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Stati d'animo 4 - Flussi di Coscienza |Che succede?
Iry8
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26 novembre, 2021 - 10:25
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SAD LISA

Cat Stevens

Malinconia

Per questo nuovo girone ho deciso di portare una canzone che conosco e amo da anni, nonché uno dei testi che più mi sono rimasti impressi: Sad Lisa di Cat Stevens (conosciuto anche come Yusuf). Un passo nel mio adorato passato (gli anni ’70) dopo la novità del brano di Asaf Avidan.

La canzone tratta, come si evince anche dal titolo, di Lisa e della sua tristezza, del suo rapporto con il “protagonista” e dei tentativi di lui di risollevarla dal baratro in cui lei si trova, incapace di chiedere aiuto.

Prima di spiegare perché ho scelto lo stato d’animo Malinconia, riporto il testo per intero:

She hangs her head and cries on my shirt
Lei si tiene la testa e piange sulla mia camicia
She must be hurt very badly
Deve essere davvero molto ferita
Tell me what’s making you sad, Li?
Dimmi, cosa ti sta rendendo triste, Li?
Open your door, don’t hide in the dark
Apri la porta, non nasconderti nel buio
You’re lost in the dark, you can trust me
Sei persa nel buio, puoi fidarti di me
‘Cause you know that’s how it must be
Perché sai che è così che deve essere

Lisa Lisa, sad Lisa Lisa
Lisa Lisa, triste Lisa Lisa

Her eyes like windows, trickle in rain
I suoi occhi come finestre, gocciolano di pioggia
Upon her pain getting deeper
Mentre il suo dolore si fa più profondo
Though my love wants to relieve her
Anche se il mio amore vuole sollevarla
She walks alone from wall to wall
Lei cammina da sola da un muro all’altro
Lost in a hall, she can’t hear me
Persa in un salone, non riesce a sentirmi
Though I know she likes to be near me
Anche se so che le piace stare vicino a me

Lisa Lisa, sad Lisa Lisa

She sits in a corner by the door
Lei siede in un angolo vicino alla porta
There must be more I can tell her
Dovrà esserci altro che posso dirle
If she really wants me to help her
Se davvero vuole che io l’aiuti
I’ll do what I can to show her the way
Farò quel che posso per mostrarle la via
And maybe one day I will free her
E forse un giorno la renderò libera
Though I know no one can see her
Anche se so che nessuno può vederla

Lisa Lisa, sad Lisa Lisa

Anche se la condizione del personaggio femminile si avvicina più alla depressione, la canzone per me prende il punto di vista del narratore, e quindi anche il suo stato d’animo, e quello è malinconia. Infatti la malinconia, rispetto a tristezza o depressione, ha una sfumatura più dolce, che si ritrova fin dal primo momento in questo brano.

È malinconico il suono del piano che ci introduce l’ascolto e che accompagna il cantante, un po’ come se fossero le lacrime di Lisa che le cadono dal volto e picchiettano per terra. È malinconico il suono del violino, straziante nel suo esprimere una sofferenza acuta. Ed è malinconica la voce di Cat Stevens, che canta con una delicatezza piena di affetto e mestizia.

E d’altra parte la malinconia è lo stato d’animo che proviamo inevitabilmente quando vediamo qualcuno di caro soffrire, soprattutto se ci sentiamo impotenti davanti al loro dolore. Tutto ciò che la voce narrante può fare è cercare di consolare Lisa, permettendole di piangere liberamente, spronandola a non rinchiudersi in se stessa sprofondando così in un’oscurità da cui è difficile uscire.

Eppure il dolore di Lisa non diminuisce, lei rimane ferita, rannicchiata in un angolo, invisibile a tutti, sembra sperduta e non riesce a incamerare parole di conforto. E così il narratore rimane incerto, chiedendosi cos'altro possa fare, cos'altro possa dire. Attraverso quel muro impenetrabile che Lisa ha creato attorno a sè, lui può aggrapparsi solo alla consapevolezza che lei gradisce la sua compagnia, e la speranza di riuscire un giorno a liberarla dai suoi demoni.

La malinconia in questo caso è una tristezza dovuta non a un problema proprio, ma a un non saper risolvere quello di una persona a cui vogliamo bene, vederla priva di miglioramenti di giorno in giorno nonostante i nostri sforzi, sentirsi responsabili di fare qualcosa per cambiare la sua condizione. È quel desiderio di fare qualsiasi cosa per aiutare, ma anche la consapevolezza nonostante il nostro sentimento sia nobile, può non essere abbastanza. E Cat Stevens con la sua canzone ci permette di immergerci in questo stato malinconico che probabilmente conosciamo bene, senza tuttavia toglierci la speranza (forse illusoria?) di riuscire un giorno nel nostro intento.

 

P.S: un in bocca al lupo a Foski, che per qualche motivo sentivo sarebbe stato il mio prossimo sfidante plsnot

lukeyyy
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26 novembre, 2021 - 10:31
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Soli - Mecna, Ghemon e Ginevra

Ci sono giorni in cui mi sveglio ma mi sembra di essere già stanco. 

"Soli" secondo me racchiude le due anime contrapposte della solitudine. Da un lato quella più fisica e superficiale, la solitudine dell'abbandono, la smania di tornare a casa quando sei già consapevole di aver perso la strada, la sensazione di avere un pezzo mancante.

Poi c'è un altro lato, una solitudine più intima e profonda, il rimanere soli con se stessi e il doversi affrontare. Arrivare a capire che per stare bene veramente bisogna stare bene con se stessi, che l'ultimo pezzo del puzzle non è un pezzo mancante e che possiamo essere completi anche da soli.

Dovunque vada, ci sono solo io.

Fob92

Moderatore - Mentore

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26 novembre, 2021 - 10:43
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Ahhh eccoci qua, è giunto il momento delle schadenfreude, lo stato d'animo più googlato dell'edizione.
Ed effettivamente l'ho googlato pure io: l'ho trovato spulciando il sito consigliato dal buon @Casadelvino nell'OP. E appena ne ho scoperto il significato ho subito pensato a una canzone.

