1394356_664409566910707_1077383519_nSi poteva fare di più. Nell’anno in cui UK e USA si lanciano nello strabordante e ricco di polemiche twist delle “sedie”, l’Italia si siede – è il caso di dirlo – su meccanismi già visti e partorisce una puntata non all’altezza. Per prima cosa i semafori: era necessario attingere a un linguaggio caratterizzante un altro format italiano, nel paese dove la polemica per copia è sempre (giustamente) dietro l’angolo? Si parla di cose diverse, ma se il punto era solo far cantare o no delle persone si poteva farlo senza tirare in ballo segnaletiche stradali già ampiamente battute altrove. Sfugge, tra l’altro, il senso di far arrivare persone fino a Milano per poi rimandarle a casa senza nemmeno esibirsi. Un anno può fare polemica ed essere funzionale al racconto (soprattutto con una numerosità di partecipanti eccessiva), quest’anno ha solo rubato un’intera ora dal racconto, facendoci sentire poco più di due minuti d’esibizioni totali.

Passata la prima ora a smistare traffico e a intasarlo su un duo che dal primo momento non avrebbe comunque avuto speranze, ci viene data una seconda ora altrettanto frustrante, tra under in crisi e gente che si dimentica il testo, senza nessuno che spicchi particolarmente, a parte le under donne.

Dato che i Bootcamp sono stati registrati quest’estate, a idea delle “Spinning Chair” già ampiamente vagliata a livello internazionale, sarebbe stato ottimo farla nostra per tempo, includere il pubblico e mettere i candidati sulla graticola. In questo nuovo twist inglese e americano, nessuno è sicuro del posto agli Home Visit o ai live fino all’ultima esibizione: ogni giudice ascolta un cantante della sua categoria e decide se farlo sedere o mandarlo a casa. Se tutte le sedie fossero occupate, può decidere di sostituire uno degli attuali “preferiti” con il nuovo cantante, generando tensione ad alto tasso di televisività.

Salva la situazione il buon Simon Cowell, che, pur leggendo visibilmente un messaggio scritto per lui e pur probabilmente non avendo la minima idea delle persone cui si stesse rivolgendo, distribuisce per la prima volta le categorie. Bella idea, che si poteva ampliare ancora un pochino di più, magari non limitando i nostri quattro a un semplice confronto ridacchiante in saletta, ma sottolineando la sacralità del momento.

Finalmente Home Visit, verrebbe da dire, nella speranza ci facciano ascoltare almeno la metà di questi 24, di cui, a questo punto, conosciamo davvero poco.

3 Comments

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  1. antal 11 anni ago

    Concordo in tutto, sperando che l’anno prossimo si decidano a testare il Chair Challenge e a raddoppiare puntate di Audizioni e Bootcamp.

  2. Fob92 11 anni ago

    E’ vero, si sono viste tante facce e si sono sentite poche voci e alcuni momenti, tra cui proprio quello dell’annuncio di Cowell, potevano essere studiati meglio. Però alla fin fine, tra Audizioni e Bootcamp, secondo me, c’è stato un buon ritmo, cosa che a un The Voice ad esempio è mancato totalmente. E con questo montaggio si è dato spazio un po’ a tutti: penso ad esempio a quelle che sarebbero durate come un gatto in tangenziale, che hanno avuto i loro cinque minuti di popolarità e poi non si sono più viste. Ok, siamo stati tempestati da un caleidoscopio di facce ma almeno non si sono seguiti, come capitava gli anni scorsi, solo quella ventina di persone mostrando il loro percorso dal primo provino fino alla scelta finale in fase di Home Visits.
    Anche perché, voglio dire, per sentirli cantare e per affezionarcisi ci sono otto/nove puntate, adesso un po’ di colore ci stava. E visto che X Factor, a differenza di The Voice, si può permettere una narrazione più movimentata, perché non approfittarne?

    Senza contare poi il fatto che se mostri troppo a lungo una Chiara Galiazzo (contornata magari da un buon montaggio) fin dalla prima puntata poi non lamentarti che la gara finisca in un modo che avevi previsto settimane prima.

    • Author
      Alex87 11 anni ago

      Tutto vero, diciamo che una via di mezzo sarebbe stata gradita. Mi sarebbe bastato sentire un po’ di esibizioni intere ieri, probabilmente (e un miglior meccanismo di scrematura iniziale).

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