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[MC9] EDGIC (Editing + Logic): a post-mortem
ge_aldrig_upp
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5 marzo, 2020 - 0:47
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EPISODIO 21

ANTONIO Lorenzon MORP3
Puntata incentrata soprattutto sul rapporto di amore/odio con il boyfriend Daniel, che comunque vale ad Antonio i complimenti alla Mystery grazie al loro piatto d’amore (la paella). È proprio Daniel ad alzare il campanello d’allarme quando dice ad Antonio “per me hai già vinto” (come a ribadire che la F5 è un traguardo sufficiente per le sue ambizioni).
DAVIDE Tonetti OTTM3
OTT-lovey dovey (suffragato anche da musichetta) per l’arrivo della moglie Monica, i cui baci e bacetti sono il filo conduttore della prima metà di puntata. Viene smontato da Cannavacciuolo, che lo definisce “un galletto” e dice che “sembra che abbia la certezza di essere bravo” al momento dell’assaggio all’Invention.
MARIA TERESA Ceglia CPM3
Si mette in evidenza il rapporto con la madre Carla, il contrasto fra le due (in cucina e fuori) ma allo stesso tempo il “cuore morbido” del piatto che in qualche modo la rappresenta. All’Invention critica la strategia di Nicolò, reo di volersi tenere buoni tutti ed agire in modo strategico senza voler farlo vedere (“non ho nessun problema a nascondermi, non capisco perché Nicolò non lo dica apertamente”)
MARISA Maffeo CPP3
Marisa si presenta sul rettilineo d’arrivo forte di un CP elicitato dalla presenza della madre Bettina, che ne esalta lo spirito combattivo e si dichiara fiera di lei e del suo percorso. La sua vittoria all’Invention è sicuramente il coronamento tanto atteso del suo cammino nel programma, ma è mediata allo stesso tempo dal dispiacere per gli amici che rischiano di non accedere al ristorante stellato (#umiltà)
NICOLÒ Duchini CP3
Anche Nicolò, grazie alla presenza del fratello Pierpaolo, apre a una riflessione sulla passione per la cucina e quanto rappresenti per lui il percorso a MasterChef (“la gioia di avere un tagliere, un coltello e degli ingredienti da trasformare”). La vittoria alla Mystery conduce ad una strategia un po’ salomonica, dove Nicolò assegna a sé stesso il piatto ritenuto più difficile e divide i concorrenti tutto sommato più in base alla simpatia che a chi teme maggiormente. Maria Teresa lo critica per il suo “nascondere” le sue reali intenzioni.

EPISODIO 22

ANTONIO Lorenzon OTTP4
Ho dato OTT, ma poteva essere anche MOR, per sottolineare questa vibe da “artista” o personaggio tutto sommato particolare in cui Antonio sembra essere stato incasellato in questi ultimi episodi. C’è il focus sul suo parlare francese, il giudizio dello chef Alléno che lo vede come un esteta “con la testa fra le nuvole” ma appassionato abbastanza da valere la sua presenza all’interno della cucina stellata.
DAVIDE Tonetti MORN3
Si riprende un po’ la chiusa della 21 con l’idea di un Davide che “ci crede troppo”, “non ha umiltà” (cit. Marisa), sembra volersi proporre per la proverbiale botta sui denti anche malgrado la vittoria nell’esterna stellata (celebrata poco e subito offuscata dalle critiche altrui e dal suo insinuare che gli altri stiano rosicando per il suo trionfo). Certo il tutto ha poco a che vedere con il percorso di pulizia cominciato da metà programma in poi.
MARIA TERESA Ceglia CPM3
Inquadrata bene da chef Alléno durante il servizio nella sua cucina, durante il quale la individua come la proverbiale “forza tranquilla” mitterrandiana. Mette in chiaro la sua strategia nella prova della mozzarella e la mette in pratica passo dopo passo.
MARISA Maffeo CPP3
Strategica nell’assegnazione dei piatti, anche se il suo puntare sulla lentezza di Davide assegnandogli l’antipasto non viene ripagato dalla realtà. Si mette comunque in evidenza come si stia divertendo nella cucina stellata e si trovi a suo agio in questo ambiente, in particolare con il sous-chef Ho-jun che fa di tutto per condurla alla vittoria. Al Pressure sembra peccare di umiltà (fa sei preparazioni invece di quattro) ma allo stesso tempo
ELIMINATO (5° CLASSIFICATO): NICOLÒ Duchini MORM3
Nicolò chiude in quinta posizione al termine di una puntata che sembra volerne mettere in luce, tramite la figura di chef Alléno, un po’ tutti i limiti (timidezza, difficoltà in cucina, errori eclatanti come quello del corpo estraneo ritrovato nel piatto). Resta comunque un personaggio difficile da escludere per quanto visto finora – malgrado la poca complessità e un percorso di crescita tutto sommato sempre soltanto abbozzato.