Flambé di Laila Al Habash è il brano che ho scelto per rappresentare la schadenfreude.

Quando ascoltai per la prima volta questo brano (che Al Habash ha dichiarato non essere autobiografico) mi sembrò una La ballata dell'amor cieco 2.0. Ma a differenza dello storico brano di De André, non c'è un uomo che muore contento né una donna sgomenta.

Ed è proprio qui che si insinua la schadenfreude, la soddisfazione cinica della protagonista che gode nel fare la str*nza con un malcapitato lui. Senza alcun pentimento

Ma googlando più approfonditamente la schadenfreude ho scoperto che secondo alcuni studi questo sentimento rientrerebbe nelle "filie", nelle passioni.
E, in questo senso, trovo davvero calzante il parallelismo con la cucina che ricorre nella canzone. Cucinare il cuore al flambé è un piacere per il palato e non solo. Un piatto di lacrime soddisfa la gola e la schadenfreude

Vieni a prendermi
Portami da te
Sai che ho voglia di
Cucinare il tuo cuore al flambé
Ho portato con me il Grand Marnier

Vieni, adorami
Sali su da me
Ti preparo un
Piatto con le tue lacrime
Ho portato con me il Grand Marnier

E poi la melodia, raga. Leggera, ipnotica... Ma la sento proprio risuonare in una cucina densa di vapori e aromi o al tavolo di un ristorante.
Dove a pagare (in tutti i sensi), naturalmente, è lui. 

Non ditemi che vi è passata la fame...
Dai, ancora un assaggio: 
 

Alby
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26 novembre, 2021 - 12:55
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Mi sembra sempre di inciampare. Gli altri camminano, corrono, si godono la passeggiata. Io cado, cado sempre. So bene che tutti hanno le loro curve e i loro ostacoli da superare, eppure me li vedo sempre sfrecciarmi accanto mentre sono a terra. Si fanno strada con passo disinvolto e io a malapena riesco a raccogliere le mie cose e a scrollarmi la terra dalle ginocchia. 

Da tempo volevo giocare questa canzone qui a Stati d'Animo, perché è da sempre che me la sento addosso, attaccata come mio personale numero da corridore. Non riuscivo però a dare un nome a questa sensazione. Non era Amore Negativo, non era Malinconia, Tristezza, Introspezione, ma qualcosa di diverso che racchiude in un fagotto un po' ognuna di queste cose. Stavolta questo sentimento ha trovato la sua forma ed è un sentimento di Sconfitta. 

Mi sento dannatamente uno sconfitto, ma non è stato sempre così. Qualche volta è sembrato anche a me di poter sfrecciare, di poter essere un vincente e poter raggiungere qualsiasi cosa. Nella maggior parte delle cose però sono lento, sono indietro, sono impacciato, inconcludente. Faccio una fatica immane, anche in cose che per i più sono automatiche e naturali. Molto spesso, quindi, nemmeno ci provo e me ne sto sul ciglio della strada ad osservare gli altri correre, vincere, tagliare i traguardi. Sento da lontano i loro sguardi interdetti che mi dicono "Che ci vuole? Alzati! Lo vedi che ci riescono tutti?" E oh, io no, certe volte proprio non ci riesco. Che ci posso fare? 

Uno dei turning point della mia vita, come un beffardo contrappasso, è stato quando qualche anno fa mi sono dovuto fermare davvero, costretto a letto senza poter camminare. Ne ho già parlato su questo forum e forse proprio in questo contest, perché è stato un periodo che ha avuto un impatto enorme su di me. Convivevo con un dolore insopportabile che al minimo tentativo di fare un passo diventava atroce. È andata avanti per mesi, zoppicando a fatica e stringendo i denti. Dei mesi orribili, fermo per così tanto tempo che ho cominciato a convincermi che non ci sarebbe stato più verso di potermi rialzare e che il resto della mia vita lo avrei trascorso così. Che non ci sarebbe stato altro se non il niente che avevo raggiunto fino a quel momento. Il niente, perché fissando il soffitto dal mio letto mi sono reso conto di essere infelice, irrisolto, irrealizzato, neanche minimamente vicino ad essere la persona che desideravo essere e di vivere la vita che desideravo vivere. Non ci avevo nemmeno mai provato a cambiare le cose e forse mi andava bene così. Ma non mi andava bene così. Proprio quando non potevo più alzarmi e camminare, mi è venuta una gran voglia di mettermi a correre, di diventare quella persona e di vivere quella vita. 

Ascoltando questa canzone ho sempre associato al sole il volto di qualcun altro, ma da un po' di tempo a questa parte mi è salita la Cristina Yang e ho cominciato a pensare che quel sole fossi io. Un sole da cui ero sempre più lontano. Qualcosa è scattato. Mi sentivo sconfitto, messo ko su tutti i fronti, ma a volte le sconfitte servono apposta per farti scattare qualcosa. La sconfitta non è necessariamente qualcosa di negativo, ha anche il suo onore e la sua nobiltà. La sconfitta è la possibilità preziosa di analizzare i tuoi punti deboli, di scoprire i tuoi punti di forza e lavorarci su. 

Dopo questi mesi, i miei occhi sono cambiati e anche il mio sole si è allineato in modo favorevole con un po' di pianeti. Mi sono rialzato e mi sono messo in marcia per prendermi la mia vita. Sbloccarmi mi ha fatto bene e a qualche traguardo ci sono arrivato anche io, magari non con un gran tempo. La vita nella città dei sogni, un lavoro appagante, l'indipendenza, la condivisione dell'amicizia, le piccole conquiste sentimentali. Stavo trovando la mia dimensione, la mia pace, e, per una volta, mi stavo godendo anche io la mia passeggiata, camminando insieme agli altri senza che mi guardassero più mentre ero a terra. 

Ho pensato veramente che potesse durare, che non fosse una falsa partenza, che non ero scattato troppo presto un secondo prima del colpo di pistola. Le carte, però, sono saltate tutte in aria e il mio sole non è più allineato, è di nuovo lontano mentre io giro intorno a vuoto. 

