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MOVIE KING 3 - Il vincitore è…
Targaryen
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18 giugno, 2021 - 13:40
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Io come al solito rimango sempre indietro con le presentazioni rofl ammetto che con l'arrivo del caldo tendo ad essere più svogliato in tutto rispetto al resto dell'anno toofunny2lol

The Game - Nessuna Regola

Per la categoria alta tensione, ho ovviamente pensato ad un film che tiene incollati allo scherma dall'inizio alla fine, e questo secondo me è un film che rispecchia a pieno questa caratteristica.

Nicholas è un uomo che svolge una vita piuttosto monotona, e in occasione del suo compleanno sfrutta un occasione per cambiare la propria vita. Accetta infatti una proposta del fratello di partecipare ad un club di giochi di ruolo. Inizialmente non darà troppo peso alla questione, ma una serie di fatti che iniziano ad accadere in seguito, che ovviamente sono legati alla partecipazione a questo club, iniziano a sconvolgere sempre più ogni aspetto della vita di Nicholas.

In seguito scoprirà che l'idea di questo club non è altro che una copertura per ricattare uomini ricchi come lui, e avrà modo di conoscere pure Christine, una cameriera che si trova pure lei coinvolta in questo gioco e finirà per rischiare la sua vita a causa di questo.

Riuscirà Nicholas a venire fuori da questa terribile situazione, che potrebbe addirittura mettere in pericolo la sua stessa vita?

Uno dei punti di forza del film è a mio parere l'interpretazione sublime degli attori coinvolti, su tutti il protagonista interpretato da Michael Douglas, ma pure il fratello che viene interpretato da Sean Penn!

pesca
Utente 2xDIAMANTE

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18 giugno, 2021 - 14:51
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WHITE SNAKE 

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TRAMA

White Snake è una storia d’amore, di un incontro casuale dopo il quale nulla sarà più come prima. Blanca è persa e smarrita, non ricorda nulla della sua vita precedente, della sua identità, non si conosce e non si riconosce, proprio per questo smarrimento la ragazza vive il presente, anche grazie al suo nuovo compagno di viaggio, con leggerezza. Non c’è più spazio per il vuoto e la perdita ma ci sono solo loro che iniziano a scrivere insieme nuovi ricordi mentre cercano di aprire i “cassetti” della memoria di Blanca.

Nell’incontro tra i due, c’è attrazione e imbarazzo, ma fin da subito si crea un legame speciale fatto di fiducia e di condivisione. Bisogna abbandonarsi per ritrovarsi e scoprirsi e i ragazzi fanno proprio questo, immergendosi nella natura – meravigliose le tavole animate ricche di colori, intrise di luci, canti, in cui Blanca e Xuan dimostrano la loro dolcezza. Camminano insieme, mano nella mano, cercando le radici della storia della giovane; questo non può non essere pericoloso: Blanca si metterà in gioco, scoprirà la sua identità e si scontrerà con sua sorella, Verta, tornata a cercarla per riportarla a casa, prima della battaglia decisiva per assolverla dalle accuse di tradimento di cui viene sospettata.

Dopo la scoperta di sé ad emergere è l’azione, fatta di battaglie tra esseri misteriosi, animali mutaforme con una forza straordinaria. Ci sono magia e oscurità, miti e leggende, testi sacri e I-Ching. White Snake è una narrazione in cui riflette sulla propria identità, sulle differenze, sull’amore che va al di là di tutto – differenze fisiche (lei è un demone, lui è un umano), di “classe” (l’una è un Serpente, l’altro è un cacciatore) -, sul rapporto tra presente e passato. Si può amare chiunque, si rischia la vita per chi si ama, ci si mette in gioco per dimostrare all’altra persona che non è da sola. Né Blanca né Xuan vogliono che l’altro soffra ma questo li mette nelle condizioni di compiere grandi gesti, perdersi e rischiare.

La storia di Blanca è un saliscendi emotivo, è un andare avanti e indietro, è un immergersi nelle tenebre, lasciando dietro di sé una tavolozza di colori, è uno scoprirsi mentre si viaggia nel mondo – i due camminano su una scogliera ricoperta di cespugli rossi, volano tra denti di leone bianchi, passeggiano tra alberi gialli. Il racconto pulsa di fronte ai nostri occhi, di emozione, dolore, paura e amore, si parla di quanto sia difficile vivere nella propria carne, con la propria natura, e quindi con il resto del mondo.