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A livello di visibilità Maria Teresa sicuramente da escludere in quanto troppo sovraesposta (8 puntate su 18 con visibilità uguale o superiore a 4) mentre gli altri tre tutto sommato si equivalgono (3,22 di media per Antonio, 3,06 per Davide e Marisa). Nessuno dei tre comunque risente di ampi periodi di sottoesposizione, Marisa compensa bene con 4 puntate sotto la linea e 5 sopra (come anche Davide con 4 e 4), mentre Antonio e Maria Teresa tutto sommato "riposano" meno.

Categorie: Marisa e Maria Teresa i personaggi più complessi (tendenzialmente CPP l'infermiera di Parma vs. CPN la consulente finanziaria di Milano), Antonio e Davide sospesi fra il MOR e l'OTT (con qualche sprazzo di complessità per il disoccupato di Samarate).

Toni: Marisa il personaggio positivo per eccellenza, Maria Teresa quello negativo, Antonio ha un po' di tutto (7 P e 4 N, con un andamento da positivo a negativo a positivo), Davide anche ma un po' meno (e il suo percorso è meno interessante di quello di Antonio)

 

CHI VINCERÀ MASTERCHEF?

Alla luce di tutto quanto, pur con un minimo di dubbio che logicamente rimane, chiudo questa rubrica insistendo sul chiodo su cui abbiamo battuto su tutta la stagione: Marisa, 33enne infermiera di Parma, nostra favorita d'obbligo fin dalla puntata 7. Un percorso di cui abbiamo detto tantissimo e che è sembrato volerla lanciare nella stratosfera fin dai provini: CP, insight, una bella storia di rivalsa e di amore per la cucina, un personaggio tutto sommato relatable ma meno inoffensivo rispetto a un Simone Scipioni o una Valeria Raciti. Non sembra essere bastato tutto questo per lanciarla nel cuore del popolino, che ha letto in questo personaggio un arrivismo e una mancanza di sincerità dovuta all'affiliazione con la negativissima Maria Teresa (provocata anche da quest'ultima, che certamente non voleva tirare in fondo da villain contro la favorita d'obbligo creandole pure la storyline vincente).

Lascio un minimo di chance ad Antonio, che ha recuperato in quest'ultima doppia e sembra essere il concorrente che più gode dei favori del pronostico fra i 4 superstiti. Non dobbiamo però dimenticare il fatto che Antonio stesso sia stato presentato come un personaggio non particolarmente positivo, con tanto di attacchi gratuiti ed evitabili (lui che faceva il verso a Milenys? che ridacchiava alle difficoltà dei compagni beccandosi i cazziatoni dei giudici? Vi immaginate l'avesse fatto una concorrente donna?). Una sua vittoria sarebbe più che altro il supporto di un'idea di personaggio - quella dell'omosessuale cattolico e "conformato" agli standard eteronormativi imposti dalla nostra televisione - che nel panorama dei vincitori di MasterChef essenzialmente manca (Spyros non era la stessa cosa e del suo orientamento sessuale non si fece un grande caso di Stato nè prima nè dopo la sua vittoria).

Niente da fare invece per Maria Teresa, villain molto addolcita in quest'ultimo terzo di gara e rimasta in gara un po' per la sua effettiva bravura, un po' in quanto super legata alle dinamiche (ed animale da confessionali). Quanto a Davide, se un paio di settimane fa poteva essere considerato un potenziale outsider, credo che queste ultime due puntate abbiano completamente cancellato questa possibilità.

In linea di massima mi sento dunque di puntare su Marisa (ma non mi sento di escludere definitivamente la possibilità di un trionfo di Antonio). Buona finale a tutti e grazie per aver seguito il progetto EDGIC anche quest'anno heart

Riassumendo:

1. Marisa (90%)

2. Antonio (10%)

FUORI DALL'AGONE

3. Davide
4. Maria Teresa

ge_aldrig_upp
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6 marzo, 2020 - 14:53
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THE MORNING AFTER...