Stavolta sono caduto da molto più in alto e mi sono fatto un gran male. Mi sento come se qualcuno mi avesse riportato a calci fino alla linea di partenza, mentre tutto quello che avevo con me è caduto a terra in frantumi. Sento di nuovo gli occhi addosso e stavolta quegli sguardi dicono "Beh, fin lì ci eri arrivato. Alzati e tornaci, che ci vuole?", ma io ho di nuovo quella sensazione di non potercela fare e penso che le corse non siano per me. Che le vittorie non siano per me. 

Rialzarmi fa più male, scivolo nel fango e a stento mi reggo in piedi. Sono di nuovo fermo, senza quella pace, senza quella luce negli occhi, senza il calore del mio sole che mi riscalda. Mi siedo nel mio angolino di strada e mi chiedo cosa dovrà scattare stavolta, quando sarò pronto a rialzarmi. So che dovrò provarci, ma la pioggia mi cade addosso. 


Edre
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26 novembre, 2021 - 14:14
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Solitudine

Japanese Breakfast
"Posing in Bondage"

 

Proseguiamo questo flusso di coscienza che si sta rivelando esageratamente positivo. Dopo introspezione e angustia è arrivato il momento di un altro stato d’animo da serotonina nelle vene e voglia di cantare la propria felicità volteggiando nella natura come in un classico Disney. Solitudine.

La scelta è nata a partire dal brano, “Posing in Bondage” è uno dei miei brani chiave del 2021, e Japanese Breakfast è a sua volta una delle scoperte più interessanti dell’anno. L’importanza del brano, per me, è nata proprio dal sentimento che vuole mostrare e il modo in cui lo mostra.

Posing In Bondage” è stata presentata da Japanese Breakfast come un brano che parla di “solitudine e desiderio, due persone che vogliono connettersi ma non riescono mai a farlo appieno”. Si tratta quindi della sensazione di distanza che si crea quando non si riesce più ad avere una connessione interpersonale, che sfocia nella sensazione di essere rimasti da soli. La solitudine di cui parla il brano è, quindi, una solitudine legata a uno stato emotivo profondo, e non necessariamente all’effettivo “stare da soli”. Ed è qualcosa di molto più difficile da affrontare.

Ho sempre trovato molto, molto bella la metafora del bondage per esprimere il concetto alla base del brano. Provare solitudine significa anche sentire la necessità di stringere a sé qualcuno, di legarsi ad un’altra persona che ci supporti davvero, o più genericamente a uno scopo che valga la pena raggiungere, che possa dare un senso alla propria vita. Non che sia necessario avere questo per non provare solitudine, ma quando si entra nel circolo vizioso negativo del “sentirsi soli”, non è facile arrivare a questa realizzazione. Ed è qui che entra in gioco la metafora del bondage: la voglia di mettere il proprio corpo nelle mani di altri diventa una metafora del voler aprirsi completamente in termini sentimentali ad un’altra persona. “Posare in Bondage” perché in realtà si sta aspettando che qualcuno noti la nostra necessità di condividere affetto. E trovo che l’uso di una kink per esprimere un concetto così intimo sia un bel messaggio anche da un punto di vista di accettazione sociale, di kink-positivity. Non è lo scopo del brano, sia chiaro, ma è un dettaglio che a mio parere lo rende speciale in termini di scrittura.

Parlavo prima della differenza tra la solitudine e lo “stare da soli”, e questo tema mi è molto vicino, perché è uno stato d’animo che ho vissuto in maniera molto opprimente nell’ultimo anno. Vivo da solo dal 2018, e ho affrontato da solo l’intera prima parte della pandemia. Un momento difficile, in cui non avere nessuno accanto a sé poteva diventare veramente problematico, ma quella solitudine fisica non mi ha realmente intaccato. Stare da solo per così tanto tempo a me non era dispiaciuto, io sto benissimo da solo in termini di organizzazione e autonomia. Ma, a posteriori, quel periodo mi ha segnato comunque. Ho realizzato come ciò che pesasse non era la solitudine fisica, ma non avere nessuno a cui affidarmi emotivamente, una solitudine un po' più profonda. Questa mancanza di contatto affettivo era diventato un mio cruccio, e mi aveva fatto cadere in una spirale in cui non sentivo di avere una necessaria valvola di sfogo, una spalla su cui posarmi nei momenti difficili, ma nemmeno qualcuno con cui sentirmi a mio agio e condividere qualcosa di positivo. E questa sensazione è davvero devastante. Per questo, quando ho ascoltato il brano, in un momento ancora un po’ no, mi ha colpito nel profondo, anche io sentivo stessi “posando in bondage” nell’attesa che qualcuno notasse la mia necessità di ricevere e dare affetto, facendo crollare i muri che avevo costruito attorno a me, e mi stavano isolando dal resto del mondo.

 

Can you tell I've been posing this way alone for hours?

Waiting for your affection, waiting for you

Done up and drunk, done up and fixed on

All of the nights you turned away my touch

 

Closeness / Proximity / I needed / Bondage

Closeness / Proximity / I needed / Bondage

 

When the world divides into two people

Those who have felt pain and those who have yet to

And I can't unsee it although I would like to

Posing in bondage, I hope you come home soon

 

Closeness / Proximity / I needed / Bondage

Closeness / Proximity / I need it / Bondage

 

A posteriori (… ossia adesso, mentre scrivo questa descrizione), riguardare questo testo e tuffarmi nuovamente in quelle sensazioni negative mi aiuta a comprendere come siano state necessarie per accettare di avere bisogno di qualcuno, del fatto che sapere di poter contare solo su sé stessi non comporta il fatto che non si provi solitudine. Tutte quelle esperienze mi hanno aiutato a trovare quella spalla su cui posarmi nel momento in cui ne ho bisogno e quella persona con cui condividere la propria quotidianità in maniera positiva, senza precludere il fatto che nella vita di tutti i giorni io mi basti da un punto di vista pratico. Non posso fare altro che essere grato a tutti quei momenti no, perché mi hanno dato consapevolezza. E sarò anche grato a questo brano per avermi tenuto compagnia in quei momenti: lo scopo della musica a volte è anche aiutarci a rivedere in un brano qualcosa di noi che non vogliamo accettare.