 

Tanto è delicata e magnifica Blanca così è coraggioso e dolce Xuan che si fa compagno d’avventura di lei, un “mostro” di cui si innamora e per cui farebbe di tutto. Il suo soprannome potrebbe essere sacrificio, partecipazione, un personaggio puro e semplice che si mette a nudo, che affronta i pericoli. Non si tira mai indietro, anche a costo di mettere a repentaglio la propria vita.

Lui diventa eroe di questo meraviglioso dipinto dai mille colori, protagonista di una fantasmagoria sfrenata, simbolo di libertà, insieme tentano di combattere il nemico, di salvare gli altri da “signori” umani e non. Lei è un’eroina eterea ma anche profondamente terrena, una donna che si mette in discussione e si dà al mondo, sacrificandosi anch’ella.

 

White Snake è un dipinto fantastico, una fotografia multicolore in cui chi guarda vorrebbe perdersi – soprattutto nella prima parte. Ci sono alcuni momenti in cui lo spettatore non viene accompagnato nella storia, ci sono degli attimi in cui la scrittura mostra dei buchi e si “crolla” nella visione; vince però sicuramente l’amore tra i due protagonisti che da soli sostengono l’intero film.

Targaryen
Utente 6xP

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18 giugno, 2021 - 15:24
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Le follie dell'imperatore

A differenza di altre categorie, per animazione non ho avuto il minimo dubbio sulla scelta, infatti ho pure scelto questa categoria come prioritaria per evitare che qualcuno mi anticipasse.

Personalmente lo ritengo uno dei film d'animazione che mi ha colpito maggiormente di tutti i tempi.

I punti di forza sono molti, ma ne dirò 3 che sono i principali a mio avviso:

- La trama è molto carina e coinvolgente. Narra le vicende del giovane ed arrogante Kuzko, che viene trasformato in lama dalla crudele aiutante Yzma. Per tornare a casa sarà necessario l'aiuto di Pacha, ma la strana sarà piena di pericoli e imprevisti.

- Personaggi iconici. Uno dei punti di forza del film è il fatto che praticamente tutti i personaggi sono iconici e perfettamente riusciti. Yzma, Kuzko, Pacha, Kronk su tutti, ma pure i personaggi secondari hanno tutti un loro perché.

- La comicità. Sicuramente il maggiore punto di forza nel film. Infatti a mio parere far divertire praticamente per tutto il film, senza però mai scadere nel ridicolo e mantenendo una coerenza a livello di trama, non è una casa assolutamente semplice, ma il film riesce perfettamente in questo intento.

L'indovino
Utente PLATINO

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18 giugno, 2021 - 23:22
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"Piuttosto che diventare fascista è meglio essere un maiale!"

Porco Rosso è un film d'animazione giapponese del 1992, scritto e diretto da Hayao Miyazaki, e presentato in Italia nel 2010.
Il film resta fedele ai temi cardine del suo creatore: quello del volo con i duelli aerei degli idrovelivoli, quello della maledizione rappresentato dalla metamorfosi suina di Marco, la presenza di un personaggio femminile adolescente e la rinuncia a una distinzione netta tra buoni e cattivi.


Il trailer ci fa capire poco della trama del film, se non che il protagonista è un maiale che guida un idrovolante rosso.

