
Utente
9 settembre, 2013
OfflineDopo il successo planetario di Nove Maggio, Tu t'e scurdat' 'e me, Gaiola Portafortuna e Me staje appennenn' amò che in qualche modo hanno caratterizzato tutto il 2017 appena concluso e l'inizio del 2018, è uscito oggi il nuovo singolo di LIBERATO - cantante e rapper napoletano la cui vera identità non è mai stata ufficialmente rivelata al pubblico, creando un alone di mistero che dura tutt'ora sull'intero progetto.
Il pezzo si intitola INTOSTREET, è scritto e composto da ignoti ed è accompagnato dal solito video girato da Francesco Lettieri.

Utente
7 agosto, 2013
OfflineNon so mettere i video .
Cmq è uscita un'altra canzone, che racconta sempre della stessa storia ed il video (stupendo) è dal punto di vista della ragazza.
Adoro il fatto che stia diventando un vero e proprio concept album e che tutto si ricollega.
Se prima o poi liberato fa un cd sarà stupendo.
Intanto ha tutti i 6 pezzi in top200 spotify

Utente
7 agosto, 2013
OfflineScusate ma io lo scopro solo adesso. Ho appena visto tutti i suoi video e IMPAZZISCO! Ma è pazzesco, perché non mi avevate detto niente? E dire che pure di Napoli, che vergogna!
Ho letto che oggi si rivelerà? Ma dove? @Gen931 andiamo 
Che strano uomo avevo io, con gli occhi dolci quanto basta...

Utente
7 agosto, 2013
OfflineSarà tutta la costruzione che sta dietro il personaggio, sarà che le canzoni sono davvero terribilmente orecchiabili (ma allo stesso tempo valide musicalmente), ma davvero impazzisco per Liberato, da quando un mio amico napoletano me l'ha fatto ascoltare, lo scorso anno.
Tra queste due, Intostreet è quella che mi ha convinto meno, molto meglio Je te voglio bene assaje. Per me, comunque, Me staje appennenn' amò >>>> all.
Davvero, io punto tantissimo su Liberato per uno sdoganamento definitivo dei dialetti nella nostra musica, perché le sue canzoni sono a tutti gli effetti possibili tormentoni con la peculiarità del napoletano. Ogni volta che si sente cantare in dialetto, c'è sempre chi storce il naso e bolla subito tutto come "brutto", "ignorante", "troppo tradizionale" e chi più ne ha più ne metta. Per me, al momento, il dialetto è davvero una delle poche possibilità che abbiamo di esportare musica all'estero. Per quanto l'italiano sia una lingua bellissima, non è adatto a certi generi musicali che richiedono ritmi più serrati. Col dialetto potremmo ovviare al problema, e Liberato mi sta convincendo sempre di più che sia possibile.
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