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Madame, Sangiovanni, Angelina, Blanco: tutti in burnout. Parliamone.
Waves of Music
Utente 2xDIAMANTE

Utente
Forum Posts: 25925
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24 agosto, 2015
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1
19 aprile, 2026 - 20:37
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Titolo un po' brusco, me ne rendo conto, ma non era un concetto facile da sintetizzare. Lo spunto per questo topic nasce dalle molteplici lyrics taglienti e drammatiche che contiene DISINCANTO, il nuovo disco di Madame uscito l'altro ieri.

Da "Come stai":

I ricatti delle radio per i festival
Che non ti passano se non passi alla festa loro
Le ladrate dei producer che fan cresta su
Del lavoro che fanno altri al posto loro
Più l'anticipo fa gola, più fa debito
Più la fama vi fa gola, più la evito

In due anni non ho partorito un pezzo, sai
Sono stata in un ricovero per settimane
E non mi alzo se non con gli psicofarmaci
No, non sono un bell'esempio a cui affezionarsi

Da "Mai più":

Ho fatto un patto con il diablo, –ablo
E non l'ha rispettato, solo lui è milionario
Per farmi fare il salto o stare sul piedistallo
Ha fatto fare a un altro e si è preso il denaro
E dopo l'ha flexato con la bio preimpostata
Fiero del suo lavoro, bello, l'hanno ripostato
È stato riportato da giornali e da radio
Te lo sei meritato, ma non ho meritato
Di avere al mio fianco un polipo polimorfico, poliedrico
Il primo manager che gareggia a Sanremo
Quando ci andavo io e mi lanciavano le pietre
Nemmeno un "Come stai?", nemmeno un "Cosa succede?"
Ma perché punto il dito? Sono io che sono scema
Sono io che credo a tutto quеllo che mi viene dеtto
Sono io che faccio hating, non prendetemi sul serio
Sono una malata psichiatrica senza un freno

Sugli altri tre non mi soffermo perché le loro storie sono già tristemente note: burnout, ricoveri, gravi disturbi alimentari e addirittura dischi interi già pronti e cestinati per l'impossibilità di promuoverli (Sangiovanni, due anni fa).

Questi 4 nomi sono accomunati tutti dall'aver avuto un inizio di carriera col botto e da giovanissimi (giusto Madame è partita un po' più a rilento, anche se da "Voce" ha messo il turbo, a soli 19 anni).

Per ognuno/a di loro, si solleva il giusto problema, che però a quanto pare non si riesce a risolvere: quanto possono reggere questi giovani(ssimi) il frullatore mediatico, la sete di soldi del mercato, i ritmi devastanti di Sanremo-festival-ESC-firmacopie-tour-promozioni-spot, la cash machine che pare essere diventata l'industria musicale?

E come mai, un decennio/quindicennio fa, ciò non è accaduto, almeno non a questi livelli, alle varie Annalisa, Amoroso, Emma e compagnia?

Certo sono diventate famose un po' più in là con gli anni, è quello il discrimine? E' il mondo ad essere sempre più turbo-capitalista? Sono i trend da 15 secondi e la FOMO social che spremono fino al midollo queste nuove promesse?

E' l'insieme delle cose? 

Let's discuss...

Anti-Hero
Utente PLATINO

Utente
Forum Posts: 1677
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11 gennaio, 2021
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2
19 aprile, 2026 - 21:04
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Secondo me si perde un punto focale: il sistema di supporto che si ha attorno.

Credo sia questo a fare differenza, oltre che l’esperienza. Annalisa, Emma, Alessandra Amoroso hanno comunque esordito quando erano già in età adulta. Annalisa ed Emma avevano esperienza con l’ambiente musicale, Alessandra non proprio, ma erano comunque strutturate per reggere i ritmi incessanti del loro lavoro. 

Io mi riferisco al sistema di supporto per dire che, comunque, ci sono stati esempi abbastanza pubblici di crolli da parte di popstar che hanno esordito in giovane età (Beyoncé, Taylor Swift, Britney Spears, Miley Cyrus, Justin Bieber etc.) ma c’è chi ha avuto la fortuna di avere qualcuno che lo ha aiutato a non cadere del tutto, come nel caso di Swift o Beyoncé, e chi è stato lasciato allo sbaraglio come Britney o Justin Bieber. Secondo me è questo.