Marco Pagot è un asso della Regia Aeronautica che riesce a sopravvivere a un duro combattimento aereo nel corso della Prima Guerra Mondiale, dal quale ne esce col volto sfigurato, che assume le sembianze del muso di un maiale.
Porco non ha più obiettivi e desideri. Abbandona l'aeronautica e la vita mondana -compreso il suo amore per Gina- per ritirarsi sulla costa dalmata guadagnandosi da vivere con le taglie poste sui pirati dell'aria che combatte con il suo idrovolante dipinto di rosso.
La sua abilità lo rende ben presto un temibile ostacolo per i pirati dell'aria, che per contrastarlo riuniscono le loro forze in un'alleanza e ingaggiano un altro asso dell'aviazione, lo statunitense Donald Curtis che a causa di fortuite coincidenze riesce ad abbattere l'idrovolante di Marco e, ritrovando in mare un pezzo dell'aereo, se ne va convinto di aver finalmente ucciso Porco Rosso. In realtà Marco sopravvive  e con quanto rimane del suo aereo raggiunge la Piccolo S.p.A. di Milano per farlo riparare e potenziare.
La ristrutturazione e progettazione del nuovo aereo vengono affidate alla giovane Fio, la nipote diciassettenne del signor Piccolo. Marco all'inizio si mostra riluttante, ma di fronte alla determinazione e alla bravura della ragazzina si lascia convincere, anche se per riuscire a rimettere a posto l'aereo è costretto a indebitarsi.
In questa sosta a Milano Marco incontra un amico ed ex compagno d'armi che lo informa che i fascisti gli danno la caccia.

La parte finale la lascio scoprire a voi: che ne sarà di Porco Rosso? E del suo amore per Gina? I fascisti riusciranno a scovarlo? Ci sarà un nuovo incontro con Curtis? E Fio che ruolo avrà? 

Perché guardare Porco Rosso?

Perché è un' film divertente e godibile con una storia semplice ma avvincente, piena di azione, avventura e ironia. 
E' un film che vi farà innamorare: i personaggi sono profondi e non ridotti a macchiette e i paesaggi disegnati tra cielo e mare in cui Porco ama perdersi sono fantastici!

 

 

Rio91
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19 giugno, 2021 - 1:46
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Cena con delitto - Knives Out

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La mattina dopo la festa di compleanno per i suoi 85 anni, il famoso scrittore di romanzi gialli Harlan Thrombey viene trovato morto con la gola tagliata nella propria camera da letto. Dopo il funerale, la lussuosa villa di campagna della vittima vede l'arrivo di due ispettori di polizia e dell'investigatore privato Benoit Blanc che iniziano ad interrogare a turno i familiari del ricco imprenditore. La numerosa famiglia Thrombey è composta dai figli di Harlan, Linda e Walter, con i loro coniugi Richard e Donna, e i rispettivi figli Hugh Ransom e Jacob, assieme a Joni, la vedova del defunto figlio maggiore, con sua figlia Meg e l'anziana madre di Harlan. Oltre alla famiglia vengono convocate anche la domestica Fran e l'infermiera personale Marta Cabrera. Se la polizia crede si sia trattato di suicidio, il detective Blanc è invece convinto che l'uomo sia stato ucciso e così inizia a indagare su chi possa essere l'omicida studiando tutte le persone che erano presenti alla cena la sera prima del decesso. Tutti hanno un movente quindi tutti sono sospettati. L'imminente lettura del testamento fa poi emergere avidità e conflitti familiari. Quella di Harlan è un famiglia disfunzionale in cui l'ostilità è provocata per lo più da generazioni diverse e mentalità opposte, e quando l'investigatore inizia le indagini i segreti di tutti iniziano a essere svelati portando a galla una serie di bugie e sotterfugi che permetteranno a Blanc di scoprire la verità dietro la morte del romanziere.

 

Cena con Delitto - Knives Out è un film diretto da Rian Johnson. È un classico giallo deduttivo con citazioni e rimandi ai grandi intramontabili di Agatha Christie e Arthur Conan Doyle, il tutto rivisitato e ambientato in epoca contemporanea e portato in scena da un cast d'eccezione che comprende nomi come Daniel Craig, Chris Evans, Jamie Lee Curtis, Toni Collette, Michael Shannon, Ana de Armas e Christopher Plummer. È stato candidato a vari premi (tra cui per l'Oscar alla miglior sceneggiatura originale) e il Time l'ha inserito tra i 10 migliori film del 2019.

 

Perché ho scelto questo film? Perché l'ho trovato un film bello, intrigante e appassionate, un mistery che richiama molto Agatha Christie quindi gli amanti del genere non rimarranno affatto delusi. La storia è avvincente e non bisogna lasciarsi ingannare dalla sua apparente scontatezza perché in realtà è molto più elaborato e intricato di quanto sembra, e il cast composto da validissimi attori molto noti contribuisce ad arricchire il tutto. Per me è un piccolo gioiellino che merita di essere visto e lo consiglio soprattutto se siete amanti dei gialli.

