[img align=left]http://imageshack.us/a/img39/9306/img2394w.jpg[/img] Conferenza stampa “effetto fotocopia” per l’X Factor numero 6. Stessi giudici, stessa impronta inglese (apprezzatissima universalmente l’anno scorso) e solita cornice caratteristica: stavolta quella della Fonderia Napoleonica. Tantissimi i giornalisti presenti per l’occasione. Lorenzo Mieli è il primo a parlare: “l’anno scorso avevamo aspettative alte e fucili puntati alla testa, non tutti pensavano che X Factor si sarebbe adeguato a SKY. Perfino Simon Cowell in persona aveva più di un dubbio su questo passaggio. A un anno di distanza, il format italiano è diventato paradigma del funzionamento perfetto di questo programma. Anche in altri paesi sono in corso trattative per spostare X Factor su altre piattaforme. Ad avere funzionato – continua – è stata anche l’impronta social, sempre alla ricerca della novità e del rischio. Un video ci mostra “che fine hanno fatto” i finalisti dell’anno scorso (gonfiando un po’ l’effettiva onda d’urto raggiunta). Da Antonella ai Moderni, passando naturalmente da Francesca, la vincitrice, con un album in uscita da Ottobre. Mills propone nuove promesse per quest’anno, in vista di quelle realizzate pienamente l’anno scorso. Sistema di voting coinvolgente e talento, due dimensioni imprescindibili per trovare i migliori concorrenti possibili. “Quello delle selezioni è un lavoro appassionante, il compito dei giudici è quello di trovare i 12 migliori. L’anno scorso le prime quattro puntate, che raccontano questo percorso, sono state le fondamenta del live”. Un nuovo video anticipa alcune di queste nuove voci con i volti di chi s’è affacciato davanti ai quattro giudici nel corso delle tre tappe.

Ilaria Dellatana definisce X Factor “un cantiere aperto tutto l’anno”. Se l’edizione numero 5 è finita a gennaio, la pre-produzione per i nuovi casting è iniziata a Marzo. Inoltre, è un programma che “porta un po’ ovunque, perciò è importante la sinergia con le piazze, il montaggio delle prime quattro puntate e l’adrenalina della diretta per i live show”. Alessandro Cattelan, confermatissimo conduttore di quest’avventura, spiega le differenze con l’anno scorso: “c’erano molti ragazzi giovani, forse per la vittoria di Francesca dell’anno scorso. C’era un po’ di preoccupazione, l’anno scorso erano dodici ragazzi in grado di cantare e c’era timore di non riuscire a trovarne 12 altrettanto bravi. Tuttavia, tutti possono dirsi soddisfatti delle squadre composte, come vi diranno poi i giudici. Le prime novità ce le offre un video narrato dalla viva voce di Cattelan: il “quinto giudice”, il pubblico, potrà votare sia via sms che col decoder, via Facebook, Twitter e con l’app. Con “l’applausometro”, presente sull’app, si potrà far arrivare il proprio sostegno. Con un game si comporrrà la propria squadra per accumulare punti e vincere la possibilità di vedere dal vivo la puntata di X Factor. Su iTunes si troveranno le compilation di ogni puntata alla fine dell’episodio. Spiegano meglio l’applausometro: tramite app si potrà “applaudire” o “fischiare” virtualmente, vedendo, tramite la somma delle azioni di tutti, qual è il termometro in tempo reale del pubblico. Non inciderà, naturalmente, sul voto. Secondo la Ventura il livello sarà come quello di una tv generalista. Il programma “è credibile, perché è molto moderno, molto seguito dai giovani e ha un pizzico di meritocrazia. Ci sono anche altre cose da fare: il tour, lavorare nei locali; fare il cantante oggi ha diverse sfumature e non solo il progetto discografico. Quest’anno i talenti sono arrivati in una veste diversa, quella dell’originalità. Si è cercato di non scegliere cantanti già presenti sulla piazza”. Morgan: “il mio claim di quest’anno è ‘la voce della musica’. Il concetto alla base di X Factor è di catturare la voce migliore, selezionando dal basso le migliori voci che ci sono in giro con la speranza di individuare la creme della creme, la voce dell’anno. La voce sarà sempre più associata al potere. La voce è il controllo, la nuova leva di Archimede. La voce è ciò con cui i computer, attraverso i controlli vocali, azionano comandi. Avere l’X Factor significa avere la vocazione, non solo per la musica”. Elio conferma la sua vena ironica: “è importante anche il nome, infatti abbiamo già cambiato un nome a uno dei nostri artisti”. Arisa: “io devo molto ad X Factor e a Sky, le persone a casa hanno avuto la possibilità di conoscermi di più, perché io mi sono fatta conoscere. Spero che vada tutto bene. Abbiamo dei talenti che sono prima di tutto delle persone, sarà bello scoprirlo puntata dopo puntata”. Il rappresentante italiano di Simon Cowell (importante come una nazione, al punto di avere un ambasciatore tra noi) conferma che il boss è contento della gestione del format e aggiunge che X Factor pompa sangue nuovo nelle vene dell’azienda, ringraziando Sky per la perfezione e la reattività del suo pubblico. Il premio rimane quello di ogni anno, ma si estende, come l’anno scorso, a tutti i tre finalisti. Si sta lavorando, inoltre, a un tour che quest’anno finalmente andrà in porto. Tranne per Francesca, che è troppo giovane e deve fare il suo percorso. X Factor andrà anche in onda, su mobile, su Sky Go e Sky On Demand. Spazio alle domande dei giornalisti. Mangiarotti chiede della sinergia tra Freemantle e Magnolia. La gestione editoriale è fatta da entrambi, non c’è una divisione netta e le due squadre si integrano molto bene. Integra la Dellatana: “c’è stata un’implementazione per le prime quattro puntate, la parte organizzativa di pre-casting e casting è in mano a squadre Magnolia, quella dello studio principalmente a Freemantle”, di cui riconosce il grande lavoro. Dondoni – pensa – tira in ballo The Voice, confermato recentemente da Giancarlo Leone. “Sentite concorrenza, vista la somiglianza dei format?”. E ancora, chiede alla Ventura se si occuperà del programma calcistico su Cielo. Risposta vaga: “siamo una pay, dobbiamo dare un programma unico e ciò che succede nella tv generalista non ha a che vedere con quello che facciamo noi”. Anche Simona risponde: “quando i giudici sono molto forti, ogni talent può funzionare”. In America i due programmi vanno contro, ma su due reti concorrenti. Il business di Sky è diverso e rivolto solo alle famiglie di abbonati. Interviene Morgan: “Amici era il nostro avversario, ma sono due programmi così diversi sia televisivamente che musicalmente che nella pratica erano indipendenti. X Factor ha ispirato Amici, il contrario non mi sembra sia mai successo”. Boom. Si chiedono anche dettagli sul sistema di voto, che però rimane lo stesso dell’anno scorso, integrato a quello via decoder e via Twitter. Invariato anche il meccanismo di gara, si accenna al “tilt”, uguale a quello dell’anno scorso. Si conclude qui la conferenza stampa, dando appuntamento a giovedì sera.

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