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Selezioni Nazionali: la scelta della Georgia 🇬🇪 chiude la stagione di selezioni
ge_aldrig_upp
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21
25 gennaio, 2023 - 12:17
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Fred ha detto
Solo per dire: bravissimo ge_aldrig_upp, è sempre un piacere leggere questi insight sulle selezioni per l'ESC!  

Grazie mille heart heart heart

ge_aldrig_upp
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22
31 gennaio, 2023 - 22:49
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VARIE ED EVENTUALI/4

🇳🇴 Norvegia

Il quadro delle finaliste del Melodi Grand Prix 2023 si completa con la terza semifinale, ricchissima di sorprese e colpi di scena dopo le prime due non scritte ma quasi. Non hanno passato il turno due delle favoritissime, cioè Beatrice Akuvi Kumordzie in arte Akuvi con Triumph (una riproposizione del solito cliché pop finto etnico femminile, ma centrata e ben eseguita) e soprattutto Maria Celin Strisland che arrivata con il ruolo di potenziale "guastatrice" alla coronazione di Ulrikke ha pensato bene di mandare tutto alle ortiche con una brutta performance live della sua Freya.

Staccano invece il biglietto per la finalissima di sabato 4 Eline Thorp, la drag queen Skrellex (con una performance da MANUALE, che si inserisce a pieno titolo negli annali storici dello schlager eurovisivo che si rispetti) e Atle Pettersen che come TIX due anni fa ottiene una sonora rivincita sul giornalista musicale ufficiale Espen Borge (che gli aveva dato un solo "dado" su 6 nella sua classica review pre-semifinale e addirittura detto che giudicare la sua canzone gli faceva venire voglia di cambiare mestiere mess)

Settimana prossima la finale, che come si diceva verrà giudicata da televoto e giuria internazionale (con paesi ancora da rivelare) in egual misura. Ulrikke Brandstorp resta la donna da battere, ma in questi ultimi giorni hanno ripreso piede le quotazioni di Alessandra Mele, JONE e Atle stesso.

🇱🇹 Lituania

Continua anche la corsa di Pabandom iš naujo! 2023 - che non l'avevamo detto settimana scorsa, ma è condotto da Giedrius Masalskis e dalla bravissima e carinissima Nombeko Augustė Khotseng (forse l'unica figura pubblica di colore in tutta la Lituania, assieme alle coriste di Monika Linkytė)

A vincere il secondo quarto di finale è stata Beatrich, che ha dominato sia la classifica della giuria e ottenuto il primo posto anche al televoto (con soli 37 voti di vantaggio sulla seconda). 24 punti per lei, seguono appunto Monika Linkytė con 18 e il sorprendente Mario Junes con 13. La bassissima soglia di qualificazione (bastava un 10° posto su 15) è superata anche da Matt Len, Petunija, Agnė Buškevičiūtė-Tumalavičienė, MoonBee, Gebrasy (2° classificato nel 2021), Donata Virbilaitė e il gruppo Antikvariniai Kašpirovskio dantys.

Tra gli eliminati salutiamo definitivamente Voldemars Petersons, lettone di stanza in Lituania, medaglia di bronzo a sorpresa sempre nel 2021. In gara rimangono in 20 e ci aspettano le due semifinali che scremeranno ulteriormente i superstiti in vista della finalissima del 18 febbraio.

🇨🇿 Repubblica Ceca

ČT ha ascoltato il grido di dolore degli eurofan ed ha effettivamente organizzato una finale nazionale con esibizioni live, però visto il risultato sarebbe stato meglio non l'avesse fatto perché il tutto è durato 37 minuti (non scherzo) e il budget destinato all'operazione è sembrato persino sotto a quello della finalissima di San Marino rip

L'annuncio del vincitore è previsto il 7 febbraio prossimo e il voto rimarrà aperto a tutti fino ad allora (potete votare qui, basta validarsi con un indirizzo mail), quindi ne parleremo bene con calma a bocce ferme.

Cantanti e canzoni in gara (qui la playlist dei live):

Maella (Michaela Charvátová), Flood
Pam Rabbit, Ghosting
Markéta Irglová, Happy
Vesna, My Sister's Crown
Rodan Tuka, Introvert Party Club

🇮🇸 Islanda

E il cuore di tutti gli eurofan si riunì in un unico battito sintonizzato su RÚV 1 alle 20:45 di sabato sera, quando nello speciale Lögin í Söngvakeppninni 2023 sono stati presentati i 10 brani che si contenderanno la palma di rappresentante islandese a Liverpool. Come da tradizione, i brani sono stati presentati in doppia versione: nella semifinale ognuno sarà costretto a partecipare cantando in islandese, mentre nella finale si potrà decidere di confermare la scelta o switchare a una lingua che più aggrada.

Lo show andrà in onda dagli studi RVK di Reykjavík, e tornerà alla conduzione la DIVINA Ragnhildur Steinunn Jónsdóttir - stavolta affiancata da Sigurður Þorri Gunnarsson e Unnsteinn Manuel Stefánsson.

Cantanti, canzoni e playlist Spotify dell'album ufficiale (purtroppo senza versioni karaoke piango2 )

Prima semifinale (18 febbraio)

1. Bragi Bergsson, 🇮🇸 Stundum snýst heimurinn gegn þér (A volte il mondo si rivolta contro di te) / 🇬🇧 Sometimes The World's Against Us
T/M: Bragi Bergsson, Joy Deb, Rasmus Palmgren, Aniela Eklund

2. Móa (Móeiður Júníusdóttir), 🇮🇸 Glötuð ást (Amore perso) / 🇬🇧 Lose This Dream
T/M: Móeiður Júníusdóttir, Guðrún Sigríður Guðlaugsdóttir

3. Benedikt Gylfason, 🇮🇸 Þora (Osare) / 🇬🇧 Brave Face
T/M: Benedikt Gylfason, Hildur Kristín Stefánsdóttir, Una Torfadóttir

4. Celebs, 🇮🇸 Dómsdags dans (La danza del Giorno del Giudizio) / 🇬🇧 Doomsday Dancing
T/M: Hrafnkell Hugi Vernharðsson, Katla Vigdís Vernharðsdóttir, Valgeir Skorri Vernharðsson, Árni Hjörvar Árnason

5. Diljá Pétursdóttir, 🇮🇸 Lifandi inni í mér (Vivo dentro di me) / 🇬🇧 Power
T/M: Pálmi Ragnar Ásgeirsson, Diljá Pétursdóttir 

Seconda semifinale (25 febbraio)

1. Kristín Sesselja Einarsdóttir, 🇮🇸 Óbyggðir (Disabitato) / 🇬🇧 Terrified
T/M: Kristín Sesselja Einarsdóttir, Tiril Beisland, Vetle Sigmundstad, Guðrún Helga Jónasdóttir

2. Langi Seli og Skuggarnir, 🇮🇸 OK
T/M: Axel Hallkell Jóhannesson, Erik Robert Qvick, Jón Þorleifur Steinþórsson

3. Silja Rós Ragnarsdóttir & Kjalar Martinsson Kollmar, 🇮🇸 Ég styð þína braut (Sostengo il tuo percorso) / 🇬🇧 Together We Grow
T/M: Silja Rós Ragnarsdóttir, Rasmus Olsen

4. Úlfar Viktor Björnsson, 🇮🇸 Betri maður (Un uomo migliore) / 🇬🇧 Impossible
T/M: Rob Price, Úlfar Viktor Björnsson, Elín Sif Halldórsdóttir

5. Sigga Ózk, 🇮🇸 Gleyma þér og dansa (Dimenticarmi di te e ballare) / 🇬🇧 Dancing Lonely
T/M: Klara Elias, Alma Goodman, David Mørup, James Gladius Wong

🇩🇪 Germania

Unser Lied für Liverpool si farà ed andrà in onda il 3 marzo dai MMC Studios di Colonia, condotto come da tradizione da Barbara Schöneberger. Gli act in gara saranno otto, a cui se ne aggiungerà un nono scelto tramite una wildcard regalata con un voto pubblico tra proposte lanciate da TikTok: la scelta verrà annunciata il 4 febbraio in un apposito show online.

