avrei capitato il paragone se si stesse parlando della situazione dei diritti in Iran e non di Israele).

Utente
8 febbraio, 2020
OfflineDavidex ha detto
Plasma ha detto
Non penso che gli artisti dei vari festival in Islanda, Spagna, Irlanda, Paesi Bassi e Slovenia, così come Levante (posto che lei sappia di non avere chance di vittoria, ma conoscendo Claudia si comporterebbe allo stesso modo anche se se la potesse giocare), non vogliano realizzarlo questo sogno e magari dare un click importante alla propria carriera con un bel club tour europeo dopo l'esposizione pazzesca che questo contest concede. Penso semplicemente che in loro prevalga un senso etico, una sensibilità socio-politica, che riallinea l'ordine di priorità personali in funzione dei diritti civili e dell'urgenza di non restare coinvolti nel silenzio, complici dell'omertà dell'EBU.Nel caso di quei paesi però è stata l'emittente a ritirarsi, non si è gettata la croce sui singoli artisti della manifestazione. Pensi che se la Spagna non si fosse ritirata, tutti gli artisti avrebbero comunque fatto la scelta di boicottare? Non credo proprio.
Io ritengo che il boicottaggio di un'emittente nazionale abbia un forte valore simbolico (nonchè economico), mentre il boicottaggio di un singolo artista che fa semplicemente scalare la classifica non mi sembra efficace allo stesso modo se non per un discorso meramente reputazionale. Qualcuno ci dovrà andare per forza e quello che posso augurarmi è che sia una persona che in qualche modo lanci un messaggio da quel palco.
Premettendo che ti trovo molto puntuale e attento a queste tematiche, perché ti leggo spesso volentieri anche quando parli di attualità
, ammetto che quest’anno faccio un po’ fatica perché la sensazione che ho (ma posso anche sbagliarmi e nel caso mi scuso) è che stia indorando un po’ la pillola e ti stia facendo piacere tutto un po’ controvoglia per via della presenza di Arisa nella kermesse (il cast, i duetti, il palco, ora perfino l’idea che si partecipi all’ESC come se nulla fosse
), quando solitamente sei molto più tranchant e critico su tanti aspetti collaterali legati al Festival. Mi sbaglio? Allora è una sensazione fuorviante e sono pronto a ricredermi.
Ha ragione Edwynivan quando dice che c’è un po’ la tendenza a remare contro a qualsiasi scelta di Conti (anche alcune più in continuità con i festival di Amadeus), ma ha ragione anche Waves quando dice che c’è una controtendenza da parte di alcuni a vedere il bicchiere volutamente mezzo pieno quando così mezzo pieno non è, anzi.
Ritornando all’argomento del thread, il ritiro di un’emittente è chiaramente un veto più efficace e ha un valore più risonante rispetto al ritiro compatto di tutti i partecipanti di un concorso interno di un’emittente che non si è ritirata, su questo siamo d’accordo. Non sono d’accordo quando asserisci che “qualcuno ci deve andare per forza”. Non sta scritto da nessuna parte, non c’è un vincolo tassativo di partecipazione all’ESC passando per Sanremo. E c’è anche un precedente in tal senso: Vidbir 2019. L’emittente ucraina quell’anno non si era ritirata dalla manifestazione, ma in vista della non espulsione (all’epoca) della Russia dall’ESC, tutti i finalisti del festival ucraino, dalla vincitrice Maruv a tutti gli altri a scendere, per aperta protesta hanno rifiutato di presenziare all’ESC e solo allora l’emittente si è ritirata per mancanza di volontà dell’intero cast di partecipare.
Questo per dire che non è una regola, non esistono costrizioni o forzature solo perché l’Italia non si è ritirata ufficialmente. Gli artisti e i loro management hanno in mano tutto e possono, volendo, decidere all’unanimità di tirarsi fuori da una manifestazione tra l’altro in cui rischiano anche un ritorno di immagine negativo, oltre ad un clima potenzialmente pericoloso stando ai resoconti dei partecipanti delle ultime annate. Nemo ha anche restituito la coppa, annullando simbolicamente la gratificazione più grande che ha ricevuto nella sua carriera.
Sono scelte, ripeto, chi vuole può. Nulla è vincolante. Il fatto è che non si vuole e c’è scarso interesse e sensibilità da parte dei nostri big 2026 verso la questione palestinese, questo è il punto cruciale della questione.

