La stagione si aprirà con la sfida tra «Talpa» e «Isola dei famosi». Paola Perego: con me su Italia 1 ci sarà Bettarini, vera rivelazione.

«E’ vero la prima edizione de "La talpa" è stata molto criticata ma non ho mai capito perché. Mentre era in onda ne parlavano tutti bene, ha fatto ottimi ascolti. Poi appena terminata è diventato di colpo il programma più trash della televisione». Tutti i torti non ce li ha Paola Perego nel senso che «La talpa» è stata spesso il capro espiatorio di tutti reality show della tv, anche se alcune critiche non erano del tutto stralunate: quei corpi vivi e agitati nelle bare di plexiglass sottoterra erano decisamente inquietanti. Ma tant’è, queste sono le nuove frontiere della televisione e «La talpa» da settembre conoscerà la sua seconda edizione. Non più su Raidue, masu Italia 1, perché anche Paola Perego — come Paolo Bonolis, ma con meno can can mediatico e meno soldi—è passata dalla Rai a Mediaset. E la bella conduttrice avrà al suo fianco, come inviato speciale in Kenia (terra dove si svolge il gioco) Stefano Bettarini, da quest’anno ex calciatore, e pure ex marito di Simona Ventura. Così, tutti a sperare che «La talpa 2» si scontrasse con «L’isola dei famosi 3» (su Raidue) in modo che la sfida degli unici due reality show in onda in televisione il prossimo autunno, diventasse anche scontro diretto tra ex coniugi. Ma i giorni saranno diversi: martedì le talpe, mercoledì i famosi. Anche se qualche paragone, qualche confronto, non mancherà di certo. Ci pensa la Perego a gettare acqua sul fuoco: «Ho sempre guardato "L’Isola dei famosi" con molto interesse, ma davvero non c’è concorrenza tra noi. Anche Bettarini ha già ribadito che è Simona la regina dei reality. Perché ho scelto Stefano? Cercavamo uno sportivo perché le sfide che affrontano i concorrenti sono prove sportive. E considerato il pubblico di Italia 1, lo cercavamo anche giovane e bello. Così ci siamo incontrati con Bettarini e abbiamo capito che era in grado di farlo. In ogni sportivo c’è uno spirito da telecronista insito nel dna». Dunque sarà l’ex terzino del Parma a vigilare sulle prove dei partecipanti che dovranno mostrare destrezza, abilità, coraggio. Sicura, signora Perego che non siano troppo dure, tra scarafaggi e lanci dal paracadute? «Ma no, l’America è piena di questi show così, noi siamo Walt Disney al confronto. E poi i giocatori sono maggiorenni e sanno tutto fin dall’inizio, non hanno un mitra puntato alla testa per fare queste prove! Nessuno li obbliga. I concorrenti della Talpa hanno modo di superare fobie, limiti, e poi devono essere caratterialmente acuti e scaltri per capire chi è la talpa, chi mente nel gruppo. E’ anche un thriller». La Perego ammette però che lei non lo farebbe mai, perché soffre di vertigini e claustrofobia, però senza sfide terribili ci andrebbe. Un personaggio famoso (o mezzo famoso) «che si mette a nudo davanti alle telecamere per mostrare davvero se stesso per me non ha nulla di insensato. Anzi». La Perego, dolce all’apparenza, la classica conduttrice che non sgomita, che non litiga, ha le idee molto chiare sui reality show: «Tutti li contestano ma tutti li guardano, altrimenti non si spiegherebbero ascolti così alti. La verità è che un pizzico di voyeurismo ce l’abbiamo tutti. E’ che la gente fa la snob. Io è un genere che amo: su Fox Life guardo "Extreme makeover" (quello sulla chirurgia estetica, ndr), e "Cambio moglie", li trovo divertenti». Perché hanno così tanto successo, perché piacciono? «Perché la gente ha voglia di realtà e i reality si possono un po’ pilotare ma non falsificare. Il pubblico oggi è accorto, sveglio e fiuta l’inganno. Da spettatrice a me piace vedere le debolezze degli altri perché senti che non sei solo, non sei l’unico ad avere quei limiti. E’ rassicurante, è una specie di psicanalisi di gruppo ». Il «Grande fratello» piace ancora? «Io l’ho guardato fino alla seconda edizione, poi mi sono un po’ stancata. Ma dipende dai personaggi. E’ un po’ come il "Costanzo show": all’inizio si guardava sempre prima di dormire, poi con gli anni lo guardavi solo se ti piacevano gli ospiti. Ora il GF giunto alla sesta edizione andrebbe rinnovato». E lei di rinnovamenti se ne intende. La scorsa stagione ha preso in mano il programmadi Alda D’Eusanio, «Al posto tuo», dopo critiche e sospensioni, e l’ha portato ad un grande successo di pubblico e al placarsi delle critiche. Con una trovata: mentre andavano in onda le storie, passava una scritta sul video che spiegava ai telespettatori che si trattava di attori che stavano recitando una storia realmente accaduta. «Spesso il programma veniva attaccato perché si diceva che era tutto falso — spiega la conduttrice —. Così abbiamo deciso di dichiarare che chi stava raccontando le storie era un attore. Credo che non sia importante che i protagonisti siano reali e così lo abbiamodichiarato. E’ stato un atto di onestà che il pubblico ha molto apprezzato». Le è dispiaciuto lasciare il programma, ma ormai alla Rai era difficile lavorare. «La differenza con Mediaset? Che a Mediaset i referenti sono sempre gli stessi, ti conoscono, non cambiano dalla mattina alla sera. In Rai la tua professionalità è legata ai dirigenti che cambiano alla velocità della luce». Ora dunque è «tornata a casa »—lei che ha fatto la valletta muta per anni («il primo a darmi la parola è stato Teocoli »), e che deve molto al suo primo maestro Marco Columbro che durante il programma «Autostop» su Italia 1, le ha insegnato molto —, quella casa che le ha regalato la grande popolarità con «Forum ». Il suo mito televisivo quando ha cominciato questo mestiere chi era? «Loretta Goggi, sa fare tutto con una naturalezza incredibile. Oggi? Tanti bravi, ma Bonolis è un fuoriclasse, il vero erede di Sordi e Corrado. Ha un senso innato dell’ironia. No, non potrei lavorare con lui, lui è un solista. Farei coppia sul lavoro con Amadeus. Siamo amici, abbiamo la stessa sensibilità e non sgomitiamo ». Corriere della sera

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