Cantanti e canzoni in gara:

Finale nazionale

Anica Russo, Once Upon A Dream
Frida Gold, Alle Frauen in mir sind müde (Tutte le donne in me sono stanche)
Lonely Spring, Misfit
Lord Of The Lost, Blood And Glitter
Patty Gurdy, Melodies Of Hope
René Miller, Concrete Heart
Trong Hieu, Dare To Be Different
Will Church, Hold On

Pre-selezione TikTok

Betül Akmar, Heaven
From Fall To Spring, Draw The Line
Ikke Hüftgold, Lied mit gutem Text (Canzone con un bel testo)
JONA XX, 10/10
Leslie Clio, Free Again
Mitchy Katawazi, André Katawazi & NashUp, Summertime

Alpha
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2 febbraio, 2023 - 18:24
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Con estremo ritardo, commento al volo la scelta del Belgio.

Mah, considerato che da questa nazione mi aspetto sempre qualcosa di particolare (penso a Loïc Nottet, Blanche, Sennek e gli Hooverphonic), l'esito mi ha lasciata non poco delusa. Gustaph è sicuramente un performer con esperienza, ma il brano lo trovo davvero troppo datato e poco interessante. A questo punto, volendo guardare al passato, avrei preferito le eighties vibes del brano di Chérine (peccato per lo staging!) che poteva essere una proposta fresca e catchy.

Personalmente, tra tutte le 14 proposte, ho apprezzato molto i due brani di Gala Dragot. Ho una preferenza particolare per Emotion Ollie, ma avrei visto volentieri a Liverpool anche T’inquiète.

Ne approfitto per unirmi anch'io ai complimenti a Ge per gli aggiornamenti sempre super interessanti! clap2 

ge_aldrig_upp
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4 febbraio, 2023 - 1:18
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Si è tenuta stasera la finale nazionale irlandese per l'Eurovision 2023, contenuta (come da troppi anni a questa parte) all'interno del popolare talk show di RTÉ The Late Late Show. A fare gli onori di casa il solito Ryan Tubridy, assieme a un panel di esperti-senza-diritto-di-voto capeggiato dai Jedward (rappresentanti irlandesi nel 2011 e 2012) e da Ruth Anne Cunningham.

Il discorso pre-finale è stato catalizzato dalla presenza in gara di John Lydon già Johnny Rotten, storico frontman dei Sex Pistols e oggi voce del gruppo Public Image Limited - presenza prima strombazzata dai media di tutta Europa, Italia compresa, e poi offuscata dalle sue dichiarazioni men che lusinghiere (per non dire offensive) sull'Eurovision e sul suo porsi come "cavallo di Troia" della musica vera all'interno della competizione.

La finale, poi, ha risentito del solito livello terrificante ed esacerbato dai consueti problemi di audio e di qualità della trasmissione, al punto da fare rivalutare la preselezione moldava di una settimana fa. Il tutto si è risolto in una sfida a due tra le uniche vere """papabili""" (Connolly e la band Wild Youth) che si sono divise equamente il voto della giuria irlandese e di quella internazionale, lasciando l'onere di dirimere il risultato finale al pubblico. Il gruppo ha avuto la meglio al filo di lana, chiudendo con 34 punti (10+12+12) contro i 32 di Connolly (12+10+10); al terzo posto si classificano a sorpresa K Muni & ND con 20 punti, mentre i Public Image Limited sono soltanto quarti con 18 punti.

A rappresentare l'Irlanda a Liverpool saranno i Wild Youth, boyband con strumenti (cit.) originaria di Dublino e formata dal cantante David Whelan, dal chitarrista Ed Porter, dal tastierista Conor O'Donohoe e dal batterista Callum McAdam: si tratta di un gruppo con notevole esperienza live, avendo aperto i concerti di Niall Horan, Westlife e Lewis Capaldi.

Il brano si intitola We Are One ed è scritto e composto da Porter, O'Donohoe e Jörgen Elofsson: quest'ultimo è un compositore svedese, autore del brano irlandese all'Eurovision 2017 (Dying To Try di Brendan Murray), di un po' di hit da Melodifestivalen (For You di Mariette, Crying Rivers di Faith Kakembo) e di In The Mirror di Demi Lovato, brano inserito nella colonna sonora del film Eurovision Song Contest: The Story of Fire Saga.

L'esibizione del LLS:

BlueBlau
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4 febbraio, 2023 - 12:36
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be, la migliore esibizione della serata, non che ci volesse molto, quindi la scelta più giusta. E per quanto poco ispirata non posso dire che mi dispiaccia del tutto. Si sono dati la miglior possibilità di qualificarsi che avevano, ma l'anno scorso lo fecero pure i bulgari quindi per quel che valesadida

preferivo Connolly come canzone ma si è sentita la poca esperienza. Mi aspettavo qualcosa in più da Hawaii che aveva un suo perché anche per tutto il contorno ma con  quell'esibizione sick è un peccato perché quando erano usciti i pezzi un po' di potenziale c'era ma ieri sera è andato tutto in fumo... 

ge_aldrig_upp
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5 febbraio, 2023 - 12:24
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Il Melodi Grand Prix 2023 ha visto ieri sera il suo atto finale in diretta da uno Spektrum di Trondheim per la prima volta tutto esaurito dal post-pandemia heart nove le canzoni in gara dopo un percorso di avvicinamento durato quattro settimane, con un nuovo metodo di voto implementato da NRK che includeva un 50% di voto del pubblico norvegese e un 50% espresso da dieci giurie internazionali (Regno Unito, Finlandia, Azerbaijan, Spagna, Ucraina, Repubblica Ceca, Francia, Islanda, Paesi Bassi, Svezia). Per la prima volta dal reboot del 2020, tutte le canzoni hanno dovuto partire dalle semifinali e non ci sono stati dei "pre-qualificati" ammessi direttamente alla finalissima.

Durante la finale c'è stato spazio anche per il reveal dei Subwoolfer campioni in carica - tornati sul palco come interval act, e per presentare il loro nuovo singolo Worst Kept Secret - che in perfetto stile Masked Singer hanno finalmente tolto la maschera e si sono rivelati Ben Adams (ex membro degli A1, band anglo-norvegese di discreto successo internazionale e seconda classificata al MGP 2010 con Don't Wanna Lose You Again) e Gaute Ormåsen (in gara al MGP 2010 con Synk eller svøm (Annega o nuota) e nel 2013 con Wide Awake)

Le previsioni della vigilia davano favorita Ulrikke Brandstorp, tornata in gara in pompa magna a tre anni di distanza dalla sua vittoria con Attention (che non potè poi presentare all'Eurovision a causa della cancellazione dell'edizione 2020). La canzone presentata è stata giudicata non all'altezza delle aspettative dalla maggioranza dei fan e subito è iniziata una ricerca spasmodica di una o più alternative, che si sono configurate principalmente in Queen Of Kings di Alessandra Mele - giovane artista di madre norvegese, ma originaria di Cisano del Neva (Savona), che ha fatto il botto su Spotify dopo essere andata viralina su TikTok - e un po' anche il redivivo Atle Pettersen, che con la sua Masterpiece ha stravinto il sondaggio delle carampane di Facebook (cit.) promosso da Eurovision Norway.

