
Utente
20 marzo, 2019
OfflineHo ascoltato l’album un po’ di volte perché non riuscivo bene a inquadrarlo, non riuscivo a capire cosa mi piacesse e cosa no. Alla fine penso che per me non sia tanto un fatto di gusto ma di capacità di entrarci dentro fino in fondo. Penso che – pur nell’universalità e nella semplicità di molte immagini che evoca, alcune anche interessanti e originali – bisogna aver vissuto certe cose oppure bisogna averle vissute in un certo modo affinché le canzoni arrivino subito. Altrimenti secondo me sono necessari più ascolti - che invito a fare - per capire più profondamente quello che Arisa vuole raccontare ed evitare di sottovalutare il progetto perché, onestamente e per me, il rischio c’è (e andrà così).
Anche le sonorità mi hanno messo un po’ un difficoltà perché spesso è tutto abbastanza morbido e poco spinto sia a livello musicale che vocale. La voce è con frequenza ariosa, delicata e in alcuni punti fa sentire anche suoni che non sono tipici del suo canto. Ho apprezzato tutto da subito in questo caso ma ho dovuto un po’ metabolizzare tutta questa sospensione perché la sensazione generale che l’album mi lascia dal punto di vista sonoro è questa.
Il risultato è un album per me in qualche modo immersivo perché le tracce contribuiscono tutte a sensazioni correlate, crea un’atmosfera avvolgente di solito delicata per i suoni (sia musica che voce) ma intensa, anche cupa, pesante in certi passaggi testuali perché ci sono sfumature anche francamente drammatiche. Però - pur essendo vero che c’è una fragilità esposta, c’è del dolore, anche rabbia - non si arriva mai a una disperazione, c’è sempre anche della speranza e un po’ di tenerezza (come quasi sempre nella produzione di Arisa) quindi per me c’è un buon equilibrio di morbidezza/durezza (per capirci) tra suoni e testi.
Complessivamente l’album per me è solido e riuscito perché mi arriva in tutte le sue parti. E’ molto omogeneo nel ricordo e nelle sensazioni che mi lascia ma non è piatto, tuttavia avrei preferito una differenziazione maggiore in termini di suoni perché già le tracce sono tutte nello stesso universo semantico, emotivo e simbolico, quindi, nonostante (per fare un esempio) il tema della relazione amorosa venga declinato in più forme (amore finito, incompiuto, tossico, ciclico, quotidiano) c’è il rischio che tutto sembri un po’ tutto uguale.
Venendo un po’ più alle canzoni, secondo me il livello è buono/molto buono, però per me non c’è una vera canzone che spicca, e su 14 canzoni mi dispiace che sia così, avrei voluto un paio di canzoni a impatto rapido, di presa facile, probabilmente quella che si avvicina di più a questo è Il tuo profumo (che giustamente sta floppando…).
Ho apprezzato molto il ritorno di DiMartino e Dente perché Se vedo te è un grande album, si sentono abbastanza e mi piace, e Portami con te è una buona traccia d’apertura (fra l’altro non so perché è quella che mi era rimasta più impressa dopo il primo ascolto). Amore universale è bella, tra le migliori per me, probabilmente a livello testuale (insieme a Nuvole ai tempi) è quella che mi è arrivata con più forza.
La collaborazione con Anastasi graditissima e spero che non finirà mai, per me è in qualche modo quasi necessaria perché con lui Arisa è Arisa, intendo che è nella sua forma più riconoscibile (e anche una delle più belle, delle migliori per me) perché le canzoni hanno un impianto retorico che le rendono arisiane: personificazione dell’astratto; metafore concrete, quotidiane; profondità emotiva ma poca densità linguistica. Quindi un grande sì per Atomi e Benedetti amanti, Vento tra le braccia non è tra quelle che preferisco ma ci sta perché anche questa ricorda Arisa.
Ed era maggio crea un’atmosfera che mi prende molto, evoca una specie di rassegnazione affettuosa che avvolge.
Cime tempestose è ok, probabilmente è veramente una delle migliori del disco come ho letto, ma non fa molta presa su di me.
Lonely boy approvata, insieme Nuvole e Ed era maggio secondo me fa emergere un’Arisa che riesce a esprimere bene a livello testuale dei pensieri non sempre facili da descrivere ricreando anche delle belle immagini.
Arrivederci è Arisa che fa un po’ Giorgia, una delle migliori per me anche perché volendo riassume le altre canzoni da tutti i punti di vista, veramente valida.

Utente
24 agosto, 2015
OfflineDisco davvero carino e che fluisce bene, non ho skippato niente anche se ne ho salvate poche, per ora.
"Portami con te" molto bella, per me a Sanremo sarebbe stata un'altra ottima figura.
"Vento tra le braccia" la mia personale preferita
veramente deliziosa, leggera, con quel ritornello da vecchia diva e come slancia il "tra le bracciaaaaa" con la sua vocalità unica.
Non male anche la title track!

Utente
21 maggio, 2021
OnlineWaves of Music ha detto
Detto questo, il suo secondo posto al televoto a Sanremo rimane un piacevole mistero, perché i numeri di questo progetto sono proprio nella sua norma degli ultimi anni, ecco (tolta ovviamente "Magica favola")
Perché lei al pubblico generalista è sempre piaciuta in fondo, mettiamoci anche il cast "scarico" dell'ultima edizione e si capisce il perché il suo nome abbia risaltato così tanto...
Dispiace che fatichi ancora molto nelle vendite, anche se c'è da dire che è un disco piuttosto classico e che evidentemente non fa troppa presa sul pubblico mainstream (io comunque resto dell'idea che Il tuo profumo sia uno dei picchi della sua carriera)

Utente
28 maggio, 2018
OfflineA me sta piacendo molto il fatto che l'album sia coeso. In questa epoca di passaggio in cui la funzione degli album non è più chiara come un tempo, mi sono reso conto che preferisco gli album che hanno un filo conduttore nelle tematiche e nel sound (una volte forse si definivano concept album?). Il racconto che viene sviluppato dall'insieme delle canzoni mi interessa sempre di più perché tanto sappiamo bene che i singoli brani è come se venissero bruciati dalle piattaforme una volta pubblicati con l'album, salvo miracoli.
In questo disco si sente che i brani sono proprio confezionati per stare insieme e infatti, almeno per me, uno tira l'altro
è già sul podio dei miei album preferiti di Arisa
Anche a me sta salendo Vento tra le braccia
da subito mi aveva fatto pensare al mondo di Giuni Russo.
Waves of Music ha detto
Detto questo, il suo secondo posto al televoto a Sanremo rimane un piacevole mistero, perché i numeri di questo progetto sono proprio nella sua norma degli ultimi anni, ecco (tolta ovviamente "Magica favola")
Banalmente penso che il pubblico che intercetta a Sanremo è un pubblico mediamente adulto che si riflette in modo più moderato sui risultati streaming. Invece ad esempio le vendite dei live, su cui questa fascia di pubblico continua a investire, stanno andando molto bene. In ogni caso con questo Sanremo ha guadagnato stima in tutte le fasce di pubblico e non è poco visto da dove arrivava.

Utente
8 febbraio, 2019
OfflinePer me un album bellissimo, sentito, orchestrale, sembra banale dirlo ma ovviamente non per tutti di questi tempi. Uno dei suoi migliori lavori.
Dopo vari ascolti "Benedetti amanti" e "Cime tempestose" sono le mie preferite 
(ovviamente no comment per il mio profumo, che meriterebbe di stare #1 in fimi e invece zero)
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