In ultimo, segnalo anche il video del brano, girato in un supermercato in piena notte. Ho trovato anche questa scelta davvero molto, molto interessante: un supermercato è un posto che noi solitamente immaginiamo come affollato, durante il giorno, ma di notte è uno dei posti più solitari che si possano immaginare. Ancora una volta, un richiamo a una solitudine interiore, che personalmente ho trovato molto tocccante (ed esteticamente stupendo, cosa che fa sempre il suo).

Alpha
Utente ORO

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26 novembre, 2021 - 18:03
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G a n g l y

D r o w n i n g

--- D E P R E S S I O N E ---

Nello stato d'animo precedente, avevamo lasciato il protagonista del mio flusso di coscienza aggrappato a una domanda... "how can hope keep believing through the war?"

Seguendo un ipotetico filo conduttore, immagino che, dopo lo sconcerto e lo sconforto provati per l’improvvisa presa di coscienza della propria vulnerabilità, ora si lasci andare alla sua nuova situazione “annegando un po’ ogni giorno”.

A mio avviso, Depressione è il termine che meglio identifica questo stato d'animo perché riunisce in sé vari elementi collegati tra loro (mancanza di autostima, apatia, paura del futuro, ecc.) i quali, messi insieme, portano a quella sensazione di "lasciarsi andare" in una sorta di metaforica oscurità.

Per rappresentare questo stato d'animo, tra i più difficili da comprendere se non lo si è vissuto in prima persona almeno una volta nella propria esistenza, ho pensato subito a questo brano degli islandesi Gangly, che con la loro elettronica dilatata e potente riescono ad esprimere quel tipico senso di pesantezza e fatica nel doversi trascinare giorno dopo giorno senza entusiasmo per ciò che la vita può offrire.

Drowning a little bit everyday
Hard to make the feeling last, so sad
The sun comes up and there's been no sleep
I fall so deep

Ed è davvero così che ci si sente. Le giornate appaiono un susseguirsi di momenti inutili, l'indifferenza agli stimoli esterni diventa una pericolosa costante, parlarne può essere persino frustrante se chi si ha di fronte non è in grado di comprendere  e... sì, può anche capitare che, in un attimo particolarmente down, la mente arrivi anche a pensare a una soluzione estrema.

Tuttavia, è esattamente quello il momento in cui ho realizzato che quando si entra in un periodo di crisi occorra toccare il fondo per poi iniziare a risalire e uscirne.

Questo brano, a mio avviso, esprime bene questo senso di "abbandono" alla depressione utile per toccare il fondo e, da lì, iniziare quel processo di guarigione che porta alla risalita.

Occorre concedersi il tempo per allontanarsi un po' dal mondo e "guarire nell'oscurità".

This fight, only to fuck with myself
Only to cry blood tears
Only to cover the wounds

To heal in the darkness
Heal in the darkness

 

TESTO COMPLETO

Slow down, breath, ya going too fast
Take a deep breath if you wanna make it last
It pulls me down, the feeling drowns
Holding on to what dream too far
And a room's get lost in the dark of it all
I'm lost here in the night, been to sleep for all this time
Only when my eyes can see no more (under slowdown)
Things will never be what they were before (under slowdown, boy)

Drowning a little bit everyday
Hard to make the feeling last, so sad
The sun comes up and there's been no sleep
I fall so deep
And I can see your hands as they reach down the well

I am moon-white (brother, brother)
Sweep the floors when they fire up
Faster, sleep, dreaming, I never weak up
I can see my reflection
My feet on the ground make the only sound

Drowning a little bit everyday
Hard to make the feeling last, so sad
The sun comes up and there's been no sleep
I fall so deep
And I can see your hands as they reach down the well

This fight, only to fuck with myself
Only to cry blood tears
Only to cover the wounds
To heal in the darkness (to heal in the darkness)
Heal in the darkness

Drowning a little bit everyday
Hard to make the feeling last, so sad
The sun comes up and there's been no sleep
I fall so deep

Drowning a little bit everyday
Hard to make the feeling last, so sad
The sun comes up and there's been no sleep
I fall so deep
And I can see your hands as they reach down the well

Casadelvino
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26 novembre, 2021 - 19:00
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Aggiornata la versione scrittaaa (con la velocità di un bradipo e la precisione di una talpa ma l'ho fatto)

Plasma
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26 novembre, 2021 - 21:03
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 A B B A N D O N O 

Tsunaina
Waterwaysts

Mi piace immaginare questo stream of consciuscess come di fatto un labirinto emotivo irrazionale, ma fondato su una logica prevalente: il culmine di un sentimento positivo è la genesi di un sentimento negativo e viceversa, in una sorta di legame concatenato e interdipendente perché di fatto siamo in grado di provare in maniera inconscia in un lasso temporale anche ravvicinato una gamma di emozioni diametralmente opposte, come quando ci alziamo pimpanti la mattina ma già dopo il caffé siamo distratti da un dettaglio che ci cambia l'umore, per poi ripristinarlo al primo contatto umano e tornare a devastarlo quando torniamo ad essere soli con noi stessi. Questa è un po' l'idea del mio stream, un circolo vizioso di oscillazioni e rapporti causa-effetto, dove l'amore negativo è il pilastro della rinascita, e senza la rinascita che con serpentwithfeet mi sono appena lasciato alle spalle, non ci sarebbe adesso l'abbandono, come dei piccoli tasselli che si incastrano e diventano ognuno le fondamenta del successivo. Il bagaglio emotivo.  