Il primo shock della serata lo si è avuto con l'annuncio del voto delle giurie, che hanno demolito i propositi di Ulrikke abbastanza a sorpresa - premiando Alessandra e Atle con 104 e 94 punti contro i 60 della campionessa di tre anni fa. Il pubblico ha subito tolto dalla competizione Masterpiece (ottava su nove nel computo finale del televoto) e attribuito ben 78 punti ad Ulrikke, ponendola in prima posizione quando mancava da assegnare soltanto il punteggio di Alessandra. Alla fine non c'è stata storia, con ben 129 punti per Queen Of Kings e una vittoria assolutamente schiacciante e sensazionale per l'artista ligure che arrivando da sconosciuta totale con un pezzo poco sponsorizzato ha avuto via via ragione di avversari famosi e competitivi portandosi a casa un titolo in un mezzo plebiscito heart

Alessandra Mele ha 20 anni, è figlia di padre italiano e madre norvegese, è nata a Savona ma è originaria di Cisano del Neva. Si è trasferita a Lillehammer per studiare musica nel 2021 e l'anno seguente ha preso parte alla settima edizione di The Voice: Norges beste stemme raggiungendo i Live Show nel team di Espen Lind. Queen Of Kings è il suo singolo di debutto nel mondo della musica ed è stato scritto e composto da lei stessa assieme a Linda Dale, Henning Olerud e Stanley Ferdinandez: questi ultimi due non sono dei completi estranei al mondo ESC, avendo già partecipato al MGP 2020 come autori di Stem på mæ (Vota per me) di Kevin Boine.

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La seconda edizione del Benidorm Fest ha monopolizzato tutta la settimana, con due semifinali in onda martedì e giovedì sera (alle 22:50) e finalissima ieri in "prima serata".

A condurre erano Inés Hernand, Mónica Naranjo e Rodrigo Vázquez, con Maria Eizaguirre ed Eva Mora confermatissime nel ruolo di produttrici esecutive. Il proposito di ispirarsi al Festival di Sanremo è rimasto tale - se non altro per la quantità di riferimenti eurovisivi presenti nei testi e nella liturgia, ad uso e consumo di un pubblico quasi esclusivamente composto da uomini gay tra i 30 e i 50 - ma nella "bolla" è stato un appuntamento molto sentito e che spero riesca a trovare una continuità. E poi ehi, l'interval act della finale è stato un medley di Ana Mena in stile "Super Bowl iberico" lol

C'è da dire che rispetto al 2023 è mancato il clima da "guerra santa" fra i sostenitori dell'una o dell'altra fazione, per quanto gli animi si siano infiammati soprattutto a causa della scelta di RTVE di invitare Malbert (popolarissimo e super tossico YouTuber e TikToker) come padrone di casa della green room social. Le semifinali hanno sfrondato un po' il campo delle possibili contender spinte dai fan ma rovinate da una brutta esibizione (Fusa Nocta in particolare), premiando le proposte di Agoney Hernández e Blanca Paloma che hanno vinto la rispettiva puntata per distacco.

Il duello tra le due favorite, che doveva catalizzare la finalissima secondo tutti i pronostici, alla fine non c'è stato perché Blanca Paloma ha sbancato il voto degli otto giurati (tre spagnoli e cinque esteri; c'erano anche Christer Björkman, William di Wiwibloggs, Katrina Leskanich, Tali Eshkoli e il nostro ex capodelegazione Nicola Caligiore) e il televoto, arrivando davanti ad Agoney anche nel voto della giuria demoscopica pur se seconda. Il risultato finale dava a Blanca ben 169 punti su un massimo di 176, con Agoney secondo a 145 e Vicco con Nochentera (Notte anni '80) terza a 129.

A succedere a Chanel sul palco dell'ESC sarà dunque Blanca Ramos Baeza in arte Blanca Paloma, 33enne di Elche (Comunità Valenciana), con il brano flamenco-fusion (cit.) Eaea scritto da lei stessa assieme a José Pablo Polo: si tratta della prima artista solista originaria della Comunitat a rappresentare la Spagna in 61 partecipazioni. Per lei si trattava di un ritorno sul palco del Benidorm, essendosi già classificata al quinto posto nell'edizione inaugurale 2022 con Secreto de agua (Il segreto dell'acqua).

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Dopo il brutto risultato di Torino 2022 (seconda eliminazione consecutiva e ultimo posto in semifinale) RTVSLO è partita già la scorsa estate con proclami incendiari in stile "o si cambia o si muore", dove per "si muore" ovviamente intendevano il ritiro definitivo dall'Eurovision seguendo Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord e Montenegro.

A seguito di questo proposito si è deciso di cancellare per il 2023 la selezione nazionale EMA e di giocarsi la carta della scelta interna, ricaduta sul gruppo Joker Out - una band pop rock di Lubiana con discreta esperienza live, composta da Bojan Cvjetićanin, Jure Maček, Kris Guštin, Jan Peteh e Nace Jordan. Il brano scelto si intitola Carpe diem (Cogli l'attimo), è interamente in lingua slovena ed è scritto e composto da Cvjetićanin - che ricorderete tutti nella finale dello scorso EMA si esibì come interval act in una performance iconica su Zitti e buoni assieme a Maja Keuc smitten

thatdamngigi
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5 febbraio, 2023 - 12:49
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Hmmm, finora sono piuttosto tiepidino.

L'unica proposta che mi piace veramente è quella di Alessandra, poi per il resto è un grosso meh.

Canzone della Spagna da riascoltare (ma mi sembra una di quelle proposte "etniche" che si schiantano al penultimo posto, citofonare Alvan e Ahez), quella della Slovenia boh, valida ma un po' troppo sperimentale (citofonare Circus Mircus).

Se dovessi fare una early rank, qualificherei solo la proposta della Norvegia delle 5 che dovranno fare le semifinali (anche se devo ancora riascoltare tutto), e le due già in finale (Ucraina e Spagna) finirebbero nella bottom 10.

BlueBlau
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5 febbraio, 2023 - 14:07
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comunque andava ieri sera avrei avuto tre nuovi pezzi in testa alla mia classifica ma devo dire di essere rimasto colpito, soprattutto dall'insperata vittoria di Alessandra

ero sicuro che Ulrikke avrebbe stravinto anche come rimborso del 2020 e per mancanza di concorrenza e per quanto Honestly l'apprezzi anche (e quel ritornello lo userò spesso da martedì in poilol) avevo sempre l'impressione di brutta copia di Attention. Alla fine Alessandra era l'unica che mi aveva colpito della sua semifinale e nessun'altra mi aveva colpito quanto lei quindi non posso che essere contento. L'unica cosa speravo meglio Jone, l'altro pezzo che mi piaceva tanto.  

per la Spagna una volta visto come quelle che preferivo ai due cavalli di razza non avevano possibilità (Karmento, Alice, Fusa Nocta) potevo dirmi soddisfatto chiunque scegliessero tra i due, per quanto Agoney era un po' troppo influenzato da Chanel (come troppi). il Benidorm si conferma una buona selezione che speriamo duri nel tempo anche con eventuali scelte scellerate

Alla fine quindi soddisfatto della ninna nanna meno efficace di sempre lol non è una canzone da replay e sicuro da qui a maggio mi calerà ma la sua forza è proprio l'esibizione e la prestazione vocale di Blanca che è fantastica. è una scelta memorabile e divisiva, e come andrà andrà è una grande aggiunta. il paragone a Fulenn l'ho letto spesso in queste ore e ci sta (forse pure troppo considerando il parallelo Bravi-Chanel nelle sorti in gara delle loro tv) ma considerate che i francesi l'anno scorso pagarono un sorteggio da incubo in una prima metà affollatissima

per quanto spiace perdere l'EMA che qualche gemma la regala sempre (per quanto difficilmente arrivavano a maggio, Sebi a parte) la scelta di Joker out era molto promettente e avevo più aspettative su di loro che sulle 2 finali. Alla fine un po' deluso ma la loro esibizione è estremamente convincente e la canzone in linea con le altre loro che ho ascoltato, credo non avranno problemi a tornare in finale.