EPISODIO 23

ANTONIO Lorenzon OTTP3
MARIA TERESA Ceglia CPM3
MARISA Maffeo CP3
ELIMINATO (4° CLASSIFICATO): DAVIDE Tonetti OTTN3

EPISODIO 24

VINCITORE: ANTONIO Lorenzon CPP3
2° CLASSIFICATE: MARIA Teresa Ceglia CPM3, MARISA Maffeo MOR3

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Inutile girarci intorno: non ci abbiamo preso. A vincere MasterChef Italia 9 è Antonio Lorenzon, 43 anni, stilista ed art director di Bassano del Grappa (Vicenza), che va aggiungersi alla schiera di "eroi del popolo" dopo una vittoria culmine di un percorso che definire raccontato male è un eufemismo. E non lo dico perché sto rosicando, ma perché come già scrissi tre anni fa con la vittoria di Valerio (altro risultato "bucato" perché raccontato peggio di quel che si potesse immaginare) rappresenta una volta di più il completo asservimento del franchise all'odio e al sessismo del popolino che in tempi più illuminati ne aveva decretato il successo.

Parto da una premessa doverosissima: nulla di quanto seguirà è una critica ad Antonio in quanto persona né alle sue capacità in cucina. Ho sempre fatto un punto d'onore della mia indagine il non voler attaccare i concorrenti se non per quello che vediamo in TV dopo la mediazione del montaggio (per il resto ci pensano le mammine pancine che pullulano sulla pagina FB del programma). Mettersi in gioco davanti alle telecamere non è cosa da tutti, specialmente per concorrenti che non hanno esperienza di televisione - e se Antonio è riuscito a primeggiare al termine di questo percorso, conquistando il favore degli chef e di svariati ospiti pluristellati, questo è un achievement che nel bene e nel male non gli toglierà mai nessuno.

Il problema nasce dal MODO in cui la vittoria di Antonio è stata raccontata. MasterChef Italia è diventato quel che è perchè ha saputo andare contro ai trend e alla conventional wisdom nel racconto dei suoi personaggi, rischiando a volte vere e proprie rivolte di popolo (Tiziana su Maurizio e Andrea! Federico su Almo! Stefano su Nicolò e Amelia! Erica su Alida e Lorenzo!) ma uscendo sempre - SEMPRE - vincitore nel suo saper tessere una trama lunga 24 puntate, appassionante e coinvolgente come nessun altro programma all'interno della TV italiana. Le critiche di una sparuta minoranza di ossessionati non hanno mai ostacolato seriamente il successo del programma, i cui ascolti sono cresciuti esponenzialmente dalla prima alla sesta edizione prima del progressivo declino.

Con il cambio di gestione dalla fu Magnolia ad EndemolShine è cambiato tutto, la complessità di racconto è diventata un optional e subordinata all'OTT becero e ai buoni sentimenti. Tanto che MC6 incoronava vincitore il personaggio acchiappa-popolino per antonomasia, quel Valerio Braschi che la vulgata ancora considera il miglior concorrente della storia passata, presente e futura del franchise (dopo che nella sua stagione fu ripetutamente mazziato dai giudici per una quantità di errori di inesperienza, più o meno quanto era accaduto dodici mesi prima con Erica Liverani ma con risvolti drammaticamente diversi - ci torneremo poi). Seguivano Simone Scipioni (un OTT marchigiano con tanto di accento, reso credibile tramite un racconto da underdog sfigato senza riscontri nella realtà) e Valeria Raciti (la versione riveduta e corretta di Giulia Brandi, fan favorite di MC7 abbastanza "scoppiata in mano" agli autori). Entrambi vincitori ampiamente riconosciuti dall'EDGIC, che se da una parte avevamo creduto poter rappresentare un parziale "correggere la rotta" - diamo al pubblico basso ciò che vuole, ma lo raccontiamo bene per accontentare quello alto - in realtà costituivano buona parte del problema.

Il punto è che MasterChef sembra aver rinunciato a combattere la battaglia contro il sessismo dilagante della fanbase che è riuscito a mantenere. Che messaggio ci arriva dalla vittoria di Antonio? "Vi raccontiamo il dualismo Marisa vs. Maria Teresa per 20 puntate e ve lo smontiamo nelle ultime 4, in favore del classico gay eteronormativo da Mulino Bianco che abbiamo descritto da quel dì come maldestro, ipocrita, isterico, a tratti insolente, poco credibile come cuoco"? E badate bene che il modo in cui è stata raccontata la sessualità di Antonio è parte integrante del problema, perché rende questa vibe sessista di fondo ancora più subdola (se già normalmente si perdona agli uomini ciò che non è concesso alle donne, come vedevamo sopra con Erica e Valerio, questa cosa è ancor più amplificata in questo caso dove è ammantata da una patina di FINTO progressismo).

