Intervista con il cantautore a pochi giorni dall’inizio del reality. Perchè non hai voluto metterti in gioco in un reality come MusicFarm? "Non volevo che si mettesse in discussione la mia professionalità"

Cantante, ma anche calciatore della nazionale cantanti e sportivo spericolato. Paolo Vallesi arriva a la Talpa pieno di entusiasmo e con la voglia di ricavare il massimo da questa esperienza: "Mi farà bene, imparerò ad essere più tollerante e questo è un bene per una persona che fa il mio lavoro e che tende a mettersi sempre al centro dell’attenzione". Perché hai scelto di fare questo reality? Perché la cosa più lontana rispetto alla mia attività, ma anche la più vicina perché è la più vicina ai media di questo periodo. Ti piacciono i reality? Vedo i reality e in particolare, come tutti, sono maggiormente attratto da quelli che hanno una maggiore dose di pericolosità e di rischio, non solo da spettatore e anche da partecipante. Me ne sono stati proposti altri, ma questo è quello che mi è più piaciuto fare. Sarà una bella avventura. Dopo un solo giorno di sopravvivenza sono già tutto sbucciato. Avete fatto allenamento? Si torrentismo, free climbing. Sei preparato dal punto di vista atletico? Spero di sì. La cosa mi è stata venduta bene, mi hanno detto: tu sei un calciatore, della nazionale cantanti ovviamente, ce la puoi fare. D’altra parte mi piace anche questo genere di attività, sono andato in Francia a fare bunjee jumping, sono uno spericolato. Come ti senti alla vigilia della partenza? Sono emozionato perché l’idea di fare la valigia potenzialmente per due mesi è strana. Cosa ti spaventa? La convivenza forzata mi spaventa. Né le prove e né gli insetti, le cose che mi fanno paura sono altre. Sono padre di un bimbo di 7 anni (Francesco) e vivo una condizione di affetto particolare, cioè quella di padre separato. Una condizione tumultuosa, fatta di alti e bassi e mi spaventa la sua lontananza. Come l’ha presa il bimbo? Non avendo bene la cognizione del tempo era spaventato al pensiero di non vedermi per tanto tempo. Poi quando ha visto lo spot è impazzito, gli è piaciuto tanto. E’ più furbo di quanto si pensi. Sicuramente si vanterà con i compagni. Cosa pensi che ti porterà questa esperienza? Umanamente mi porterà ad una violenza su me stesso perché dormire con uno sconosciuto in un letto matrimoniale è lontano dalle mie abitudini. Mi farà bene perché dovrò imparare ad essere meno individualista e più tollerante. Con il lavoro che faccio si è portati a mettersi al centro dell’attenzione. Mi farà benissimo stare senza televisione e senza sigarette, sono un fumatore e voglio smettere. E’ un’esperienza che mi servirà per abbassare i toni su tutto. Professionalmente mi porterà molta più visibilità. Questo aiuta. Ti piacerebbe fare televisione? Non lo so, magari qualcosa legato al mondo dello sport, ma non credo di avere i tempi televisivi, se capitasse qualcosa che mi si addice, magari sì. Perché non hai scelto un reality più vicino a te come Music Farm? Music Farm mi fu proposto, ma l’ho vissuta malissimo perché mi poco produttivo. Quello è un reality che avrebbe messo in gioco la mia professionalità. Sarei stato a confronto con un persone che in quel momento sono più forti di me professionalmente e per il mio lavoro non sarebbe stato un bene. E poi ho voglia di staccare anche con la musica. Fonte: Tgcom

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