Utente
31 ottobre, 2020
OfflineIn realtà il ritiro dell'Ucraina del 2019 aveva una causa diversa: quell'anno l'emittente ucraina (anche per via delle tensioni sempre più crescenti con la Russia) aveva messo nei contratti per il vincitore di Vidibir l'obbligo di non esibirsi più in Russia più altre clausole molto restrittive. Maruv, la vincitrice, così come tutti gli altri artisti presenti nella NF, avevano però una parte importante di pubblico in Russia ed in quel momento storico decisero di non firmare tale contratto.
Io sinceramente speravo in una presa di coscienza collettiva che poteva essere l'unico modo per far ritirare la RAI o costringerla alla scelta interna di qualcuno di bassissimo rango, ma visto che evidentemente non è così (e non ne faccio un discorso di singoli artisti, visto che pare che più di metà cast vorrebbe comunque partecipare all'ESC) direi che abbiamo una risposta definitiva alla domanda nel titolo del topic.

Utente
8 febbraio, 2020
Offlinethatdamngigi ha detto
In realtà il ritiro dell'Ucraina del 2019 aveva una causa diversa: quell'anno l'emittente ucraina (anche per via delle tensioni sempre più crescenti con la Russia) aveva messo nei contratti per il vincitore di Vidibir l'obbligo di non esibirsi più in Russia più altre clausole molto restrittive. Maruv, la vincitrice, così come tutti gli altri artisti presenti nella NF, avevano però una parte importante di pubblico in Russia ed in quel momento storico decisero di non firmare tale contratto.Io sinceramente speravo in una presa di coscienza collettiva che poteva essere l'unico modo per far ritirare la RAI o costringerla alla scelta interna di qualcuno di bassissimo rango, ma visto che evidentemente non è così (e non ne faccio un discorso di singoli artisti, visto che pare che più di metà cast vorrebbe comunque partecipare all'ESC) direi che abbiamo una risposta definitiva alla domanda nel titolo del topic.
Vero, ufficialmente andò così, anche perché la fase più controversa del conflitto scoppiò poi solo tre anni dopo, hai fatto bene a specificarlo.
Resta comunque un esempio recente di un cast che, rinunciando valorosamente a un’occasione che capita una volta della vita, con una congiunta azione unanime ha portato il broadcaster a ritirarsi pur contro la propria volontà di partecipare all’ESC, cosa che si auspicava potesse succedere anche per l’Italia e altri paesi ancora in lizza quest’anno.

