A pochi giorni dalla finale di MasterChef 3, proviamo a riassumere il risultato del Progetto Edgic, ovvero l’analisi dell’editing (rappresentazione e visibilità dei concorrenti attraverso il montaggio delle immagini) dei diciotto episodi già andati in onda, cercando di capire quale dei tre concorrenti rimasti in gara possa avere le maggiori chance nell’affrontare lo sprint finale che porterà il vincitore ad assicurarsi l’ambito premio.

Al primo posto si colloca ALMO Bibolotti, l’albergatore di Bari che dopo una prima parte di programma in cui è stato (forse volontariamente) nascosto dal montaggio è emerso come uno dei concorrenti più forti, preparati e soprattutto visibili nella seconda metà di gara. Il suo editing inizialmente UTR (under the radar, ovvero ai margini del racconto e messo leggermente in disparte rispetto ad altri concorrenti), ha subito una svolta radicale in occasione della puntata 13, dove Almo stesso dice di non essersi volontariamente esposto in disparte in occasione delle prime puntate (e ciò potrebbe spiegare il suo essere stato tenuto nascosto da parte del montaggio). Da lì in poi l’editing di Almo è cambiato radicalmente, portandolo a collezionare otto CP (complex personality, categoria che rappresenta un editing predominante ma non stereotipato, ricco di insight sui rapporti con gli altri concorrenti e sul proprio privato) su dieci episodi, di cui due CPP (ovvero caratterizzati da un tono spiccatamente positivo). L’editing di Almo coglie l’attenzione perchè ricalca quello di Spyros Theodoridis, vincitore di MasterChef 1, ma ancora più marcato per la presenza nel corso degli episodi di varie winner quotes (frasi in cui si suggerisce una possibile vittoria del concorrente in questione), pronunciate sia dallo stesso Almo che dai giudici. Nella seconda parte di programma Almo è spesso narratore della vicenda, offrendo il suo punto di vista sugli altri concorrenti in gara e sugli avvenimenti, ma non mancano momenti più marcatamente CP di riflessioni sul proprio privato, che dovrebbero avere il compito di rendere l’ex carabiniere più “umano” presso il pubblico a casa. Per questi motivi, uniti anche all’ottima visibilità ci sentiamo di collocare Almo in cima al gruppo dei favoriti.

Segue l’agente di commercio fiorentina ENRICA Della Martira, partita brillantemente con un editing che aveva permesso di individuarla quasi immediatamente nel gruppo ristretto dei candidati alla vittoria, ma poi inaspettatamente vittima di un brusco calo nelle ultime sei puntate. Sicuramente la concorrente più visibile fra i tre finalisti, Enrica è stata fin dall’inizio caratterizzata da un editing a metà fra il MOR (middle of the road, narratrice, via di mezzo a compimento della narrazione) e il CP, con un tono inizialmente molto positivo e che faceva ben sperare nel prosieguo del suo percorso, poi però mutato in mixed e in alcuni casi addirittura totalmente negativo, specialmente quando era protagonista assoluta della puntata (il che è successo spesso e volentieri, con 11 episodi su 18 nei quali lei ha ottenuto un valore di visibilità pari o superiore a 4 su una scala da uno a cinque). Due storyline hanno caratterizzato il suo percorso: il rapporto di accesa rivalità con l’altro finalista Federico Francesco e soprattutto il tema dell’”eterna seconda”, sviluppatosi fin dalle prime puntate e ripetuto fino alla nausea. Tanti, forse troppi i riferimenti alla sua incapacità di compiere l’ultimo balzo verso la vittoria, nonché gli apprezzamenti men che lusinghieri degli avversari verso la sua cucina e a volte anche la sua personalità, come quando è stata definita “Rachida 2” da Eleonora. Anche i giudici non hanno lesinato critiche nei suoi confronti specie nelle ultime puntate prima della finale, più importanti perchè sono quelle che il pubblico tende ora a ricordare maggiormente. Potrebbe essere un segnale che l’emotività e la tendenza ad andare in panico della ragazza le giocheranno dei brutti scherzi durante la finale? Probabile, anche se l’esplosione di positività che ha caratterizzato la prima parte del racconto della storia di Enrica e che l’ha portata ad essere uno dei personaggi più amati dal pubblico non permette certamente di escluderla dal novero dei contendenti.

Molto difficile invece aspettarsi una vittoria di FEDERICO FRANCESCO Ferrero, meno visibile in generale rispetto agli altri due finalisti, dotato anche lui di una buona dose di complessità ma con tono assai più negativo rispetto ad Enrica o Almo. L’editing di Federico è principalmente CPN, tipico dei villain non unidimensionali come la vincitrice di MasterChef 2 Tiziana Stefanelli, ma al contrario rappresentati anche tramite riflessioni e soprattutto comportamento strategico. Il dottore di Torino è stato più volte lodato dai giudici per la sua indubbia bravura, ma ne sono stati anche messi in luce numerosi punti deboli, come l’eccessiva creatività che a volte lo porta a strafare. Tutto ciò, unito al tono negativo che ha caratterizzato la sua rappresentazione, ci porta a considerare difficilmente l’idea di un suo trionfo, anche per la necessità da parte del programma di dover presentare un vincitore positivo per reagire alla delusione e alla rabbia del pubblico in occasione della vittoria dell’Avvocato. Non gioca a favore di Federico Francesco neppure la sua rivalità con Enrica, di cui spesso il montaggio ha fatto uso per metterlo in cattiva luce nei confronti di lei.

In conclusione, possiamo ritenerci più che soddisfatti del nostro percorso. Abbiamo individuato due dei tre semifinalisti fin dalla prima puntata, abbiamo escluso Alberto quando tutte le luci puntavano verso di lui, bollandola come semplice distrazione, abbiamo anticipato diverse eliminazioni e abbiamo offerto diverse analisi. Più di ogni altra cosa, però, ci soddisfa la grande partecipazione ottenuta nel topic dell’Edgic, per la prima volta così partecipato da tanti utenti alla loro prima esperienza di analisi dell’editing. Quindi grazie a tutti di avere partecipato e a ge_aldrig_upp, che ha seguito l’Edgic con costanza e precisione. Per tutte le analisi vi rimando al topic apposito.

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