Rio91
Toscana
Utente 7xP

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19 giugno, 2021 - 1:48
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Toy Story 3

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Prima di partire per il college, Andy svuota la sua stanza e la madre gli consiglia di donare i suoi vecchi giochi al Sunnyside, l'asilo della città. I giocattoli - senzienti - sono consapevoli del proprio destino dato che il loro padroncino è ormai cresciuto e da anni non gioca più con loro. Andy però decide di conservare quelli che sono sempre stati i suoi preferiti e a cui è più affezionato, ma per un disguido finiscono per sbaglio nello scatolone destinato all'asilo. I giocattoli protagonisti sono dispiaciuti e a tratti offesi dall'essere stati scartati, quindi accettano di buon grado la loro nuova vita che li aspetta al Sunnyside dove ricevono un caloroso benvenuto dai giocattoli del posto. Solo Woody, il testardo e irriducibile cowboy leader del gruppo, continua a credere che il loro posto sia in nella vecchia casa. Ben presto però anche gli altri finiranno per concordare con Woody, quando scopriranno come in realtà l'asilo è una specie di prigione difficile da evadere, gestita con pugno di ferro da una congrega di giochi feriti dall'abbandono dei propri padroni. Inizia così una avventurosa fuga verso la libertà.

 

Terzo capitolo dell'omonima saga prodotta dalla Pixar, Toy Story 3 è uscito nel 2010 ed è stato accolto positivamente dalla critica e dal pubblico diventando il primo film animato a superare il miliardo di dollari d'incasso nel mondo. Come da tradizione per i film Pixar, tra le voci del doppiaggio italiano troviamo volti noti del mondo dello spettacolo tra cui spiccano Fabrizio Frizzi, Massimo Dapporto, Riccardo Garrone, Claudia Gerini, Gerry Scotti, Giorgio Faletti e Fabio De Luigi.

 
Perché ho scelto questo film? Perché accade di rado che un sequel riesca ad essere all'altezza dei precedenti e questo secondo me ci riesce, anzi per i miei gusti questo terzo film supera di gran lunga il secondo e chiuderebbe la saga in maniera migliore di quanto faccia il quarto recente capitolo. È un film divertente, che bilancia azione e commedia, ricco di personaggi adorabili e simpatici. È uno dei tanti capolavori della Pixar in grado di divertire e intrattenere i più piccoli e allo stesso tempo far emozionare anche i più grandi, e non nascondo che sul finale mi sono un po' commosso nonostante non sono uno dalla lacrima facile.

Phoedred
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19 giugno, 2021 - 13:19
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Shrek e la principessa Fiona sono tornati dal viaggio di nozze e tutto potrebbe andare bene, se non si dovesse andare nel Paese di Molto Molto Lontano a trovare i genitori di lei che certamente non si aspettano una figlia tanto trasformata. A questo va aggiunto un principe azzurro irritato per essere stato superato da un orco nella sua missione di salvare e trasformare in umana la principessa. L’atavica sfida con i suoceri – che speravano di meglio per la figlia – prende vita in un turbinio di sotterfugi: da una parte Re Harold, Azzurro e la malvagia Fata Madrina che provano a far finire anzitempo il matrimonio tra i due, dall’altro Shrek che con Ciuchino le prova tutte per diventare quello che tutti vogliono da lui, un essere umano. Ma i suoceri sono sempre molto meglio di come li dipingono i luoghi comuni…

 

Lo trovo il più divertente della saga, ci sono alcune scene che davvero fanno sganasciare dalle risate, tra cui:

Alabama Monroe
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19 giugno, 2021 - 15:40
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"Vi è mai capitato di sentirvi un pò diversi dagli altri,
come se aveste qualcosa di unico da offrire al mondo
se solo trovaste un modo di mostrarlo alla gente?
Allora potete capire come mi sento, ad essere me…"

 

Il titolo potrebbe ingannare e farvi sembrare questo film d'animazione demenziale e stupido, invece è divertente e trasmette un messaggio importante.