e devo dire sembra che questo si prospetta l'anno dei gruppi sulla scia dei Maneskin, e per ora tutti nella prima semifinale. Irlanda (poveri loro) Slovenia e se il risultato di ieri è indicativo anche la Lettonia sembra proiettata su quella strada ( e ci spero che Sudden Light mi piacciono per quanto sono gli unici che ho recuperato di Supernova quindi non so se ci sono avversari pericolosi)

ge_aldrig_upp
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7 febbraio, 2023 - 19:21
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VARIE ED EVENTUALI/5

🇸🇪 Svezia

Si è tenuta sabato sera la prima semifinale del Melodifestivalen 2023, partito assolutamente sottotono e con pochissimi spunti sia a livello musicale che di intrattenimento/scrittura autorale. Vi basti pensare che lo """scandalo""" che sta tenendo banco in queste ore è una scena dell'Efterfest in cui due guardie del corpo trascinano Thomas G:son con la forza fuori dalla green room: è ovviamente una gag architettata a tavolino da SVT per qualcosa che succederà settimana prossima, ma è stata rivelata in modo così maldestro che il tutto ha assunto i contorni del dover spiegare una battuta prima ancora di averla fatta mess

I risultati sono stati assolutamente prevedibili e pronosticabili alla vigilia: a staccare il biglietto per la finalissima dell'11 marzo sono stati Tone Sekelius con Rhythm Of My Show e Jon Henrik Fjällgren & Arc North feat. Adam Woods con Where You Are (Sávežan). Per entrambi si tratta di un ritorno alla finale del MF: Tone si era piazzata quinta l'anno scorso - diventando anche la prima artista transessuale a riuscirci - mentre Jon Henrik vanta nel suo palmarés un secondo posto nel 2015, un terzo nel 2017 (con Aninia) e un quarto nel 2019.

Alla serata di ripescaggio si sono qualificati Victor Crone (già rappresentante estone e 20° classificato all'ESC 2019) con Diamonds e il duo Elov & Beny con Raggen går (Il diavolo va). Lasciano definitivamente la competizione Rejhan Bellani, Loulou Lamotte e il duo formato da Eva Rydberg & Ewa Roos.

🇱🇹 Lituania

Continua Pabandom iš naujo! e si alza il livello con la prima delle due semifinali: 10 artisti si sono affrontati per soli 5 posti nella finalissima del 18 febbraio. Rispetto ai quarti di finale è aumentato il numero di televoti: il primo vero "re delle SIM" di questa edizione è il gruppo crossover pop/opera Il Senso, che vince il traguardo di tappa con 1,876 televoti malgrado un 6° posto per la giuria.

La puntata è invece vinta da Rūta Mur che nella classifica complessiva porta a casa 20 punti, davanti ai 19 di Petunija e ai 17 de Il Senso. In finale rivedremo anche Gabrielius Vagelis (ormai aficionado della selezione, quinto nel 2013 con Ieva Zasimauskaitė e nel 2017 da solo) e Justė Kraujelytė.

🇱🇻 Lettonia

Nel disinteresse generale è cominciato anche il Supernova, che va in onda dagli studi LTV di Riga ed è condotto da Lauris Reiniks (rappresentante lettone "in casa" all'ESC 2003 con i F.L.Y. e secondo alla selezione lettone 2011 con l'iconica Banjo Laura) e Ketija Šēnberga. I brani in gara erano 14 e per passare il turno bastava essere tra i primi 10, scelti ovviamente dal televoto (con dati pubblici) e da una giuria di esperti (con dati secretati).

In ordine casuale, i 10 artisti a passare il turno sono: Artūrs Hatti, Alise Haijima, Toms Kalderauskis, 24. Avēnija, Markus Riva, Avéi, Patrisha (Patrīcija Ksenija Cuprijanoviča), RAUM, Luīze Vītola e il gruppo Sudden Lights. Questi ultimi hanno vinto il televoto e si presentano alla finalissima dell'11 febbraio con il ruolo di favoriti, anche se in una finale non scontata e dove abbiamo visto in passato grandi colpi di scena.

Resta fuori dalla finale Justs Sirmais, in gara all'Eurovision 2016 e ultimo rappresentante lettone a qualificarsi per la finale dell'ESC (!)

🇲🇹 Malta

Erano partiti in 40 39; abbiamo seguito il round di "audizioni" dove tutti hanno eseguito il loro brano in uno studio televisivo; si è tenuto un giro di voto pubblico sui canali social di TVM. Adesso rimangono in corsa 24 proposte, che tra giovedì 9 e sabato 11 si contenderanno il titolo di rappresentante maltese a Liverpool.

Con l'uscita di scena di Aidan (squalificato per aver promosso il suo brano al di fuori di quanto consentito dal broadcaster) la sfida si sposta sullo scontro tra Brooke Borg e Maxine Pace, con possibili outsider Ryan Hili - vincitore dell'ultima edizione di X Factor Malta - e il gruppo The Busker. In ogni caso si tratta di una finale aperta a vari scenari e ne capiremo di più già con la semifinale di giovedì (che eliminerà otto contendenti prima dell'atto finale)

Semifinalisti

Andre’ Portelli, Broken Hill
Bradley Debono, Blackout
Brooke Borg, Checkmate
Cheryl Balzan, La La Land
Chris Grech, Indescribable
Christian Arding, Eku ċar (Un chiaro eco)
Dan Muscat Caruana, It’ll Be OK
Dario Bezzina, Bridle Road
Dominic Cini & Anna Azzopardi, Whatever Wind May Blow
Eliana Gomez Blanco, Guess What
Fabrizio Faniello, Try To Be Better
Geo Debono, The Mirror
Giada (Jade Vella), I Depend On You
Greta Tude, Sound Of My Stilettos
Ian James Vella, On My Own
Klinsmann Coleiro, Piranha
Mark Anthony Bartolo, Tears
MATT BLXCK, Up
Maxine Pace, Alone
Mikhail Attard, Leħen fiċ-ċpar (Una voce nella nebbia)
Nathan Psaila, Creeping Walls
Ryan Hili, In The Silence
Stefan Galea, Heartbreaker
Stefan Xuereb, What Do You Want?
The Busker, Dance (Our Own Party)

thatdamngigi
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7 febbraio, 2023 - 19:34
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In tutto questo la Repubblica Ceca ha scelto le Vesna: ironico come al primo ascolto siano già al secondo posto della mia top.

ge_aldrig_upp
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8 febbraio, 2023 - 14:37
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ESCZ 2023, la prima selezione nazionale al mondo ad uscire coi risultati una settimana dopo la messa in onda del live, ha visto la proclamazione del vincitore ieri sera a un orario indefinito - e viste le modalità con cui è stato annunciato il risultato, mi viene quasi da dire che era meglio la selezione del 2022 con le performance registrate. Capisco non ci sia interesse, capisco sia una cosa fatta ad uso e consumo degli eurofan (che avevano un potere del 70% sul risultato finale) ma fare la proclamazione in una specie di scantinato con i risultati proiettati su un telo è un po' too much anche per gli standard soliti della Repubblica Ceca sadida

Ha vinto l'act annunciato fin dai preascolti, ovvero la band Vesna che ha raccolto 10,584 preferenze contro le 4,216 di Pam Rabbit e le 1,995 di Rodan Tuka - rispettivamente seconda e terzo classificato. Completano la classifica Markéta Irglová (quarta con 1,009 voti) e Michaela Charvatová AKA Maella (quinta con 599 voti).