Utente
28 maggio, 2018
OfflinePlasma ha detto
Premettendo che ti trovo molto puntuale e attento a queste tematiche, perché ti leggo spesso volentieri anche quando parli di attualità
, ammetto che quest’anno faccio un po’ fatica perché la sensazione che ho (ma posso anche sbagliarmi e nel caso mi scuso) è che stia indorando un po’ la pillola e ti stia facendo piacere tutto un po’ controvoglia per via della presenza di Arisa nella kermesse (il cast, i duetti, il palco, ora perfino l’idea che si partecipi all’ESC come se nulla fosse
), quando solitamente sei molto più tranchant e critico su tanti aspetti collaterali legati al Festival. Mi sbaglio? Allora è una sensazione fuorviante e sono pronto a ricredermi.
Ha ragione Edwynivan quando dice che c’è un po’ la tendenza a remare contro a qualsiasi scelta di Conti (anche alcune più in continuità con i festival di Amadeus), ma ha ragione anche Waves quando dice che c’è una controtendenza da parte di alcuni a vedere il bicchiere volutamente mezzo pieno quando così mezzo pieno non è, anzi.
No questa ricostruzione la respingo totalmente (anche se capisco possa venire il dubbio). A riprova di ciò sul forum si possono trovare tutti i miei commenti al festival dello scorso anno (in cui Arisa non c'era) e di cui ho apprezzato diverse cose, a partire dalle co-conduzioni. Per ora invece non apprezzo quelle di quest'anno.
In linea generale posso certamente affermare che nel dibattito che c'è stato tra Edwynivan e Waves mi trovo maggiormente d'accordo con le posizioni del primo (e l'ho detto in quel topic). I bicchieri sono sempre sia mezzi pieni che mezzi vuoti a seconda del sentiment che gira, io preferisco commentare i singoli aspetti. Penso che Amadeus sia stato un fantastico direttore artistico (forse il migliore di sempre), che i suoi festival siano stati pieni di scelte felici ma non nego che ci siano state anche delle ombre poco evidenziate (es. co-co di dubbie capacità, serate infinite, show televisivo assente oltre Fiorello). Allo stesso tempo non penso che Conti sia un servo del potere (non più di quanto non lo fosse Amadeus) o uno sprovveduto. L'anno scorso ha tutto sommato tenuto la barra dritta quando tutti lo davano per spacciato, introducendo anche qualche piccolo miglioramento. Quest'anno è vero che il cast è più scarico (mai negato) ma siamo sicuri che sia colpa di Conti? Io no. La serata dei duetti per me non può essere criticata sulla carta perché negli anni scorsi serate con ospiti fantasmagorici sono diventate dei karaoke stile sagre di paese (2024... coff coff).
Riguardo la partecipazione all'ESC il mio pensiero è sempre stato che un ritiro della Rai mi avrebbe soddisfatto pienamente perché avrebbe espresso una scelta politica chiara delle nostre istituzioni... ma so che gli asini ancora non volano. Quindi posto che l'Italia ci sarà e che a Sanremo partecipano in 30, mi viene molto difficile immaginare che tutti e 30 rinuncino (sempre per il discorso degli asini). Il paragone con l'Ucraina non regge perché in quel caso loro erano il paese direttamente aggredito/intimidito. La partecipazione al dramma di Gaza è totale ma la nostra realtà quotidiana è anni luce distante dall'orrore che vivono le persone lì, sarebbe anche irrispettoso pensare di poterla interpretare e agire come se lo scenario di guerra fosse in casa nostra.
Anche nelle Olimpiadi, che addirittura ospitiamo, la Russia non può partecipare con bandiera e inno mentre Israele sfila come se nulla fosse. Però non si chiede ai nostri atleti di boicottare. È un cortocircuito, me ne rendo conto, però a livello umano io comprendo la difficoltà che avrebbe il singolo atleta a rinunciare, così come il singolo artista. L'assunzione di responsabilità ci deve essere a un livello superiore e per stimolarla forse esistono anche delle strade alternative al boicottaggio da parte del singolo. Non ne sono sicuro ma data la complessità della situazione lo voglio sperare.
P.s. per me quello che succederà è che vincerà Ermal Meta (o arriverà sul podio) e ci andrà senza colpo ferire dietro la scusa della canzone sulla bambina Palestinese, dando un colpo al cerchio e uno alla botte. In più è un uomo e già la metà delle critiche se le risparmia di default ![]()

Utente
8 febbraio, 2020
OfflineDavidex ha detto
No questa ricostruzione la respingo totalmente (anche se capisco possa venire il dubbio). A riprova di ciò sul forum si possono trovare tutti i miei commenti al festival dello scorso anno (in cui Arisa non c'era) e di cui ho apprezzato diverse cose, a partire dalle co-conduzioni. Per ora invece non apprezzo quelle di quest'anno.
In linea generale posso certamente affermare che nel dibattito che c'è stato tra Edwynivan e Waves mi trovo maggiormente d'accordo con le posizioni del primo (e l'ho detto in quel topic). I bicchieri sono sempre sia mezzi pieni che mezzi vuoti a seconda del sentiment che gira, io preferisco commentare i singoli aspetti. Penso che Amadeus sia stato un fantastico direttore artistico (forse il migliore di sempre), che i suoi festival siano stati pieni di scelte felici ma non nego che ci siano state anche delle ombre poco evidenziate (es. co-co di dubbie capacità, serate infinite, show televisivo assente oltre Fiorello). Allo stesso tempo non penso che Conti sia un servo del potere (non più di quanto non lo fosse Amadeus) o uno sprovveduto. L'anno scorso ha tutto sommato tenuto la barra dritta quando tutti lo davano per spacciato, introducendo anche qualche piccolo miglioramento. Quest'anno è vero che il cast è più scarico (mai negato) ma siamo sicuri che sia colpa di Conti? Io no. La serata dei duetti per me non può essere criticata sulla carta perché negli anni scorsi serate con ospiti fantasmagorici sono diventate dei karaoke stile sagre di paese (2024... coff coff).
Diciamo che un po’ il pensiero mi è venuto perché di fronte a svariate scelte quantomeno discutibili di Conti quest’anno, ho ravvisato comunque più critiche verso l’operato di Amadeus che dello stesso Conti per le suddette scelte (a parte il commento contro il comico omofobo), per cui mi chiedevo se quest’alzata di scudi fosse più che altro legata a un tuo legittimo auspicio che il festival col grande ritorno dell’artista alla quale sei legato vada bene e si scrolli di dosso il sentiment negativo col quale è inevitabilmente partito. Grazie per il chiarimento!
Riguardo la partecipazione all'ESC il mio pensiero è sempre stato che un ritiro della Rai mi avrebbe soddisfatto pienamente perché avrebbe espresso una scelta politica chiara delle nostre istituzioni... ma so che gli asini ancora non volano. Quindi posto che l'Italia ci sarà e che a Sanremo partecipano in 30, mi viene molto difficile immaginare che tutti e 30 rinuncino (sempre per il discorso degli asini). Il paragone con l'Ucraina non regge perché in quel caso loro erano il paese direttamente aggredito/intimidito. La partecipazione al dramma di Gaza è totale ma la nostra realtà quotidiana è anni luce distante dall'orrore che vivono le persone lì, sarebbe anche irrispettoso pensare di poterla interpretare e agire come se lo scenario di guerra fosse in casa nostra.
Uhm, still non d’accordo. Irrispettosa è l’appropriazione culturale (per es. la questione blackface che Conti ama tanto perculare), non un gesto di simbolica dissociazione da un abominio umanitario. E sì, gli asini volano se ci aspettiamo che il servizio pubblico meloniano prenda le distanze dall’ESC per via della partecipazione di Israele, ma dagli artisti ci si aspetta tutt’altro tipo di sensibilità verso questi temi rispetto a dei dirigenti di destra, evidentemente non è così da parte di tutti (mi viene da pensare per gran parte di quelli che si sono tirati fuori da questo festival sì).