Ogni cittadina, paese o metropoli che si rispetti ha la sua quota di strampalati inventori, un bel mix di genio creativo, follia e tanta sregolatezza. Qui in Piovono Polpette (in inglese Cloud with a chance of meat balls) abbiamo come protagonista il simpatico Flint Lockwood, che ha sempre coltivato il sogno di inventare qualcosa di rivoluzionario. La sua prima invenzione, un improbabile spray per le scarpe quando era ancora un ragazzino, non ebbe gli effetti sperati. Consolato dall'affettuosa madre che riusciva a dargli coraggio e positività, trovava invece una sorta di avversione da parte del padre che poco credeva al genio e alle bizzarrie del figlio. 

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Passati gli anni, Flint diventa uomo, dovrà fare i conti con la dolorosa perdita della madre e visti gli scarsi risultati ottenuti con i suoi eccentrici esperimenti, si troverà costretto a lavorare nel negozio di sardine del padre. A Swallow Falls, città-isola dov'è ambientata la storia, l'intera economia si basa proprio sul mercato di tali pesci.
Il sindaco è un cinico uomo d'affari con il solo interesse di far soldi e la popolazione sembra afflitta dalla situazione in cui si trova.

Durante una celebrazione, Flint ha la malaugurata idea di tentare un nuovo esperimento: questo sembra fallire miseramente, rovinando la festa e mettendolo in ridicolo davanti a tutti.
Qualcosa però inaspettatamente accade: parte del suo macchinario finisce all'interno di una nuvola, e poco dopo da questa cominciano a piovere polpette, hamburgers e diversi tipi di cibo.

Da fallito Flint si trasforma in una sorta di celebrità, e gli viene chiesto di far "piovere" cibi sempre diversi.

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Flint conosce e si innamora di Sam, una giornalista di una televisione locale, credendo così di aver raggiunto finalmente la felicità.
Il rapporto col padre però si complica ancora di più, visto che il negozio di sardine, per colpa della nuova ondata di cibo dal cielo, si trova sull'orlo della bancarotta.
Inoltre cominciano a cadere pietanze sempre più grosse, in grado di mettere addirittura a repentaglio la sopravvivenza della cittadina e dei suoi abitanti. 

Flint e i suoi amici come riusciranno a risolvere questo grosso problema?

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Ma veniamo alle tematiche: il tema della diversità ma soprattutto dell’insicurezza e della timidezza, vengono proposti come catalizzatori di forza creativa e di fantasia inventiva; emerge anche una riflessione sulla demarcazione tra genio e stupidità e sulla difficoltà di procedere forti per la propria strada, incuranti del giudizio esterno; non mancano poi riferimenti alla problematicità delle relazioni con i genitori: il protagonista insegna la necessità di contraddire le aspettative dei padri per inseguire la propria originale realizzazione.

Ma non c’è solo una riflessione intimista, il film infatti segue la tematica principe, ovvero l'obesità, la sovra-alimentazione e lo spreco di cibo che spopola soprattutto negli Stati Uniti. 

Piovono Polpette è una favola moderna e intelligente che miscela sapientemente sorriso e pensiero insieme a commozione.

Vi lascio il trailer: 

 

semota
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19 giugno, 2021 - 18:48
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Ora dovrebbe essere tutto giusto, se così non fosse segnalatemelo.

RESTO DEL MONDO

Ricordo che pesca aveva priorità su tutti essendo la prima iscritta

e che è stata la categoria scelta da amers.

In ordine di iscrizione vado a svelarvi i film proposti:

@pesca 

@Alabama Monroe

@Rio91 

@xello 

@Alby 

@L'indovino 

@smiley 

@Targaryen 

@amers 

@Phoedred 

@monechiapi 

 

Ricordo la metodologia di voto aperta per questa tornata di 3 categorie fino a lunedì alle 18.00.

Ogni utente (concorrente e pubblico) avrà a disposizione 10 punti, da distribuire a proprio piacimento per un massimo di 5 film. Non si potrà votare il proprio film.

Potete votare sia per mp che per telegram a @Semota89

Se volete presentare Alta Tensione e Animazione potete continuare a farlo.