Vesna è un gruppo folk al femminile che comprende componenti di origini ceche (la frontwoman Patricie Kaňok Fuxová, Bára Šůstková e Markéta Vedralová), slovacche (Tereza Čepková), bulgare (Tanita Yankova) e russe (Olesya Ochepovska). La presenza di Ochepovska, nata in Russia ma ferma oppositrice del regime di Putin e del conflitto bellico in corso, è stata comunque criticata da una parte degli eurofan ucraini e pare anche dalla stessa UA:PBC, ma a differenza di quello che si dice in queste ore la sua presenza e la partecipazione della Repubblica Ceca a Liverpool non sono verosimilmente a rischio (e per fortuna).

Il brano in gara si intitola My Sister's Crown, è scritto da Fuxová, Yankova e Kateryna Yatchenko ed è prevalentemente in ceco con inserti in inglese, ucraino e bulgaro. Con questa partecipazione il gruppo vuole mettere in scena il concetto di "sorellanza" fra le nazioni slave e una protesta sia contro l'invasione russa dell'Ucraina che contro le disuguaglianze di genere.

La performance di ESCZ:

BlueBlau
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8 febbraio, 2023 - 19:25
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la selezione più scontata, soprattutto con questo meccanismo, ma era comunque una delle carte migliori, forse pure la migliore per un buon risultato tra le cinque presentate.

non la mia preferita tra quelle già scelte ma mi piace molto, anche se posso capire eventuali dubbi sul messaggiosadida  c'è comunque tanto da sistemare per maggio perché l'esibizione mi risulta piuttosto fredda, e temo non sia tutto da imputare allo studio messo su per la selezione, per quanto è un problema che avevo con tutti e 5. Non credo però avranno difficoltà a superare la semifinale ma al sabato le vedo fare molto peggio delle aspettativesadida

ge_aldrig_upp
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17 febbraio, 2023 - 1:36
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Sapevo di essermi dimenticato qualcosa ma non riuscivo a capire cosa lmao

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Come al solito archiviamo in fretta la scelta dell'Italia, avvenuta tramite la 73° edizione del Festival di Sanremo.

A rappresentare il tricolore a Liverpool sarà Marco Mengoni, 34enne di Ronciglione (Viterbo), già vincitore di Sanremo e 7° all'Eurovision 2013 con L'essenziale. Fino a nuovo ordine il brano che eseguirà sul palco della Liverpool Arena sarà Due vite, scritto e composto da Mengoni assieme a Davide Simonetta e Davide Petrella.

Ricordiamo che, fosse questo il brano scelto, andrebbe obbligatoriamente ridotto di 45 secondi circa per ottemperare alla regola eurovisiva dei tre minuti.

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La Dora, festival musicale croato dedicato alla memoria della compositrice e contessa Dora Pejačević, ha visto sabato sera la sua 24° edizione in onda dalla familiare cornice del palazzetto dello sport "Marino Cvetković" di Opatija. Alla conduzione un trio maschile composto da Mirko Fodor, Mario Lipovšek Battifiaca e Marko Tolja; il risultato finale era determinato per il 50% dal televoto (esprimibile via telefono e/o SMS) e per il 50% da un set di dieci giurie regionali.

Molto si era parlato della presenza in gara di Damir Kedžo, già vincitore del Dora nel 2020 con il brano Divlji vjetre (Venti selvaggi) con cui era stato impossibilitato a partecipare all'Eurovision di Rotterdam a causa della cancellazione della manifestazione. Il brano presentato a questo giro non è stato giudicato all'altezza della vittoria e non ha mai costituito un ostacolo ai due grandi favoriti della vigilia, ovvero la band Let 3 e il gruppo vocale folk Harmonija Disonance.

Le giurie hanno premiato in larga parte la proposta dei Let 3, gruppo alternative rock attivo da fine anni '80 e spinto soprattutto dal pubblico croato - lasciando al terzo posto le Harmonija Disonance che invece erano la scelta scontata per i fan internazionali. Il verdetto è stato confermato dal televoto, che ha assegnato ben 174 punti (30% del totale) ai Let 3 e solo 88 (15,17%) al sestetto folk sancendo una vittoria larghissima e a furor di popolo per i primi. Terza classificata è la band Detour, che ha salvato la medaglia di bronzo malgrado un risultato leggermente deludente al televoto.

I Let 3 sono una rock band di Rijeka attiva dal 1987 e composta da Damir "Mrle" Martinović, Zoran Prodanović, Ivan Bojčić, Dražen Baljak e Matej Zec. Martinović e Prodanović sono anche gli autori del brano con cui la Croazia si presenterà all'Eurovision, il cui titolo è Mama ŠČ! (Mamma, shhh!). Ci sono state delle polemiche perché alcuni sostengono che la canzone critichi, con velate metafore, l'operato di Vladimir Putin e del presidente bielorusso Alexander Lukashenko, ma a quanto pare l'EBU ha approvato il contenuto del testo e il brano sarà in gara a Liverpool nella sua forma integrale.

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Per qualche motivo, dopo aver ospitato uno degli Eurovision più iconici e game changing degli anni Duemila (Copenhagen 2014), a un certo punto la Danimarca tutta ha preso a fregarsene della manifestazione e soprattutto della propria selezione nazionale. Il Dansk Melodi Grand Prix è continuato - anche nell'anno che ha seguito la cancellazione dell'ESC per colpa della pandemia - ma col passare degli anni si è appiattito sempre di più nella scelta dei cast, nella grafica, nei meccanismi di gara, persino nella costruzione del palco (che boh, tolto l'anno che hanno fatto tutto quanto in uno studio senza pubblico mi è sempre sembrato più o meno uguale).

Quest'anno c'è stato un piccolo ritocco delle grafiche (da terribili e vetuste a semplicemente bruttine) e un minimo passo avanti per quanto riguarda la scelta dei brani in gara, tutti e 8 tutto sommato ascoltabili pur senza picchi assurdi e velleità di vittoria eurovisiva. Non è bastato a tamponare la crisi di ascolti che prosegue anno su anno, dandoci una fotografia di una Danimarca sempre più fanalino di coda nel gruppo eurovisivo delle scandinave. Ma tant'é: finale alla Næstved Arena di Næstved, con alla conduzione la solita Tina Müller affiancata da un nuovo nome maschile (Heino Hansen).

Per un po' era sembrato che le favorite della vigilia potessero essere le EYJAA, un duo di ragazze islandesi (Brynja Mary Sverrisdóttir, che tutti ricordiamo prese parte al Söngvakeppnin 2020 con Augun þín (I tuoi occhi), assieme alla sorellina sedicenne Sara Victoria) con un pezzo modern country decisamente caruccio che alla prova dei fatti è passato completamente inosservato, anche per colpa di alcuni problemi tecnici che hanno condizionato la loro performance.

Al secondo round hanno avuto accesso Reiley (TikToker e cantante pop di origini faroesi), Nicklas Sonne (hard rock edulcorato) e Micky Skeel (pezzo in lingua senza velleità di vittoria). Il risultato del televoto (40% per Nicklas, 30% per Reiley e Micke) è stato sovvertito dai giurati, che hanno scelto Reiley con un plebiscito del 56%. A lui la vittoria finale, a Nicklas Sonne il secondo posto e il rosicamento postumo su Instagram, a Micke un bronzo ben oltre le aspettative della vigilia.

