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Matteo Renzi lascia il PD
Olimpico85

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16 settembre, 2019 - 23:10
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Da Repubblica

Matteo Renzi ha telefonato al premier Giuseppe Conte per annunciare che lascerà il Partito Democratico e creerà gruppi autonomi.
Ha chiamato anche i presidenti Camera e Senato Roberto Fico ed Elisabetta Alberti Casellati, confermando il "sostegno convinto" all'esecutivo.

Renzi spiegherà le ragioni della sua scelta in una intervista a Repubblica in edicola domani. Con lui usciranno dal partito una trentina di parlamentari, circa venti deputati e una decina di senatori, che daranno vita a gruppi autonomi (anche se al Senato il nuovo regolamento complica le cose), ma che continueranno a far parte della maggioranza e a sostenere in Parlamento il governo giallo-rosso. Nel partito però resteranno molti degli uomini e delle donne che negli anni passati hanno condiviso la linea dell’ex premier, a partire dalla corrente guidata dall’attuale ministro della Difesa Lorenzo Guerini e dall’ex ministro dello Sport Luca Lotti.

La discussione sulla scissione è infuocata nella chat dei deputati Pd. Sarebbe intervenuto, a quanto si apprende, anche il ministro della Cultura Dario Franceschini, con queste parole: "Nel 1921-22 il fascismo cresceva sempre più, utilizzando rabbia e paure. Popolari, socialisti, liberali avevano la maggioranza in Parlamento e fecero nascere i governi Bonomi, poi Facta 1 poi Facta 2. La litigiosità e le divisioni dentro i partiti li resero deboli sino a far trionfare Mussolini nell'ottobre 1922. La Storia dovrebbe insegnarci a non ripetere gli errori".

________________

Siamo arrivati al dunque, se ne parlava da anni e ora è arrivato il momento della scissione del mondo renziano dal PD. Sarà un qualcosa di positivo o porterà danni al governo e quindi al Paese con gli interessi personali che prevarranno su quelli collettivi? A voi la parola.

http://i64.tinypic.com/20f2hoz.jpg

KassaD1

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16 settembre, 2019 - 23:21
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Molte persone vedono di male modo il PD proprio a causa di Renzi, un suo allontanamento porterà via parecchi voti ma allo stesso tempo potrebbe far riavvicinare le persone che si sono sentite tradite da Renzi.

A quanto pare si chiamerà Italia del/dei Sì.

Per me hanno fatto bene perché meglio avere un ipotetico 20% PD e 8% Italia del Sì, rispetto a un 23% del PD unico e vari voti smistati anche sui 5S. Tanto i due partiti non avranno così tante differenze e sicuramente non disdigneranno un'alleanza futura.

Alex87

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16 settembre, 2019 - 23:27
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che drama queen

KassaD1

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16 settembre, 2019 - 23:32
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Comunque quest'uomo ha una mente assurdaroflha spinto il PD all'alleanza convincendo anche Zingaretti che era contrario e voleva andare al voto e ora decide di formare un partito, portandosi dietro parecchi deputati (e anche 2-3 ministri tra cui la Bellanova) in modo da tenere in pugno PD e 5S.

A king.

Fob92
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Moderatore
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16 settembre, 2019 - 23:34
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Madò che pessimo

Narciso98

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16 settembre, 2019 - 23:49
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Onestamente era orasadida Credevo che avrebbe aspettato qualche altro mese ma tanto valeva togliersi il dente subito a quanto pare.

Almeno così avremo un partito progressista-liberare di centro con Renzi, Calenda, Richetti, Giachetti & co. che potrà dare la mazzata finale a quelli di Forza Italia, e forse a +Europa ma non sono sicuro perché pur essendo uguali, i punti a favore del partito della Bonino sono innanzitutto la Bonino e poi l'assenza di Renzi; e un partito di sinistra che raccolga tutti quelli usciti prima/mai entrati come Civati, Schlein, Boldrini, Grasso insieme ai socialdem ancora nel PD tipo la Cirinnà (e ai verdi).

Questo almeno è quello che mi augurotoofunny3

Alive

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16 settembre, 2019 - 23:56
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Dario Franceschini
"Nel 1921-22 [...] popolari, socialisti, liberali avevano la maggioranza in Parlamento e fecero nascere i governi Bonomi, poi Facta 1 poi Facta 2. La litigiosità e le divisioni dentro i partiti li resero deboli sino a far trionfare Mussolini nell'ottobre 1922.".

È la prima volta che sento qualche politico citare il "biennio rosso"...