Alby
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19 giugno, 2021 - 19:18
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Prevedo altro bagno di sangue! Ce ne sono tantissimi che mi ero promesso di recuperare e uno che ho visto e molto apprezzato excited

Alby
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20 giugno, 2021 - 10:49
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"Vedo come cresce e come ha preso coscienza di sé, come è sempre più sicuro e, cosa più importante, vedo la sua gentilezza. Credo che solo migliaia di ore trascorse nella natura possano insegnare questo ad un bambino"

Sono molto felice di gareggiare con questo film, ma sono molto più felice di avere modo di parlarne e di farlo magari conoscere a chi non ha ancora avuto modo di vederlo o di sentirne parlare. Spero davvero che lo facciate. Senza ombra di dubbio, questo film di James Reed e Pippa Ehrlich è uno di quei film che tra anni e anni menzionerò tra quelli che mi hanno colpito, segnato e commosso di più. 

Il mio amico in fondo al mare, che io preferisco chiamare con il titolo originale di My Octopus Teacher, perché trovo ne incarni meglio il senso, ha vinto quest'anno l'Oscar come miglior lungometraggio documentario. Una delle particolarità più evidenti dal punto di vista della forma è che, pur mantenendo i canoni del documentario, è parimenti un film con una vera e propria narrazione, una trama, delle emozioni, delle relazioni, dei climax che rendono la storia avvincente, degli insegnamenti e delle riflessioni che ognuno può trarre. Non è un freddo documentario come tanti, non è pura divulgazione, ma una storia di calore, amicizia e amore. 

Protagonista della storia è il documentarista Craig Foster, un uomo che sta affrontando una profonda crisi esistenziale e professionale dovuta all'incapacità di riuscire ad entrare del tutto nelle storie che ha raccontato. Per questo motivo, Craig si rifugia nella sua casa nei pressi di una spiaggia sudafricana, dove comincerà ad immergersi nell'Oceano e in particolare nell'affascinante foresta di kelp locale. Osservandone le meraviglie (e noi con lui, grazie ad immagini spettacolari che tolgono il fiato), Craig resta colpito da un esemplare in particolare, una piovra comune, un polpo, che comincerà ad osservare per giorni, lasciando la sua videocamera in acqua, fino a quando, dopo lo scetticismo iniziale dell'esemplare, qualcosa cambia. 

Nel pieno rispetto dei suoi ritmi e di quelli dell'ecosistema in cui si trova, con cui durante tutto il film Craig eviterà di interferire in modo stoico e talvolta anche sofferto, l'uomo riesce a stabilire un contatto con l'animale. Tutto ciò che scopriremo e impareremo sui polpi e sul loro modo di vivere, da questo momento in poi, lo scopriremo insieme a Craig per semplice osservazione diretta. Impareremo che i polpi sono creature intelligentissime, dotate una struttura corporea sorprendente. Impareremo le loro capacità di mimesi, utili sia nelle situazioni di caccia che in quelle di pericolo. Impareremo l'incredibile capacità di questo animale di reagire alle situazioni più dolorose e avverse. Soprattutto, lo vedremo interagire con una creatura esterna al suo habitat naturale, non contemplata nella sua comfort zone, vedremo il modo in cui imparerà a fidarsi, ad includerlo nella sua vita e nei suoi spazi.

Impareremo che gli animali non sono soltanto istinto e sopravvivenza, ma anche intelletto, svago, sentimenti, anima. Qualcosa che forse diamo per scontato, basti pensare agli animali domestici o ad animali più comunemente osservabili nella nostra vita quotidiana. Ma chi mai avrebbe esteso questa consapevolezza ad un polpo? Chi avrei mai immaginato a cosa potesse arrivare la sua proverbiale (ma mai così attestata visivamente) intelligenza? Chi mai avrebbe immaginato che anche una creatura del genere avesse bisogno di giocare con gli altri pesci, di divertirsi, di stringere amicizie in modo disinteressato, il tutto mentre conduce una vita infernale tra le ore di caccia e quelle impiegate a sfuggire agli squali? Ciò che Craig ha vissuto, prima, e documentato, poi, è un vero e proprio miracolo, considerato anche che il numero dei polpi che riesce a completare il proprio ciclo di vita è molto ridotto. E quella del nostro polpo è una vita più che avventurosa, ricca di coraggio, di sviluppo delle proprie potenzialità per affrontare da solo una vita cosparsa di imprevisti e di rischi. 