Reiley (Rani Petersen) ha 25 anni, viene da Tórshavn nelle Isole Far Oer ed è un cantante e TikToker. Su di lui si è parlato molto in patria perché tanti dicono che il suo successo sui social sia stato fabbricato a tavolino dalla sua casa discografica tramite acquisto di follower e bots, idem per quanto riguarda i risultati discografici in Corea del Sud del suo singolo di debutto. La cosa più interessante, come ha svelato questo thread di Reddit, è che ha mentito sulla sua vera età dichiarando 20 anni invece di 25 (e venendo sgamato per un post di Facebook dove veniva mostrata la sua foto della patente )

La canzone si intitola Breaking My Heart ed è scritta da Rani assieme a Bård Mathias Bonsaksen, Sivert Hjeltnes Hagtvet e Hilda Stenmalm (che ricordiamo in gara al Melodi Grand Prix norvegese nel 2014 con l'iconica Best Friend's Boyfriend).

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A un mese di distanza dalle due semifinali, sabato si è tenuta anche la finalissima di Eesti Laul con le 12 canzoni superstiti che si sono affrontate sul palco del Palazzetto del Ghiaccio "Tondiraba" di Tallinn. Conducevano Tõnis Niinemets e Grete Kuld (gli stessi del 2021) e il format era lo stesso degli anni passati: primo turno 50% giuria internazionale di 10 membri 50% televoto, superfinale a 3 con solo televoto.

La favorita della vigilia, Alika Milova (fresca vincitrice della versione estone di Idol, in gara con una canzone scritta dallo stesso team di Arcade di Duncan Laurence) ha centrato facilmente la qualificazione vincendo sia giuria che televoto. Assieme a lei quello che doveva essere l'outsider del giorno: Oliver "OLLIE" Mazurtšak, cantante punk rock cresciuto esibizione dopo esibizione fino a costruirsi un bel gruppo di supporto contro la fronda pro-Alika. Terzi incomodi i Bedwetters, un altro gruppo """hard rock""" (in realtà il solito rock rassicurante eurovisivo) dove la componente hard era essenzialmente rappresentata dalle maschere demoniache indossate dai componenti.

Il voto finale ha visto una vittoria meno ampia del previsto per Alika, con soli 13 141 voti contro i 10 280 di Ollie e i 7 991 dei Bedwetters. Si tratta del minor numero di voti ricevuti nella storia moderna di Eesti Laul, oltreché un ulteriore punto a favore degli oppositori della superfinale a 3 (Ollie e i Bedwetters sicuro si sono pestati i piedi lasciando campo libero all'unica ballad, ma vedendo i numeri delle altre fasi probabilmente sarebbe successo in ogni caso).

Alika Milova ha 20 anni, viene da Narva ed ha una grande esperienza di competizioni musicali avendo partecipato a diversi concorsi e programmi TV in tutto il Baltico e il mondo sovietico fin da piccolissima. La canzone che porta in gara si intitola Bridges ed è scritta da lei insieme a Wouter Hardy (autore di Arcade di Duncan Laurence, vincitrice dell'Eurovision 2019) e Nina Sampermans (autrice di Would You? di Iris (Belgio 2012) e Répondez moi di Gjon's Tears (Svizzera 2021)).

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Non abbiamo parlato molto del Supernova lettone perché come ogni anno non c'è molto da dire, però continuano ad organizzarlo e fa pure i suoi begli ascolti quindi bravi loro party

La missione della Lettonia all'ESC 2023 è dichiarata, e ovviamente consiste nel riuscire a tornare in finale dopo ben sette anni. Dieci le canzoni che si sono giocate il titolo di rappresentante lettone, in una finale andata in onda dagli studi LTV di Riga con la conduzione di Lauris Reiniks e Ketija Šēnberga. C'erano anche dei superospiti, ovvero Duncan Laurence tornato per presentare Arcade sleep e la cantante Eliza Legzdina accompagnata da Beanie (il batterista/turnista già del gruppo britannico di musica elettronica Rudimental)

Le semifinali avevano preannunciato una possibile vincitrice scontata (il gruppo Sudden Lights con Aijā) e la finale ha confermato questo pronostico: per loro primo posto sia con il televoto (66 307 preferenze) che per la giuria di esperti. Al secondo posto si piazza Patrīcija Ksenija Cuprijanoviča AKA Patrisha con Hush, mentre le giurie hanno spinto sul terzo gradino la band 24. Avēnija con You Said. Markus Riva, alla sua nona partecipazione consecutiva, chiude la gara in quarta posizione e rinuncia per un altro anno al sogno di rappresentare la Lettonia all'Eurovision sadida

I Sudden Lights sono una band indie pop di Riga, attiva dal 2012 e composta dal cantante Andrejs Reinis Zitmanis, dal chitarrista Kārlis Matīss Zitmanis, dal bassista Kārlis Vārtiņš e dal batterista Mārtiņš Matīss Zemītis; gli stessi sono gli autori del brano, intitolato Aijā (Shhh!). Per loro si tratta della seconda partecipazione al Supernova, essendosi classificati secondi nel 2018 con Just Fine dietro all'allora vincitrice Laura Rizzotto.

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Sbeffeggiata da tutti, TVM ha portato a termine la seconda edizione del nuovo corso del Malta Eurovision Song Contest - e devo dire che tutto sommato, malgrado alcune sceneggiate evitabili (la squalifica di Aidan Cassar su tutte) hanno avuto ragione loro. Il contest è stato organizzato presso il Malta Fairs and Convention Centre (lo stesso dove hanno girato X Factor Malta e Malta's Got Talent) e a condurre semifinale e finale c'erano due ex volti eurovisivi, ovvero Glen Vella ed Amber Bondin party

La finale era molto aperta sulla carta e così alla fine è stato, con il voto delle giurie che incoronava un sorprendente Matt Blxck (mio protetto fin dai tempi del primo X Factor Malta) con soli 4 punti di vantaggio su Ryan Hili e sul gruppo The Busker; più attardate le quotatissime Brooke Borg e Maxine Pace, più in linea come stile con gli ultimi vincitori in terra maltese. Per il pubblico però si è concretizzata l'opzione di un cambio di passo: pochi punti per i vocioni, demolita la proposta dance/pop di Matt Blxck e plebiscito o quasi (80 punti, 27,6% del totale) per i The Busker che riescono così a staccare il biglietto per Liverpool.

The Busker è un gruppo indie pop formato nel 2012 e composto da David Meilak Jr., Jean Paul Borg e Sean Meachen. Il primo (che fu 9° classificato nella seconda edizione di X Factor Malta) è anche autore della canzone Dance (Our Own Party) assieme a Borg, Meachen, Michael Cini e Matthew James Borg: quest'ultimo ha scritto anche l'ultima canzone maltese del JESC (Diamonds In The Skies di Gaia Gambuzza) ed era uno dei cinque membri della giuria maltese del 2019.

https://youtu.be/RfcKnD_mnyo

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Chiudiamo con la Romania, che a torto credevo avrebbe potuto affrancarsi dal triste destino a cui sembra destinata in questi ultimi Eurovision (da nazione di punta del blocco est-europeo a semplice comparsa) dopo il buon risultato di WRS - ma in pratica ha visto una finale nazionale con 12 artisti pressoché sconosciuti, accuse di corruzione e favoritismi verso determinate case discografiche, un cambio al vertice della delegazione con i nuovi che hanno subito lanciato strali contro i corrotti precedenti per poi fare esattamente lo stesso e degli ascolti complessivi al limite del disastroso (130k spettatori totali per meno del 2% di share, addirittura il 10° programma più visto della serata).