Per abbandono non voglio intendere in questo frangente una separazione, e quindi l'empirica cessazione di un rapporto di coppia, ma l'accezione più trascendente del termine, ossia l'oblio della propria individualità. Una volta ripristinato l'equilibrio emotivo, con l'appena acquisita rinascita, fase in cui ti senti vivo come non mai e pronto a gestire la quotidianità nelle sue varie insidie, ti rendi conto che nella pratica le cose son ben più difficili. Ti devi divincolare tra progressivi impegni, devi incasellare vita privata e vita professionale, e nel farlo non devi perdere di vista la tua persona e le tue attitudini, non facendoti, come inevitabilmente invece succede, divorare da una logora reiterazione di abitudini, giornate meccaniche e sempre uguali a se stesse e per questo vuote, non arricchenti, non stimolanti. Ti accorgi di non avere più tempo per te, per i tuoi vecchi amici, per la disciplina e il benessere che ti inculcano l'attività sportiva, non hai nemmeno più tempo per una rigenerante boccata d'aria fresca o una escursione in bicicletta, divorato dalla piega istituzionale che ha assunto la tua vita adulta, per carità, frenetica ed economicamente indipendente, ma assestata in una monotonia di fondo che ti svuota e non ti fa più cogliere il senso ultimo delle cose. Mi è capitato di sentirmi così in certi frangenti, di abbandonare me stesso in virtù dei miei doveri e delle mie responsabilità, di non capire più chi sono e cosa voglio, di sentirmi un pozzo senza fondo. Ecco, questa è un po' l'accezione di abbandono che ci tengo ad esprimere con questa canzone, un lasciarsi traportare dagli eventi perdendo di vista il baricentro della propria persona, abbandonando il più influente rapporto della propria vita, che è quello con se stessi. E qui subentra Tsunaina.

urr.jpg

Questo concetto di abbandono mi ha affascinato e volevo tradurlo in musica in maniera rispettosa, e nel farlo sono stato attratto non solo dalla canzone, che ritengo una perla, ma anche dalla location dove Tsunaina ha scelto di performarla, la riserva naturale del Lake District, un paradiso terreste ideale per questa presa di coscienza, per questa full immerson emotiva, un luogo di una bellezza intonsa che è speculare alla protagonista e al suo stato d'animo. L'acqua è infatti la metafora della sua condizione, come da lei stessa spiegato. "Si tratta davvero di visualizzarci come un fiume: quanto di noi stessi stiamo costantemente regalando, per nutrire gli altri, sacrificando sogni, desideri, fino a quando non diventiamo irriconoscibili".

La canzone ripercorre questo concetto, il fatto di donarci a ciò che della vita diviene ad un certo punto indispensabile, tra sacrifici e rinunce, fino a prosciugarci e ad annullarci completamente, a tal punto da non assomigliarci più. Nel testo c'è un passaggio a mio avviso particolarmente interessante ed evocativo in cui parla proprio di "negazione della propria natura fluida", in cui pone l'accento sullo stallo e sulla mancanza di diversivi che ad un certo punto ti soffoca e questo è sintomatico di quel processo, che porta inesorabilmente all'abbandono della propria individualità, fino al punto di sentirsi irrecuperabili. Senza considerare che però non lo si è mai veramente.

After all the warmth I sent down these waterways
I can't stand tall under what this water weighs
Rib deep in denial
I deny my fluid nature

E niente, questa canzone ha toccato determinate mie corde con un impeto che non ho saputo, né voluto, trascurare. Di base lo trovo da pelle d'oca, un brano esistenzialista che sfocia in una riflessione non banale, impreziosito da un cantato a mio avviso vibrante, eclettico e profondamente viscerale. Per chi ha un fetish per i suoni, segnalo la presenza dell'arpa, del sarangi, e del gamelan, che creano una commistione a mio gusto affascinante con lo strumento più comunicativo di tutti, la sua voce. Un po' nascosta finora, ma spero che da oggi sia anche un po' vostra.

mrnace
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26 novembre, 2021 - 21:45
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III
ENTUSIASMO
I'm gonna be (500 miles)

Sarà il mio essere sempliciotto, non so, ma spesso mi capita di sentirmi proprio come quella mattinata di tarda primavera nella quale vidi dal finestrino del treno per la prima volta il mare. Credo di avere così tanti ricordi di Nace Entusiasta che è più probabile che si concluda il GFvip prima del mio elenco. Dall'essere capoclasse al Liceo portavoce di battaglie le più disparate alla versione casalinga dell'altro giorno quando ho partorito una torta salata che ha stupito tutti. Non so da quali partire per cui non inizierò nemmeno, anzi mi faccio più serio riportando un paio di definizioni autorevoli sullo stato d'animo, capaci di rendere al meglio la mia percezione.

- Fra tutti i sentimenti è il più bello perché è il più generoso: è un moto d'animo contagioso, che crea gioia e non chiede niente.
- Quello dell’entusiasmo non è uno stato d’animo che si riduce ad una semplice eccitazione partecipe. È qualcosa di estremamente più profondo, potente, massiccio. È il risvegliarsi di una forza che ci invasa tramite la quale non c’è meta che non sia a portata di mano, non ostacolo che non possa essere abbattuto, non collettività che non ne possa essere travolta e coinvolta.

E' proprio così: nel brano, il protagonista cammina per non so quanti chilometri per arrivare alla meta a casa dell'amata; lavora duramente, festeggia allegramente e nell'insieme affronta le vicissitudini del quotidiano con uno slancio senza pari. Parla alla Vita con Entusiasmo. Inoltre, dettaglio non trascurabile, è un brano universale. Quel Da da da (da da da) Da da da (da da da) lo cantano tutti e lo percepiscono davvero dall'Azerbaijan fino alle Vanuatu indipendentemente dall'aver o meno dimestichezza con la lingua inglese.
Trascinante ed aggregante, mi auguro contagi anche voi, 🤗.

CrYs
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26 novembre, 2021 - 21:56
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Alabama Monroe

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26 novembre, 2021 - 22:01
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AdamNaas

- AUTOSTIMA -

 

A inizio contest mi sono concentrato sull'Amore positivo visto come libertà, con questa terza sfida voglio creare un fil rouge con quell'emozione concentrandomi però più su me stesso.

L’autostima ricopre una fetta importante del nostro essere. Troppo poca stima di sé può portare a sentirci sconfitti o depressi, a fare scelte sbagliate o a non riuscire a vivere fino in fondo e a pieno il nostro potenziale. Troppa autostima, invece, può essere scoraggiante per gli altri e può anche danneggiare le varie relazioni, non solo quelle amorose.
L'ideale sarebbe trovare un equilibrio tra i due estremi e avere una visione realistica ma positiva di noi stessi.