Per questo "My Octopus Teacher", perché osservando questo esemplare così unico, e osservando un legame tra specie senza precedenti, questo esemplare ci insegna qualcosa. Non soltanto qualcosa di scientifico sulla vita dei polpi, ma qualcosa di umano, il rispetto per la natura, per le altre specie, in senso più lato per ciò che è diverso. Ma anche l'affetto, l'amore, l'altruismo, il sacrificio, l'equilibrio, l'accettazione. Ci insegna, in qualche modo, ad essere degli umani migliori. 

 

pesca
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20 giugno, 2021 - 13:21
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WHOAMI

Benjamin si è sempre sentito come invisibile: timido e introverso, con zero rapporti sociali e incapace di dichiarare i suoi sentimenti all'amata compagna d'infanzia Marie, il ragazzo ha dovuto fare anche i conti con una difficile situazione familiare.
I genitori sono infatti entrambi morti quando era solo un bambino e Benjamin è cresciuto con la nonna, affetta da una demenza senile in galoppante evoluzione. Il ragazzo ha trovato una valvola di sfogo nel mondo sotterraneo della rete, diventando un abile hacker. Condannato ai servizi sociali dopo essere stato "beccato", conosce lì il carismatico Max che condivide con lui il suo stesso interesse.
Il nuovo "amico" lo invita nella sua banda, formata anche da Stephan e da Paul, e insieme i quattro decidono di formare un collettivo di hacker conosciuto come CLAY. Il team, indossando maschere da clown, compie imprese di vario tipo e ottiene milioni di visualizzazioni online, riscuotendo una certa fama. Il loro scopo è quello di attirare le attenzioni di MRX, una vera e propria celebrità in quel campo, e ottenerne il rispetto.

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La diffusione del fenomeno agli occhi dell'opinione pubblica, fino ad allora poco avvezza a certi argomenti, ebbe inizio nel 2003, quando si svilupparono le basi per la nascita dell'immaginario di Anonymous, ormai entrato nella cultura popolare.
Il tema è tornato prepotentemente di moda nel 2015 con l'uscita sul piccolo schermo della serie televisiva Mr. Robot, ma già un anno prima in Germania avevano cercato di sfruttare questo sottobosco del web in una produzione cinematografica con tutti i crismi del caso per attrarre il grande pubblico.
Who Am I è un thriller/noir in piena regola che sfrutta il lato oscuro di internet in maniera intelligente e ponderata, riuscendo a coniugare le dinamiche di un sano intrattenimento di genere a uno sguardo lucido sulle derive del dark web e di quel cyber-universo nascosto e sconosciuto alla maggior parte degli utenti.
Uno sguardo sicuramente superficiale per chi bazzica tra trojan e cracking ogni giorno, ma ben adattato a una vicenda ricca di colpi di scena e parzialmente credibile - almeno per chi non sia dentro tali ambienti.

La storia è raccontata in un susseguirsi di flashback, giacché all'inizio troviamo il protagonista sotto interrogatorio negli uffici della Cyber Division dell'Europol. Il punto di vista principale è proprio quello di Benjamin, volto empatico con il quale lo spettatore si trova a condividere i momenti di euforia e quelli di tristezza, e l'esposizione delle sue esperienze si snoda in maniera coerente almeno per due terzi della visione.
Nell'ultima mezzora infatti Who Am I ingrana la quinta e si prende un sacco di rischi che aprono fortunatamente a interessanti e ulteriori dinamiche del tutto inaspettate, mettendo continuamente in dubbio le previsioni dello spettatore fino all'epilogo.
Paragonato per certe atmosfere e sviluppi narrativi a un cult assoluto quale Fight Club (1999), con un senso di fine imperante e vari tranelli, il film può contare sulla solida regia di Baran bo Odar, futuro autore dell'acclamata Dark, qui capace di generare una tensione costante e opprimente, claustrofobica anche nella gestione delle due distinte realtà, quella in carne e ossa e quella web.Image Enlarger