Ci sta che noi tutti viviamo la nostra sessualità in modo diverso, tanto più se messi di fronte al giudizio di tutta Italia. Ma raccontare il rapporto fra Antonio e Daniel come quello di due amici più che compagni di vita, e farlo pensando in questo modo di compiacere il pubblico (mostriamo un po' di sano amore gay-non-gay in prima serata senza soffermarci più di tanto su ciò che ci sta dietro col rischio di alienare la casalinga di Voghera: i proverbiali due piccioni con una fava) finisce semplicemente per sminuire la portata di un messaggio che sulla carta avrebbe potuto essere veramente impattante a livello di racconto. Da quel che ci hanno raccontato, sappiamo poco o nulla del vissuto di Antonio: non abbiamo idea ad esempio di quale sia il suo vero rapporto con il suo essere cresciuto gay in un ambiente tutto sommato conservativo, né ci è stata spiegata una sua eventuale reticenza a mostrare affetto in pubblico per via di qualche sua esperienza pregressa. E se state pensando "eh ma magari era lui a non volerne parlare" è soltanto una conferma del lavaggio del cervello che vi hanno fatto, perché a quel punto potevamo risparmiarci anche la cringissima proposta di matrimonio sadida

Alla fine il bilancio di MC9 è questo: un cast bello e variegato, un dualismo fra due personaggi femminili raccontato molto bene (la concreta e coraggiosa Marisa vs. la "str*nza" ma schietta Maria Teresa, entrambe spinte dal fuoco della rivalsa, complici ma allo stesso tempo rivali, animate dal classico spirito del "nessuna delle due può vivere se l'altra sopravvive" allegramente mandato a farsi benedire dall'esito conclusivo) entrambi sacrificati per premiare l'ennesimo beniamino del popolo e vendercelo in modo mediocre. É davvero questo quello che vogliamo da MasterChef? Alla luce delle infinite potenzialità di questo format, è questo il massimo che il montaggio ci può dare e che dobbiamo aspettarci?

Io, per conto mio, credo di conoscere la risposta.

 

COSA SIGNIFICA TUTTO QUESTO PER IL PROGETTO EDGIC?

Qui lo dico e qui lo nego: se Marisa avesse vinto, non so se questo progetto sarebbe tornato per l'edizione del decennale. In parte perché l'analisi ha un po' segnato il passo coi tempi dopo sette anni in cui è stata sostanzialmente uguale a sé stessa, in parte perché dopo tre anni di vincitori scontati fin dalla prima doppia è venuta un po' meno tutta la parte di "svelamento del velo di Maya", come qualcuno aveva definito all'epoca il mettere in luce le varie dinamiche di montaggio, in favore di una vuota ed inutile celebrazione di me medesimo e delle mie capacità divinatorie.

Ma ora che quest'ultima parte è venuta meno, credo che questo possa essere il segnale per l'ennesima evoluzione di questa analisi: per la prossima edizione dell'EDGIC ho in mente un formato del tutto rinnovato, senza il faticosissimo play-by-play (del tipo Andrea UTR1: ha solo sfilettato un branzino, Giulio UTR2: c'era e non c'era, etc.) ma più incentrato sull'analisi dei personaggi e delle dinamiche principali, anche e soprattutto in relazione con la "percezione" del pubblico medio riguardo ai vari concorrenti e a come essi vengono raccontati dal montaggio. Charts, categorie e toni continueranno ovviamente ad esistere, e mi piacerebbe integrarle con un sistema di previsioni del pubblico simile a quello lanciato da @DGS - dando la possibilità a tutti gli utenti di esprimere in termini percentuali le chance di ogni concorrente, come strumento alternativo per poter scoprire l'eventuale vincitore excitedexcitedexcited

Resto convinto che, come già accaduto con Federico MC3 e Valerio MC6, gli insuccessi (parzialissimi, perché già dalla prima puntata avevamo individuato i personaggi principali e buona parte delle dinamiche che si sono poi effettivamente avverate) siano lo stimolo necessario per migliorare quello che è comunque un progetto in cui credo e che spero continui a coinvolgervi e ad interessare la vostra immaginazione. Se voi ci sarete, io sarò qui per continuare a raccontarlo e portarvelo heart

Aldrig out!

matti
Cesena

Utente DIAMANTE
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6 marzo, 2020 - 15:08
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Boom clap2clap2clap2

Attendo già il prossimo anno. 