Io, ahimè, mi ritrovo più nell'estremo della troppa poca stima. In generale, sono consapevole di avere delle alte potenzialità, ma capita troppo spesso che mi sottovaluto, non mi sento per nulla all'altezza in certe situazioni. Vedo gli altri sempre migliori di me, mi metto in testa che non sono in grado di raggiungere un obiettivo e così tante volte mi arrendo e non vado fino in fondo. Cosa sbagliatissima, lo so.
Insicurezze, paure, ansia e preoccupazione continue sono solo alcuni dei sintomi che può provare chi ha poca autostima come me.

Per fortuna però ho dei lati del mio carattere, come l'autoironia, l'ottimismo e la pazienza che riescono a smussare un pochettino questo stato d'animo e mi aiutano ad incastrare un po' di positività nella mia vita. Insomma, non è tutto grigio, qualche volte vedo anche altri colori lol

Conosco Adam Naas, cantautore francese di origini persiane, da qualche anno. La sua voce soul, così profonda, sensuale mi ha catturato fin da subito e ci tenevo a portarlo prima o poi in un contest qui su Rh, perchè lo trovo molto talentuso (vi consiglio con piacere di ascoltare anche suoi altri brani, tipo I want to get you close to me che è uno dei miei preferiti).
Cherry Lipstick in poche e semplici parole riesce a descrivere la bassa autostima ma allo stesso tempo lo sento come un inno all'accettazione, al volersi bene, alla libertà di essere come si è senza nessun timore, al senso di fuducia e di positività.
È uno di quei pezzi che mi da un sacco di energia e riesce a cacciare tutto quel grigiore che troppo spesso mi butta giù.

 

Broken mirrors, shattered figures, I don't need that, need that anymore
Specchi rotti, figure in frantumi, non ne ho bisogno, non ne ho più bisogno

Cold computers, fucked up rumors, I don't need that, need that anymore
Computer freddi, voci incasinate, non ne ho bisogno, non ne ho più bisogno

You, my friend must accept yourself as you are

And now I'm free
And now I'm free
...

 

Vesuvius21
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26 novembre, 2021 - 22:59
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Resistenza

La terza tappa di questo mio personale flusso di coscienza, si concentra su uno stato d'animo che reputo tra quelli più affascinanti e valorosi in assoluto: la resistenza. Ogni persona nel suo piccolo (chi più chi meno) ha dovuto passare dei momenti difficili, complessi, momenti di sconforto e in alcuni casi anche di depressione. Nonostante si cerchi sempre di non far tornare alla mente quelle sensazioni, esse non devono mai essere nascoste o dimenticate, perchè proprio aver resistito a quelle pesanti circostanze ci ha fatto diventare più forti e unici. La canzone che ho portato per questo stato d'animo a me molto caro è "Acciaio" di Noemi . In questo brano tutto riconduce alla resistenza, dal sound al testo, dalla voce della cantante al titolo, nella sua interezza è un inno al non farsi spezzare, all'essere più forti del buio e del freddo, insomma to be steel wink

Foski
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26 novembre, 2021 - 23:10
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AMBER MARK, MIA MARK - MONSOON

E’ dal 2017 che conosco Amber Mark, una bravissima artista americana dalle origini giamaicane e tedesche, di cui ho divorato tutti i suoi lavori e soprattutto il suo album 3:33am. Proprio in quest’ultimo album c’è una traccia che mi è sempre rimasta impressa per la sua evidente forza emotiva e bellezza musicale, traccia che quindi non potevo non portarla ad un gioco in cui vengono omaggiati gli Stati d’animo.

Rilasciata esattamente un anno dopo la perdita della madre Mia, Monsoon è un canto commemorativo ma allo stesso tempo di profondo dolore.
Un brano in cui emerge in maniera diretta e tagliente il lutto, il dolore ma soprattutto l’amore che una figlia prova per la propria madre. E ancora il senso di perdita, di smarrimento e di enorme cambiamento che ne consegue e che solo chi ha la sfortuna di vivere una tragedia del genere può comprendere.

Look at you in bed, you're hardly breathin'
I knew it was gonna end this way
I said it all the time, but you said that you were fine
And now you wonder why, and why you
I tried my best to make you check it out, huh?
I cried so much it burnt my eyes, I begged every day
But all the stubborn things you do
I must've gotten that from you
Now there's nothing they can do, and why you?
I wished that there was somethin' I'd done more of
Knocked you out and dragged you there myself
Maybe then you'd be here, you'd be here

The things we've grown up to
And how much I love you every way
But you're not here, with all my tears
It feels like monsoon every day
 

Monsoon

Il titolo richiama la stagione dei monsoni, stagione che ricorda ad Amber un periodo molto triste della sua vita che coincide con la sua permanenza in India lontana dalla madre morente. Questa sensazione di solitudine e di disperazione viene accentuata dal suono della pioggia e contrapposta in maniera sempre più crescente da una base semplice e da sonorità evocative che lasciano la voce tremolante di Amber imporsi con dolcezza.

Look into your eyes, do you see me?
Staring into space, you've lost yourself
The rain has fallen through, and there's nothing I can do
But just cry all over you, and why you?
Play our favorite songs, do you hear them?
Take us back to times so happy, with good health
Traveling galore, just the two of us in store
And the plans we had for more, and why you?
Never thought that there would be an ending
Father loved strong enough to make you stay
If it was, if it was
You'd be here, you'd be here

Monsoon
You'd be here
Monsoon
Feels like monsoon every dayMonsoon
You'd be here
Monsoon
Feels like monsoon every day
Halo Amber, I love you

Questo amore eterno e inqualificabile viene sigillato per sempre all’interno di Moonson grazie alla campionatura della voce di Mia (Halo Amber, I love you) e accreditandola fra gli artisti principali del brano. 

Non ho più altro da aggiungere se non che questa canzone mi fa venire il magone ogni volta che l'ascolto. 