Il rappresentante della Romania è stato deciso al 100% dal televoto e va detto che è stata una gara super combattuta, con ben cinque canzoni separate da meno di mille voti. La vittoria è andata a Theodor Andrei (5 230 voti) che ha sconfitto al filo di lana Andreea D Folclor Orchestra (4 845) e Andrei Duțu (4 302).

Theodor Andrei ha 18 anni, viene da Bucarest ed ha assunto una certa notorietà partecipando nel 2017 alla versione rumena di The Voice Kids e nel 2020 a X Factor Romania (raggiungendo i Bootcamp). La canzone si intitola D.G.T. (Off And On), è in inglese e rumeno ed è scritta da Andrei assieme a Mikail Jahed, Luca De Mezzo, Luca Udățeanu. So che vi state chiedendo se De Mezzo sia italiano e la risposta credo sia "no", visto che le poche info che ho recuperato lo vedono come un giovanissimo attore e compositore a Bucarest sadida

BlueBlau
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17 febbraio, 2023 - 11:00
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C’è da dire che ci vuole tempo per recuperare da un sabato del genere lol alla fine i risultati più soddisfacenti arrivano da Danimarca Lettonia e Malta, e fa strano a dirsi

Non che l’Estonia sia male ma ero troppo investito in Ollie che ogni altro risultato sarebbe stato una delusione, già lo vedevo un risultato da Blind Channel noparty Almeno Bridges era l’alternativa migliore, funziona e il piano potrebbe colpire, se passa indenne la semifinale, e non pare difficile con quest'andazzo, troverà grosso sostegno dalle giurie che la metteranno molto in alto

Mi sorprende aver visto tante critiche per la Danimarca, per me è la scelta con più potenziale che hanno fatto da Ben e Tan oltre a essere di gran lunga la miglior vincitrice della seratasadida

Per la Lettonia nessuna mi aveva colpito al primo ascolto ma live la situazione è migliorata tanto e alla fine ha vinto una delle migliori; personalmente mi manca un qualcosina rispetto ad altre ma è una delle migliori e penso abbiano abbastanza per tornare in finale, anche con tutti i gruppi della prima semifinale

Ah Markus Riva ce la farà prima o poi, per quanto servirà un edizione come quella vinta da Samanta Tinalol

Malta veramente una sorpresa, senza Aiden (scelta interna 2024?) vedevo Brooke già a Liverpool. Invece alla fine mi ricorda molto le proposte maltesi di 2013 e 2014 nella loro ingenuità, anche se non credo sia abbastanza per passare, soprattutto senza giurie

Dovendo sopravvivere a 7 finali in contemporanea una naturalmente doveva essere trascurata del tutto ed era la Romania dove nessuna mi aveva colpito più di tanto, e comunque meno delle altre. Alla fine il risultato è ok e si lascia ascoltare anche se alla fine mi lascia un po’ indifferente

Per la Croazia non so che dire, apprezzo l’intenzione ma non posso dire che l’avrò mai in alta considerazione. Sorpreso comunque che sia stata accettata: a parte esibizione e costumi che non lasciano dubbi già di loro,  tra il trattore è il regalo di compleanno, SC che sarebbe una lettera cirillica (quindi con madre si capisce il riferimento) e psihopat ripetuto più volte credo sia ovvio il messaggio; diciamo che a livello di sottigliezza se la giocano con We don’t wanna put inlol

Curioso di vedere chi andrà meglio tra loro e le ceche, ma credo comunque che i Let3 hanno possibilità di fare tanto bene almeno al televoto (forse pure troppo)

ge_aldrig_upp
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17 febbraio, 2023 - 11:48
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BlueBlau ha detto

Malta veramente una sorpresa, senza Aiden (scelta interna 2024?) vedevo Brooke già a Liverpool. Invece alla fine mi ricorda molto le proposte maltesi di 2013 e 2014 nella loro ingenuità, anche se non credo sia abbastanza per passare, soprattutto senza giurie

Aidan IMHO avrà già accordi con TVM per farsi stendere il tappeto rosso nel 2024. Dubito cancellino il MESC che ha fatto degli ottimi ascolti (265k spettatori in finale, un'enormità) ed è molto "controllabile" rispetto ad altre selezioni

ge_aldrig_upp
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17 febbraio, 2023 - 13:30
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VARIE ED EVENTUALI/6

🇸🇪 Svezia

C'è qualcosa che non va in questa edizione del Melodifestivalen: conduttori non all'altezza, nessun momento musicale, poco intrattenimento, brani che non stanno muovendo i cuori. La seconda puntata è andata e passata con il successo di Maria Sur, giovane ragazza ucraina rifugiatasi in Svezia allo scoppio della guerra e scoperta per le sue doti canore nientemeno che da Sarah Dawn Finer: la sua proposta si intitola Never Give Up, è molto generica e "melodifestivaliera" (nel senso cattivo del termine) ma grazie alla storiona che si porta dietro si pone al momento come candidata #1 al titolo.

In finale tornano anche i Panetoz, un gruppo composto da cinque membri di varie etnie che arrivarono all'atto conclusivo già nel 2014 e 2016. Al round di ripescaggio troveremo invece Theoz (già finalista l'anno scorso) e il duo modern country Tennessee Tears.

Chi lascia immediatamente la competizione è invece Wiktoria Johansson, stella in ascesa del Melodifestivalen di metà anni '10 (quarta nel 2016, sesta nel 2017 e nel 2019), per qualche motivo amatissima dal fandom anche se non è mai riuscita ad uscire dalla sua cifra di pop vapido e privo di contenuti. A questo giro le è andata decisamente male: eliminazione prematura e probabile stop a una carriera che già necessitava un qualche rilancio. Niente da fare anche per Uje Brandelius (sesto) ed Eden Alm (settima).

🇱🇹 Lituania

Molto incerta l'imminente finale lituana, con dieci brani ancora in corsa e nessuna proposta che possa rappresentare una favorita credibile (malgrado il livello medio sia a mio avviso abbastanza convincente, sicuramente più delle tanto osannate ultime edizioni).

La seconda semifinale è stata vinta con 20 punti da Beatrich, prima per le giurie e terza al televoto. Passano il turno anche Paulina Paukštaitytė (18 punti), Monika Linkytė (17 punti), il gruppo MoonBee (17 punti + primo posto al televoto) e Mario Junes (12 punti).

Nessuno degli eliminati aveva convinto particolarmente ma va segnalata l'eliminazione di Gebrasy, volto noto degli affezionati del PIN, secondo nel 2021 (l'edizione scritta per il comeback trionfale dei The Roop) con l'iconica Where'd You Wanna Go? noparty

thatdamngigi
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17 febbraio, 2023 - 17:47
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Domanda indiscreta; secondo voi più esperti dell'ambiente, è già tutto apparecchiato per la vittoria dei TVORCHI, visto che le loro quote, già basse, stanno scendendo ancora? Oppure si sta solo aspettando l'ascesa di vere contender?

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17 febbraio, 2023 - 18:52
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thatdamngigi ha detto
Domanda indiscreta; secondo voi più esperti dell'ambiente, è già tutto apparecchiato per la vittoria dei TVORCHI, visto che le loro quote, già basse, stanno scendendo ancora? Oppure si sta solo aspettando l'ascesa di vere contender?  