Anche se sbaglia a dire che furono litigità e divisioni a spostare il consenso verso Mussolini, però se dicesse la verità finirebbe per darsi la zappa sui piedi da solo.

Mirton

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17 settembre, 2019 - 7:39
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Ma davvero Renzi e Calenda insieme? sorpreso

Signorina Silvani

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17 settembre, 2019 - 7:57
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Mirton ha detto
Ma davvero Renzi e Calenda insieme? sorpreso  

Io avevo capito che ognuno si formava il suo partito, anche perchè due galli combattenti nello stesso pollaio li vedo male.

" Ah ... anche poeta ! "

pesca

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17 settembre, 2019 - 8:04
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Non sentiremo la mancanza di ciò,  ma di certo avrà escogitato qualcosa facendo questa scelta 

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davenport70

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17 settembre, 2019 - 8:47
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E' una mossa finalizzata ad erodere qualche punto ai M5s cosicché il PD possa diventare il primo partito di governo? Può starci...

Mirton

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17 settembre, 2019 - 9:18
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Signorina Silvani ha detto

Io avevo capito che ognuno si formava il suo partito, anche perchè due galli combattenti nello stesso pollaio li vedo male.  

Infatti è così, mi sembrava strano...

Qui un articolo sulle intenzioni di Calenda:

https://www.ilmessaggero.it/politica/carlo_calenda_renzi_nuovo_partito_pd_news-4738988.html

Davide

Utente PLATINO
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17 settembre, 2019 - 10:06
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Allo stato attuale il partito di Renzi viene dato tra il 3-5%. La sua uscita, con il contemporaneo rientro di LeU nel Pd, non dovrebbe stravolgere gli equilibri nel centro-sinistra.

Sicuramente la creatura di Renzi ha un potenziale di crescita molto maggiore rispetto a LeU, sia perché si tratta della prima scissione "verso destra" (o verso il centro) del Pd, sia perché il suo leader non è uno sprovveduto.

A questo punto è importante capire quanti parlamentari lo seguiranno nei nuovi gruppi. I deputati e i senatori del Pd sono a stragrande maggioranza filo-renziani, tuttavia pare che i gruppi saranno formati dal numero minimo di parlamentari perché in molti in questi anni gli hanno voltato le spalle.

Un altro rischio concreto è che alcuni renziani di ferro (come Marcucci che è capogruppo del Pd al Senato) rimangano nel vecchio partito come cavalli di troia.

Io vedo questa scissione di buon occhio soprattutto in chiave elettorale, mentre per il Governo appena nato rappresenta un ulteriore fattore di rischio, dato che Renzi diventa di fatto l'ago della bilancia. Molto importanti saranno i rapporti di forza che si creeranno tra questo nuovo gruppo di Renzi e quello del Pd, con il rischio concreto che il Pd venga declassato a terza forza di governo. 

ge_aldrig_upp
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17 settembre, 2019 - 10:43
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Era onestamente un passo inevitabile, per me avrebbe dovuto succedere molto prima (ma capisco perché Renzi abbia staccato la spina solo ora)

Tra l'altro sul medio/lungo termine - anche per la composizione storica dell'elettorato italiano - vedo sia questo possibile partito di Renzi sia Siamo Europei di Calenda con maggiori margini di crescita rispetto all'attuale PD, come già detto un brand ormai tacciato di tossicità e privo sia di attrattiva che di un leader carismatico che ne possa trainare il consenso (magari le cose cambieranno dopo le presidenziali americane 2020, un po' come accadde ad inizio decennio sotto la spinta del successo di Obama, ma ne dubito).

E che Renzi abbia fatto tanti errori nella sua esperienza politica tutti più o meno glielo riconosciamo, ma resta uno dei pochi leader politici italiani a guardare un pelo più in là dell'immediato.

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guardian22

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17 settembre, 2019 - 11:06
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Il PD se perde Renzi e i renziani e si rimette in casa i dinosauri di LeU (D'Alema, Bersani, Boldrini, ecc.) va verso l'estinzione.

In pratica entro 3 anni il partito di Renzi sara' il nuovo PD e l'attuale PD diventera' il nuovo LeU.

Ciao PD.

Davide

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17 settembre, 2019 - 11:17
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ge_aldrig_upp ha detto
Tra l'altro sul medio/lungo termine - anche per la composizione storica dell'elettorato italiano - vedo sia questo possibile partito di Renzi sia Siamo Europei di Calenda con maggiori margini di crescita rispetto all'attuale PD, come già detto un brand ormai tacciato di tossicità e privo sia di attrattiva che di un leader carismatico che ne possa trainare il consenso (magari le cose cambieranno dopo le presidenziali americane 2020, un po' come accadde ad inizio decennio sotto la spinta del successo di Obama, ma ne dubito).