Enjoy.

 

Ps: In bocca al lupo anche a te Iry, giochiamocela al meglio 🙂 

bilirubina
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27 novembre, 2021 - 10:08
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Mi spiace per l'assenza di questi giorni. Purtroppo, a causa di alcuni impegni lavorativi che sono durati più del previsto, non ho avuto un attimo di tempo per dedicarmi a fare una presentazione.

Dal momento che ci tengo ugualmente a lasciarvi una presentazione per i primi due brani ve le lascio sotto spoiler.

So Cold - Ben Cocks (amore negativo)

Ammetto che, una volta vista la categoria "amore negativo", ho avuto più scelte in mente verso le quali il mio gradimento era pressoché identico.

Ho quindi deciso di concentrarmi sul significato di "amore negativo" e su cosa rappresenti la negatività nell'ambito dei rapporti interpersonali. Avevo brani in cui si veniva proiettati in un passato ormai sgretolato verso il quale si provava malinconia, brani in cui si ricordava un amore finito per il quale si provava una nostalgia di fondo.

"So Cold", per me, è diverso. È un brano che non si proietta nel passato, non si culla in nostalgici ricordi piacevoli, ma guarda al presente e al futuro con amarezza, con senso di solitudine, con una triste consapevolezza. È un brano in cui la consolazione dei ricordi ha già ampiamente lasciato spazio alla consapevolezza di una solitudine che non viene accettata.

Trovo che ci si anche un senso di estraniazione verso quei simboli che potevano far ricordare con piacevole nostalgia quell'amore ("It's so quiet here and I feel so cold, This house no longer feels like home"). 

Il brano è assolutamente minimalista e senza orpelli e trovo che la voce di Nikisha Reyes sia perfetta per veicolare la sofferenza del messaggio che si vuole trasmettere.

 

Those Kisses - The Fishermen Three (amore platonico)

Questo è un brano che già avevo in mente di giocare la scorsa edizione per "amore positivo", poi c'erano dei passaggi del testo che non mi convincevano al 100%.

La melodia nel suo minimalismo e in una struttura tutto sommati classica la trovo calma, dolce e avvolgente, perfetta quindi per trasmettere un senso di positività. Anche la voce trovo trasmetta un senso di pace, ha delle sfumature in cui credo si colga un senso di positività verso l'amore che racconta.

Tuttavia c'erano dei passaggi che, in ottica di "amore positivo", non mi convincevano al 100%, per esempio quel "The sand was white in the moonlight / As I woke from the beautiful dream / Oh if I could only see you". Non ci sono indizi per cui l'amore che viene raccontato in questo brano sia a senso unico, che non sia contraccambiato. Ci sono più indizi, però, che fanno intendere come questo amore, che viene vissuto con trasporto emotivo e slancio positivo, sia a distanza e non si stia concretizzando sul piano fisico. Tutti gli indizi sulle interazioni fisiche vengono rimandate ad un piano onirico ("Blowing kisses in a dream", "As I woke from the beautiful dream").  Ho pensato quindi che fosse adatta a raccontare un amore platonico, scevro quindi dalle implicazioni più fisiche e "di contatto" dell'amore.  

E ora arriviamo a...

In women we trust - Tanerelle (fierezza)

Partiamo da un presupposto: se penso ad una cantante che possa trasmettere fierezza penso a Tanerelle. Molti dei suoi brani, pur trattando tematiche varie, trasmettono un senso di autodeterminazione, di incoraggiamento della propria autostima, di fierezza.

La mia scelta è caduta su "In women we trust", che è un vero e proprio inno al femminismo, ad una realizzazione di una coscienza collettiva femminile ("As a little girl all I wanted was the world / Now I've learned how to play in the big leagues"), ad un sovvertimento dei principi del patriarcato. È un brano che parla di libertà femminile, di solidarietà femminile, di consapevolezza di sé. È un brano in cui si rivendica la propria libertà di essere sé stesse senza dipendere da un uomo "Lovin' is sweet but everyone sees that e don't need no men". 

Trovo che la voce di Tanerelle, così suadente, ma anche così sicura di sé e che va dritta al punto, sia perfetta per trasmettere questo senso di fierezza. A livello visivo mi spiace non ci sia un video per questo brano, ma trovo che già la copertina sia molto suggestiva. Indubbiamente la fisicità di Tanerelle è imponente e importante, è una di quelle fisicità che può mettere in soggezione, ma Tanerelle esibisce con orgoglio. È l'immagine di una donna cosciente di sé e che non fa nulla per nascondersi.

Mama's watchin', boy
Be careful what you say
Many blessings to the world ahead
May women pave the way

Krishoes
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29 novembre, 2021 - 9:55
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È indubbio che, nella coscienza popolare, l'immagine di Renato Zero sia legata soprattutto ai suoi brani più eccentrici come "Triangolo" e "Mi vendo".

Nella sua carriera, tuttavia, il cantautore romano ha dato più volte prova di grande talento anche nella scrittura di brani molto profondi, nati per porre l'attenzione su temi poco affrontati da altri colleghi.

È il caso di "Qualcuno mi renda l'anima", incluso nel secondo album di Renato, "Invenzioni" del 1974. Un capolavoro tragico, con un testo talmente veritiero da pietrificarmi ogni volta che mi approccio al suo ascolto.

Musica e parole trasmettono alla perfezione quel senso di inquietudine con cui le vittime di violenza, in particolare chi ha subito abusi nell'infanzia o nell'adolescenza, sono costrette a portarsi dietro tutta la vita, nel tentativo di sopravvivere in un'esistenza lacerata da una ferita troppo grande.