Alice
Nuovo utente

Utente
Forum Posts: 9
Member Since:
26 novembre, 2020
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3
19 aprile, 2026 - 21:18
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E' il lato oscuro del Diva, Queen e dover fare numeri sempre più grandi per reggere il successo. Al primo cedimento il pubblico ti scarica e non è facile se non hai strutturato una tua personalità.

Thehumming
Utente ORO

Utente
Forum Posts: 771
Member Since:
23 giugno, 2022
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4
19 aprile, 2026 - 22:23
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L'industria discografica italiana è un tritacarne ed è risaputo. Se non hai le spalle larghe, semplicemente non reggi. Non a caso questi ragazzi hanno avuto successo da giovanissimi, addirittura da minorenni.

La gavetta serve a questo, a farsi le ossa. Ed è necessaria al giorno d'oggi per sopravvivere a qualunque tipo di lavoro. Quando le cose vanno bene, sei al top. Ma quando qualcosa vacilla, allora crolli e non ti riprendi più.

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kiko13
Utente 4xP

Utente
Forum Posts: 4584
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7 agosto, 2013
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5
19 aprile, 2026 - 22:48
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Il mondo della musica è molto pericoloso se non sei una persona ben strutturata con delle basi molto solide. 

Forse è solo una mia impressione, ma vedo i ragazzi di oggi molto più fragili mentalmente,  ed avere quel successo così forte all'inizio, passare da 0 a 100 non aiuta mai, soprattutto se poi quel 100 non riesci a mantenerlo, anzi se non riesci ad accettare che è impossibile mantenere sempre quei risultati così alti. 

Sicuramente molti artisti lo hanno attraversato anche in passato e forse solo ora c'è il coraggio e la forza di parlarne pubblicamente, soprattutto di come le case discografiche ecc ti spremono e ti chiedono sempre di più.

Angelina, che io amo, ad esempio in due anni ha vinto amici, ha vinto Sanremo e fatto l'eurovision. È giusto battere il chiodo finché è caldo, però cavolo è veramente tanto, forse troppo per chi prima cantava solo in qualche club, a livello emotivo e fisico è pesante da reggere tutto ciò. 

Sushi
Utente DIAMANTE

Utente
Forum Posts: 14771
Member Since:
7 agosto, 2013
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6
19 aprile, 2026 - 23:20
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Mah, io non voglio sembra stronzo, però secondo me è anche un po’ il classico “più in alto sali, più male fa la caduta”.

C’è sicuramente tutto il discorso che fate voi del tritacarne, ma c’è anche da dire che tutti e quattro dall’oggi al domani sono stati lanciati alle stelle - lavorando tantissimo, non ci piove - e ai primi segnali di minor gradimento, è arrivato il cedimento.

È in questo la grossa differenza con le generazione precedente. Emma e Alessandra per esempio, è vero che hanno fatto il boom subito come i quattro di cui parliamo, ma è stato un riscontro commerciale, l’apprezzamento artistico hanno dovuto sudarselo. Un Blanco o una Madame sono stati portati alle stelle anche dal punto di vista qualitativo oltre che quantitativo, quindi quando qualche risultato tarda ad arrivare è più facile entrare in crisi. Proprio perché oltre a piacere, ci si crede anche bravi (e sicuramente lo si è), mentre le ragazze precedenti questo tipo di sicurezza in sé se lo sono dovute costruire, non gli si è formato con un riconoscimento dei critici.

Che poi secondo me anche la generazione precedente ha subito crisi importanti, solo che essendo stata una conquista più graduale dei vari campi artistici, l’impressione è che abbia fatto/faccia meno male.

Poi non so, il paragone con Emma e Alessandra (già Annalisa è un caso diverso), regge fino a un certo punto. Hanno certamente affrontato le loro fragilità, ma sin da subito hanno avuto uno zoccolo duro di fan e l’appoggio di Maria nel microcosmo amiciano che comunque le ha tutelate finché non hanno spiccato definitavamente il volo.

In realtà poi sono diversi i cantanti degli anni Duemila che hanno avuto un successo esagerato all’inizio poi scemato stile Sangiovanni e che come lui sono andati in crisi (non so penso a Jessica Morlacchi, poi i Sonohra, poi i Velvet (quelli di boyband), Chiara Iezzi in un certo senso anche). Sono stati tanti anche in passato, non è un fenomeno solo attuale. 

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Edwynivan
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