Utente
28 maggio, 2018
OfflinePlasma ha detto
Uhm, still non d’accordo. Irrispettosa è l’appropriazione culturale (per es. la questione blackface che Conti ama tanto perculare), non un gesto di simbolica dissociazione da un abominio umanitario. E sì, gli asini volano se ci aspettiamo che il servizio pubblico meloniano prenda le distanze dall’ESC per via della partecipazione di Israele, ma dagli artisti ci si aspetta tutt’altro tipo di sensibilità verso questi temi rispetto a dei dirigenti di destra, evidentemente non è così da parte di tutti (mi viene da pensare per gran parte di quelli che si sono tirati fuori da questo festival sì).
Guarda ci metterei la mano sul fuoco che anche se al governo ci fosse l'attuale opposizione, l'Italia non si sarebbe comunque ritirata, ahimè...

Utente
30 gennaio, 2022
Offline#MicheleBravi al Corriere della Sera: "Ho saputo della partecipazione a #Sanremo2026 tre giorni dopo l'annuncio, perché ero ad Haiti in mezzo ai boschi. #Eurovision? Ci andrei. È una competizione musicale e chi partecipa rappresenta una cultura, non una politica".
— Mefisto (@AndreaMefi4753) February 8, 2026

Utente
23 dicembre, 2015
OfflineMichele Bravi per il Messaggero:
In caso di vittoria del Festival di Sanremo parteciperà all'Eurovision o boicotterà la kermesse per la presenza di Israele, come ha già detto di voler fare Levante?
«Se dire no a Eurovision significasse dire no a quello che sta succedendo, sottoscriverei il boicottaggio. Ma sono contrario a ogni forma di bavaglio. Ad oggi non so cosa farei se mi dovesse capitare di trovarmi nella situazione di scegliere».
Qui SkyTG24
Qualora salissi sul gradino più alto del podio, andresti all’Eurovision?
Una competizione musicale è giusto che escluda qualcuno per un giudizio politico? L’artista rappresenta l’arte, non una politica. Approfondirò e mi riservo di cambiare idea. Detto questo, non sarò mai d’accordo con ciò che succede lì. Sono contrario alla cultura della cancellazione. Oggi non ho una risposta: non direi di no, perché sarebbe avallare la cultura dell’esclusione.
Qui per il Mattino
Domanda di rito: se dovessi vincere andresti all’Eurovision, o resteresti a casa per protestare contro la presenza di Israele, reo di genocidio in Palestina?
«Non potrò mai accettare quello che sta succedendo a Gaza, ma piuttosto che nelle esclusioni, credo nella democrazia, nel far sentire la propria ragione, la propria voce».