---

Qualcuno con un sorriso addosso
Mi dice, "Giochiamo insieme dai"
Ti compro, un aquilone rosso
Se lo vuoi

Avevo appena aperto gli occhi
Ma il buio mi raggiungeva già
Due mani rubavano al mio corpo
L'innocenza

Ma perché è toccato a me fra tanta gente
Ma che cosa c'entro io con quella gente
Qualcuno mi renda l'anima

Madre, quei segni sul mio corpo
Certo, non li hai capiti mai
In quel gioco losco
Vinsi un aquilone
E persi l'anima

Qualcuno mi renda l'anima

Ma perché è toccato a me, fra tanta gente, io
Ma che cosa centro io con quella gente, Dio
Qualcuno mi renda l'anima

Cresciuti con un sorriso addosso
Bambini, ormai non siamo più
Vi diamo un aquilone rosso
Per un'anima

Qualcuno ci renda l'anima

Casadelvino
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29 novembre, 2021 - 11:30
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Ciao mie dolci dolcezze dolcissime vi ricordo l'appuntamento con i voti entro le 19

Un poljub

@Plasma @Alby @sparso @NotturnoManto @edorf @Alpha @Emm @Krishoes @xello @Edre @Fob92 @Iry8 @Alabama Monroe @bilirubina @Foski @Pupi87 @vincy @lukeyyy @mrnace @JoJo @Vesuvius21 @L'indovino @semota @CrYs

L'indovino
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29 novembre, 2021 - 11:59
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L'elefante e la Farfalla - Michele Zarrillo (1996)

                     
SEHNSUCHT

 

Per la terza scelta ho optato per una canzone che mi riporta a un sentimento provato varie volte nel corso della vita e non solo in ambito amoroso.
Parlo dell' "Elefante e la farfalla" di Zarrillo a cui ho abbinato lo stato d'animo della Sehnsucht.
Una parola sentita e risentita nelle ore di tedesco al liceo e che magari qualcuno di voi non ha mai avuto modo di approfondire.

Parto dunque dalla definizione dello stato d'animo:

Sehnsucht è una parola-chiave dello spirito romantico tedesco, che incarna un concetto tipico della cultura romantica, reso in italiano per lo più con il termine "struggimento".
Deriva dall' antico tedesco Sensuht, nel senso di "malattia del doloroso bramare" e indica un desiderio interiore rivolto ad una persona o una cosa che si ama o si desidera fortemente.
Questo stato d'animo è direttamente collegato al doloroso struggimento che si prova nel non potere raggiungere l'oggetto del desiderio.
"L'elefante e la farfalla" non è una canzone che parla della delusione e malcontento di un amore non corrisposto.
O meglio, anche.
Ma il concetto è più profondo.
L'elefante rappresenta colui che si sente troppo inferiore per aspirare a qualcosa o a qualcuno, si innamora di un essere stupendo e irranggiungibile (in questo caso rappresentato dalla farfalla) ma ha vergogna di come è e si nasconde per non essere deriso, per paura del rifiuto.
Dentro di sé tuttavia l'elefante pensa di avere "un cuore di farfalla" e che se la farfalla gli desse anche una sola occasione, potrebbe farle capire che non sono in realtà così diversi e che i suoi sentimenti sono belli e leggeri proprio come la farfalla.

Questo sentimento ha fatto più volte parte della mia vita, specie in situazioni in cui, non sentendomi all'altezza dell'altra persona, sono rimasto per le mie senza provare a fare nessun passo e crogiolandomi nell'impossibilità del "fiorire" di un amore che tanto desideravo. 

Ma come dicevo all'inizio non ridurrei la canzone e lo stato d'animo solo ed unicamente all'amore romantico.
Mi è anche capitato di non ritenermi all'altezza di poter far parte di una cerchia di amici, di non poter avere una conversazione con persone che ritenevo di un livello superiore al mio, di non ritenermi  capace di poter fare qualcosa che invece agli altri riesce benissimo (e che magari sono partiti da zero come me ma non si sono crogiolati nell'impossibilità di raggiungere il traguardo).

 

 

Sono l'elefante e non ci passo,
mi trascino lento il peso addosso,
vivo la vergogna e mangio da solo e non sai
che dolore sognare per chi non può mai…

Sono l'elefante e mi nascondo,

ma non c'è rifugio così profondo,
io non so scappare, che pena mostrarmi così
al tuo sguardo che amo e che ride di me
una farfalla sei, leggera e libera su me.
ooh mai non ti raggiungerò mai
mi spezzi il cuore e te ne vai
lassù.

Sono l'elefante che posso fare,

inchiodato al suolo e a questo amore,
provo ad inseguirti, ma cado e rimango così
non puoi neanche aiutarmi, ti prego vai via
una farfalla tu sei, leggera e libera su me.
ooh mai non ti raggiungerò mai
mi spezzi il cuore e te ne vai
da me.

Dentro di me, dentro di me

ho un cuore di farfalla
e non potrai vedere mai
quanto lui ti assomiglia…

Dentro di me, dentro di me

ho un cuore di farfalla.

 

semota
Schio (Vicenza)
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29 novembre, 2021 - 15:01
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L’abbinamento Malinconia e Lutto di Iry e Fosky mi ha distrutto plsnot

Per fortuna c’è Edorf maraurla_pngche ancora devo riprendermi con il suo abbinamento con L’elefante e la farfalla di Indivino lol

Alby
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29 novembre, 2021 - 17:06
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Appena votato ed è stato difficilissimo!

Alcune sfide avevano entrambi i pezzi belli e centrati e avrei voluto premiare entrambi, purtroppo, dovendo scegliere tra due, a volte ti ritrovi a non poter premiare scelte che comunque ti hanno convinto o canzoni che ti sono piaciute molto ma che magari ti hanno convinto meno nell'abbinamento all'emozione. In altri casi, infatti, ho avuto qualche difficoltà a ritrovarmi nell'abbinamento tra canzone e stato d'animo. In questo senso le presentazioni sono state più di una volta preziose. 

vincy
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29 novembre, 2021 - 17:26
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Io invece, non vi offendete, ma non sto leggendo le vostre descrizioni. 

Semplicemente per non essere condizionato nel provare un sentimento nel momento in cui ascolto quel brano. 

Ciò che faccio è ascoltare il pezzo e vedere se ciò che provo è ciò che doveva darmi il pezzo secondo l'emozione abbinata. 

Devo dire che nella maggior parte dei casi ci siete riusciti, chi più chi meno. 

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