DGS

Utente PLATINO
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44
6 marzo, 2020 - 16:17
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Quando hanno annunciato Antonio come vincitore sono rimasto shockato, anche perché considerati i piatti presentati da tutti e tre i concorrenti pareva davvero che Marisa l'avesse spuntata con 2 piatti su 4 portati a casa contro 1 piatto a testa degli altri due. Insomma, mi sono ribaltato quando hanno annunciato il vincitore, che mi ha colto alla sprovvista rofl. La vittoria più brutta della storia di masterchef non per il concorrente (che è capace e anche simpatico tutto sommato) ma appunto per il racconto. Antonio sembrava un concorrente di contorno rispetto alle dinamiche della gara. Mah...

ge_aldrig_upp ha detto
Charts, categorie e toni continueranno ovviamente ad esistere, e mi piacerebbe integrarle con un sistema di previsioni del pubblico simile a quello lanciato da @DGS - dando la possibilità a tutti gli utenti di esprimere in termini percentuali le chance di ogni concorrente, come strumento alternativo per poter scoprire l'eventuale vincitore excitedexcitedexcited

Oddio, sarebbe un onore per me che tu prenda ispirazione dal mio progettino per la prossima edizione. excited 

Detto ciò clap2clap2clap2 a Ge, che ogni anno ci delizia con l'edgic. 

alessandrino

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6 marzo, 2020 - 18:23
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Grazie Ge per quest'altra edizione dell'edgic clap2clap2la tua analisi post puntata rimane una delle cose più interessanti legate a questo programma. Mi spiace aver partecipato poco quest'anno, ma non essendoci i favoriti del pubblico trovavo difficoltá a commentare (avevo paura di sbagliare rofl); tuttavia sono molto curioso del nuovo meccanismo per la prossima edizione excited

Sono contento in parte che la non vittoria di Marisa abbia sbaragliato le carte, ma mi accodo all'idea che la vittoria di Antonio non sia per nulla giustificata dal racconto che è stato portato avanti per tutta l'edizione. Nessun insight su se stesso, su chi sia lui veramente; penso che se non avessi seguito i provini non avrei neanche saputo che fosse gay fino alla semifinale, proprio perché non c'è stato alcun tipo di approfondimento sul suo vissuto o sulla sua persona. Antonio rimane un personaggio piacevole ma bidimensionale, senza particolari spunti e raccontato, a volte, in maniera indigesta.

Peccato perché ci ho creduto fino alla fine che il dualismo Marisa/Maria Teresa, vero fil rouge dell'edizione, portasse alla vittoria di una delle due, ma evidentemente la paura di perdere audience è stata più forte della volontà di proporre una vincitrice che chiudesse in maniera appropriata il racconto portato avanti per 24 episodi.

Nonostante tutto Masterchef rimane il mio programma preferito. E finale amaro a parte, ricorderò questa come una delle edizioni più belle da quando ho iniziato a seguirlo. E spero di rivedere Marisa e Maria Teresa nuovamente insieme magari in una edizione all stars (fatta bene)

ge_aldrig_upp
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46
6 marzo, 2020 - 18:33
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alessandrino ha detto

Sono contento in parte che la non vittoria di Marisa abbia sbaragliato le carte, ma mi accodo all'idea che la vittoria di Antonio non sia per nulla giustificata dal racconto che è stato portato avanti per tutta l'edizione. Nessun insight su se stesso, su chi sia lui veramente; penso che se non avessi seguito i provini non avrei neanche saputo che fosse gay fino alla semifinale, proprio perché non c'è stato alcun tipo di approfondimento sul suo vissuto o sulla sua persona. Antonio rimane un personaggio piacevole ma bidimensionale, senza particolari spunti e raccontato, a volte, in maniera indigesta.

Concordo su tutto, ma soprattutto su questo. Il fatto che la proposta di matrimonio sia diventata virale (con tanto di endorsement della Cirinnà) e uscita dalla bolla dei fan del programma, peraltro, non fa altro che confermare quello che ho scritto sopra: MC ed EndemolShine volevano passare all'incasso con la storyline finto progressista acchiappa-clic (che consolida il pubblico "alto" e non esclude quello "basso") senza la fatica necessaria di raccontarla in modo coinvolgente.

NicksFactor

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6 marzo, 2020 - 18:51
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Ma poi è ASSURDO come in un'edizione con tutte quelle donne, con tantissime rivalità, con personaggi anche complessi, malvagi, sia forti sia delicate, superando spesso gli schemi che la TV italiana ci sbologna con i personaggi femminili...abbia vinto l'ennesimo uomo mess

Sta diventando un serio problema questo 

 Nicks Lannister

saccio

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6 marzo, 2020 - 19:54
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Che poi mi sembra che nelle prime puntate Antonio sia stato messo ben in risalto e andando avanti l'hanno tipo nascosto.

Una domanda che mi faccio sempre è se la produzione ci si mette davvero per cercare di fare sti montaggi in cui costruisce storie come Edgic cerca di analizzare o se vadano un pò come gira 

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