Il potenziale c'è ma la storia recente ci insegna che collocarsi al centro porta a un lento ed inesorabile spegnimento di qualsiasi forza propulsiva (citofonare Monti, Rutelli, Fini e altre decine di leader). L'unico che sopravvive a qualsiasi intemperia politica è Casini, con un continuo ping pong tra destra e sinistra.

Allo stesso tempo per Renzi e Calenda è rischioso definirsi di centro-sinistra poiché le loro possibilità di crescita risiedono tutte in un drenaggio di voti provenienti da destra.

Tuttavia è possibile che Renzi, con il suo nuovo partito, punti a sostituire definitivamente il Pd, dato che non si accontenterebbe mai di fare il ruolo minore della gamba moderata. In questo caso tenterà di dare al Pd un spallata verso sinistra in modo da portarlo alle percentuali tipiche della "sinistra-sinistra" (es. LeU). L'unica possibilità del Pd per rimanere il partito leader del campo progressista sarebbe quella di fondersi con i 5 stelle, in modo da polarizzare fortemente lo scontro con Salvini, relegando a ruoli minori i partiti satelliti. A Renzi potrà mai andare a genio una situazione del genere? Non c'è neanche bisogno di rispondere what

In questo senso diventa cruciale per il Pd la figura di Conte come nuovo personaggio politico e futuro leader in caso di fusione con i 5 stelle. Il suo livello di gradimento e le sue capacità di mediazione lo pongono in pole-position per un ruolo alla Prodi, in grado di attirare tutti quei voti moderati ambiti da Renzi. 

Signorina Silvani

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17 settembre, 2019 - 11:20
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guardian22 ha detto
Il PD se perde Renzi e i renziani e si rimette in casa i dinosauri di LeU (D'Alema, Bersani, Boldrini, ecc.) va verso l'estinzione.

In pratica entro 3 anni il partito di Renzi sara' il nuovo PD e l'attuale PD diventera' il nuovo LeU.

Ciao PD.  

Io la penso al contrario. Se il PD fa il PD, cioè un partito di centro sinistra, può aumentare in proporzione il proprio elettorato, mentre al centro c'è una grande bagarre, a questo punto.

Ciao Forza Italia.

" Ah ... anche poeta ! "

Davide

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17 settembre, 2019 - 11:32
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Tra l'altro oggi Renzi ha rilasciato 2 interviste per annunciare la scissione, una al Giornale e l'altra alla Repubblica. Questa scelta è fortemente simbolica, tiene il piede in 2 scarpe: parla agli elettori di centro-sinistra attraverso La Repubblica ma, allo stesso tempo, lancia la sfida nel campo della destra berlusconiana attraverso Il Giornale.

Ha inoltre dichiarato che il suo partito si presenterà sulla scheda elettorale per la prima volta alle Politiche del 2023, fino ad allora sarà rappresentato da liste civiche. Insomma si prende tempo per capire la collocazione ottimale della nuova creatura.

Davide

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17 settembre, 2019 - 11:37
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La ministra tedesca della cultura fa lo scoop del giorno incalzando Franceschini sui possibili sviluppi di questa scissione. I giornalisti si limitano a riprendere, tanto a fare le domande ci pensa lei lmao

Signorina Silvani

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20
17 settembre, 2019 - 11:44
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Davide ha detto
Tra l'altro oggi Renzi ha rilasciato 2 interviste per annunciare la scissione, una al Giornale e l'altra alla Repubblica. Questa scelta è fortemente simbolica, tiene il piede in 2 scarpe: parla agli elettori di centro-sinistra attraverso La Repubblica ma, allo stesso tempo, lancia la sfida nel campo della destra berlusconiana attraverso Il Giornale.

Ha inoltre dichiarato che il suo partito si presenterà sulla scheda elettorale per la prima volta alle Politiche del 2023, fino ad allora sarà rappresentato da liste civiche. Insomma si prende tempo per capire la collocazione ottimale della nuova creatura.  

La mossa di Calenda deve avergli dato molto fastidio, così come Calenda può aver dato fastidio a Berlusconi e a Toti.

Troppi, sono in troppi sulla stessa fetta di elettori, che poi in parte sono quelli del M5S.

Secondo me pure Conte potrebbe fare il suo partito, che distruggerebbe il M5S al sud.

Assisteremo di nuovo al governo pentapartito della prima Repubblica? lol 

" Ah ... anche poeta ! "

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