Utente
8 febbraio, 2020
Offlinecalacolo ha detto
Michele Bravi per il Messaggero:In caso di vittoria del Festival di Sanremo parteciperà all'Eurovision o boicotterà la kermesse per la presenza di Israele, come ha già detto di voler fare Levante?
«Se dire no a Eurovision significasse dire no a quello che sta succedendo, sottoscriverei il boicottaggio. Ma sono contrario a ogni forma di bavaglio. Ad oggi non so cosa farei se mi dovesse capitare di trovarmi nella situazione di scegliere».
Qui SkyTG24
Qualora salissi sul gradino più alto del podio, andresti all’Eurovision?
Una competizione musicale è giusto che escluda qualcuno per un giudizio politico? L’artista rappresenta l’arte, non una politica. Approfondirò e mi riservo di cambiare idea. Detto questo, non sarò mai d’accordo con ciò che succede lì. Sono contrario alla cultura della cancellazione. Oggi non ho una risposta: non direi di no, perché sarebbe avallare la cultura dell’esclusione.
Qui per il Mattino
Domanda di rito: se dovessi vincere andresti all’Eurovision, o resteresti a casa per protestare contro la presenza di Israele, reo di genocidio in Palestina?
«Non potrò mai accettare quello che sta succedendo a Gaza, ma piuttosto che nelle esclusioni, credo nella democrazia, nel far sentire la propria ragione, la propria voce».
"L'artista rappresenta l'arte, non una politica" quanto può risultare credibile da parte dallo stesso artista che ha preso posizioni nette al Milano Pride 2025, lo stesso artista che dal palco del concerto del primo maggio si è esposto contro i monologhi di Pio e Amedeo, nonché lo stesso artista che si è sempre mostrato tra i più strenui sostenitori del DDL Zan? Sì, proprio un artista apolitico, all'occorrenza però. The next one, please.
Ci deve pur essere qualcun altro, non voglio credere che Levante sia l'unica tra i 30 a non voler essere associata a una manifestazione che accoglie a braccia spalancate un paese terrorista.

Utente
23 dicembre, 2015
OfflineDavidex ha detto
Ermal Meta:«Se vincerò Sanremo porterò la mia canzone su Gaza a Eurovision per farla sentire a Israele»
![]()
Lui con la scusa del tema del brano si fa tutte le edizioni dell'ESC come quando vinse nel 2018 
Ha anche dichiarato:
Non penso proprio di poter vincere il Festival, ma se accadesse io a Eurovision andrei, perché portare questo brano in quel contesto avrebbe un senso.
E poi ancora:
Ci sono tanti modi per protestare: il silenzio, voltare le spalle. E c’è anche andare lì e cantare una canzone del genere, metterla sotto gli occhi ancora di più di fronte a Israele e a tutti i Paesi europei. Boicottare sarebbe un errore. Sarebbe come non fare l’ultimo passo. È nel silenzio che prosperano certe cose

Utente
28 maggio, 2018
Offlinecalacolo ha detto
E poi ancora:Ci sono tanti modi per protestare: il silenzio, voltare le spalle. E c’è anche andare lì e cantare una canzone del genere, metterla sotto gli occhi ancora di più di fronte a Israele e a tutti i Paesi europei. Boicottare sarebbe un errore. Sarebbe come non fare l’ultimo passo. È nel silenzio che prosperano certe cose
In pratica vuole dire che è giusto solo se ci va lui con la sua canzone? ![]()

Utente
28 maggio, 2018
Offlinecalacolo ha detto
Riassumendo:Serena Brancale, Ermal Meta, Leo Gassmann, Michele Bravi direbbero di SI
Levante direbbe di NO
Gli altri 25 partecipanti? Novità?
Anche Sayf, Maria Antonietta e Colombre e J-Ax hanno detto le stesse cose: per ora non ci pensano ma nel caso non lo escludono e che si può fare la protesta anche partecipando

Utente
20 maggio, 2018
OfflineOddio, la scelta di Ermal mi pare la più sensata.
Si è già esposto portando il tema di Gaza nella propria canzone in gara. Mo tocca leggere il testo per capire quanta denuncia c'è, ma nel suo caso non avrei nulla da ridire.
Una sola domanda: glielo consentiranno o è una violazione del regolamento dell'ESC?
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