Sicuramente un po' la seconda, ma i TVORCHI saranno primi o attorno al primo posto qualsiasi cosa venga presentata. Nel sentire comune del popolino (che poi sono quelli che scommettono, specie nel mondo anglofono) tanta gente è convinta che la spinta pro Ucraina continuerà anche nel 2023 e verosimilmente fino a guerra conclusa.

ge_aldrig_upp
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19 febbraio, 2023 - 12:26
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La finalissima dell'edizione 2023 di Pabandom iš naujo! si è tenuta ieri sera presso gli studi televisivi di LRT - e lasciatemi subito dire che Giedrius Masalskis è anche bravo, ma la conduttrice donna Nombeko Augustė Khotseng gli ha completamente rubato la scena e spero diventi una presenza fissa negli anni a venire (come conduttrice o anche cantante, ora che si è fatta conoscere meglio) heart

Le prime quattro puntate avevano ridotto le pretendenti al titolo da 30 a 10, le stesse 10 che si sono affrontate per l'ultima volta ieri sera. A decidere la vincitrice una commistione di 50% televoto e 50% giuria composta da cinque professionisti, che come tradizione aveva anche l'onere di dirimere eventuali pareggi. C'erano anche tre ospiti musicali: Duncan Laurence (vincitore ESC 2019 e sempre più candidato al titolo di prezzemolino dell'anno), Monika Liu (rappresentante lituana e 14° classificata all'ESC 2022) e i TVORCHI (scelti dall'Ucraina come rappresentanti all'ESC 2023).

Le giurie hanno un po' stravolto le aspettative della vigilia, premiando Monika Linkytė davanti alle favorite Rūta Mur e Beatrich grazie anche alla furbissima aggiunta di una frase in lituano come refrain della performance finale. Il televoto ha invece preferito proprio Rūta Mur, che ha battuto Monika per soli 147 voti (12,822 contro 12,675) relegando la stessa Beatrich al terzo posto.

La classifica vede quindi al primo posto Monika e Rūta Mur a pari punti (22) e come da regolamento viene sciolta dalle giurie in favore della prima. Per me è un sistema sinceramente stupido e che gioca loro contro (tanto più ora che le semifinali dell'ESC vengono valutate solamente dal televoto) ma allo stesso tempo si sapeva prima di iniziare che le regole erano queste e adesso vedremo se gli dirà bene o meno sadida

Monika Linkytė ha 30 anni, viene da Gargždai ed è una cantante molto popolare in Lituania: ha già partecipato all'Eurovision nel 2015, classificandosi 18° con il brano This Time in duetto con Vaidas Baumila. La canzone si intitola Stay ed è scritta da lei stessa assieme a Krists Indrišonoks, quest'anno già secondo classificato al Supernova lettone come autore di Hush di Patrisha.

***

VARIE ED EVENTUALI/7

🇸🇪 Svezia

Sale un po' il livello con la terza semifinale del Melodifestivalen, che ha messo in campo canzoni perlomeno interessanti (tranne una) e un po' più di varietà rispetto alle settimane passate. La parte di intrattenimento resta quella che è - soprattutto per colpa dell'host maschile, un proverbiale "comico che non fa ridere" come non se ne vedevano da anni - ma visto l'andazzo ci accontentiamo party

Passano il turno come primi Marcus & Martinus, un duo di gemelli norvegesi che dopo aver snobbato per anni il Melodi Grand Prix ha deciso di alzare il livello e puntare direttamente alla Svezia (dove peraltro hanno vinto l'edizione 2022 del Cantante Mascherato locale). La loro canzone si intitola Air, è scritta da loro insieme a Joy Deb, Linnea Deb e Jimmy "Joker" Thörnfeldt e si candida già come potenziale terza incomoda nella corsa al titolo fra Loreen e Maria Sur.

In finale anche Paul Rey che passa il turno con Royals (e per lui sono 3/3 dopo il 2019 e il 2021): interessante è che sia stato salvato e premiato dal metodo di voto per fasce di età, per numero di voti totali sarebbe stato complessivamente sesto su 7. Troveremo invece al ripescaggio il duo ethno-folk Nordman che si riproponeva dopo 15 anni con Släpp alla sorger (Lascia andare tutti i dispiaceri) e Melanie Wehbe, compositrice di svariati pezzi di successo del MF tra cui la vincitrice del 2020 Move, qui al debutto come interprete con la convincente For The Show.

Salutano definitivamente la competizione Ida-Lova Lind, quinta classificata con Låt hela stan se på (Lascia che tutta la città veda); Laurell Barker, altra storica compositrice che per qualche motivo ha voluto mettersi in ridicolo portando in gara l'innocua e giovanile (ma lei ha 43 anni) Sober; la dansband Casanovas, ultima classificata con Så kommer känslorna tillbaka (Così tornano i sentimenti).

🇮🇸 Islanda

Ieri sera è cominciato anche il Söngvakeppnin, che una volta di più si conferma la selezione nazionale meglio prodotta tra quelle a budget ridotto clap2 ottimo il giro dei promo, il nuovo tema "arcobaleno" (con ogni canzone contrassegnata da uno dei cinque colori) e anche la conduzione della brillante Ragnhildur Steinunn Jónsdóttir - affiancata a questo giro dal musicista e cantante Unnsteinn Manuel Stefánsson e dal conduttore radiofonico Sigurður Þorri Gunnarsson.

Passano il turno la debuttante Diljá Pétursdóttir con Lifandi inni í mér (Vivo dentro di me) e il cantante/calciatore Bragi Bergsson con Stundum snýst heimurinn gegn þér (A volte il mondo si rivolta contro di te), abbastanza scontatamente le due migliori proposte della serata.

Salutano invece la competizione - ma potrebbero rientrare dalla finestra grazie alla wildcard che sarà assegnata settimana prossima a uno tra i sei eliminati - i favoritissimi Celebs, che arrivavano con quella che doveva essere la risposta islandese a Ciao ciao ma hanno buttato tutto con una performance non quirky, non divertente, ma soltanto trash e becera della loro Dómsdags dans (La danza del Giorno del Giudizio). Niente da fare nemmeno per Benedikt Gylfason, che ha aperto la competizione con Þora (Osare), e per l'esperta Móa (Móeiður Júníusdóttir) a cui non basta una performance super teatrale e carica per qualificare il brano Glötuð ást (Amore perso)

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20 febbraio, 2023 - 1:15
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La Francia ha cancellato Eurovision: c'est vous qui décidez, e già qui c'è materiale per un accenno di lutto piango2 tanto più per le dichiarazioni fatte da Alexandra Redde-Amiel, capodelegazione francese e head of entertainment di France Télévisions, che ormai mesi fa ha detto di aver rinunciato alla selezione perché folgorata sulla via di Damasco dopo l'incontro contro tale La Zarra - un'artista canadese del Québec tanto brava e tanto imperdibile da essere in grado di riunire (e cito a braccio) "l'eleganza e lo stile appariscente di Audrey Hepburn e Marily Monroe, il senso della tragedia di Édith Piaf, l'intossicazione post-moderna di Lady Gaga, la nuda franchezza di Barbara e la fragilità di Dalida" what what 

Oggi la canzone è stata presentata, e va da sè che con le aspettative che erano state poste nulla o quasi avrebbe potuto reggere il peso di ciò che attendevano di vedere gli eurofan. Ma tant'è, la canzone ce l'abbiamo e si intitola Évidemment (Ovviamente), è scritta da La Zarra assieme ad Ahmed Saghir, Yannick Rastogi e Zacharie Raymond ed è una canzone pop moderna con accenti che rimandano alla tradizione musicale francese.

La Zarra è il nome d'arte di Fatima Zahra Hafdi, 25enne di Montréal (Canada) dalla carriera piuttosto avviata nel panorama musicale francofono, già disco di platino in Francia nel 2021 con il brano Tu t'en iras (Tu te ne andrai). Si tratta della seconda performer canadese a rappresentare la Francia all'Eurovision dopo Natasha St-Pier nel 2001, ma ovviamente c'è un precedente molto più celebre ovvero Céline Dion che vinse la competizione nel 1988 con Ne partez pas sans moi (Non andartene senza di me) in rappresentanza della Svizzera.

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