Who Am I è un thriller a sfondo cibernetico capace di intrattenere con immediatezza, il cui racconto in forma di molteplici flashback apre le porte nel finale a una girandola di colpi di scena, in maniera a tratti subdola ma di indubbia presa. Come i protagonisti ingannano coloro con cui si trovano a che fare, lo stesso fa la sceneggiatura con lo spettatore, dando inizio a una sorta di sottile gioco di specchi che acquista forza e fascino con il procedere dei minuti, fino a quell'epilogo che si pone quale perfetta conclusione della vicenda. E in un contesto così dominato dalle fredde logiche di ciò che si lega alla realtà del web è notevole l'umanità con cui viene caratterizzato il principale protagonista, ideale ariete empatico tramite il quale essere trascinati all'interno degli eventi.

monechiapi
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20 giugno, 2021 - 19:21
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Prima di scegliere questo gioiellino, ammetto di aver pensato e aver voluto ardentemente giocare con un film proposto da un altr* utente. Quando ho saputo che quella pellicola era già state presa, mi sono scervellato tantissimo per avere poi l'illuminazione: Good Bye, Lenin! Una commedia dolceamara meravigliosa, che parte da un'idea a mio parere geniale.

Christiane vive nella Germania dell'Est e cade in coma poco prima della caduta del muro di Berlino. Quando si risveglia i figli si adoperano perché non scopra che il paese è finito nelle mani dei capitalisti.

Questa la premessa per un film divertente, ma anche estremamente intelligente. Il paradosso generato dalla ricostruzione della Germania prima del muro diventa il pretesto per riflettere sul capitalismo e le sue conseguenze, ma anche sul comunismo e sull'utopia che rappresenta, il tutto sempre col sorriso.

La pellicola è tutt'ora uno dei film tedeschi con il maggior incasso a livello mondiale e uno dei più amati da pubblico e critica. La forza sta nel soggetto geniale e divertente, ma tanti elementi rendono il film una perla: la recitazione, in particolare del protagonista, la regia, ma anche le musiche di niente poco di meno che Yann Tiersen. 

Personalmente, sono un fan delle commedie tendenti all'assurdo e Good Bye, Lenin! rimane forse la mia preferita al di fuori da quelle in lingua inglese. C'è una leggerezza di fondo, ma c'è anche un'ironia tagliente, con tanto di critica sociale, che si trasforma persino in tristezza sul finale dolceamaro. Insomma, c'è un po' di tutto in questo film divertentissimo e intelligente.

Phoedred
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20 giugno, 2021 - 21:05
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“Dolor y gloria” racconta la storia di Salvador Mallo (Antonio Banderas), regista sul viale del tramonto che ricorda con nostalgia il suo passato. Gli passano dinanzi agli occhi l’infanzia negli anni ‘60, il trasferimento con i genitori a Paterna, un comune della provincia di Valencia, i propri desideri, il primo amore. E poi la Madrid degli anni ‘80, vissuta da adulto, le sofferenze per l’amore perduto e il rifugio nella scrittura. E il cinema, unica passione che lo ha tenuto in vita e che ora è causa del suo dolore.

nella scena il ricordo della povertà durante l'infanzia del protagonista, dove la madre vorrebbe costringerlo a farlo entrare in seminario, perchè è l'unica istruzione che può permettersi di offrire al bambino, ma lui non la prende bene.

Rio91
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20 giugno, 2021 - 21:50
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Il mio vicino Totoro

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La storia è ambientata nel Giappone degli anni '50 e racconta l'estate vissuta dalle sorelle Satsuki e Mei, rispettivamente di 11 e 4 anni. Le due bambine si trasferiscono assieme al padre a Matsu no Gô, un piccolo villaggio di campagna circondato da foreste, campi, fiumi e risaie. Il motivo di questo trasloco è per stare più vicini alla madre Yasuko ricoverata per una malattia nell'ospedale del villaggio. Un giorno la piccola Mei, esplorando la casa e i dintorni, segue una scia di ghiande e giunge ad un albero di canfora al cui interno vive Tororo, lo spirito dei boschi. Totoro è una enorme creatura paffuta e morbida che si dimostrerà da subito gentile e con cui le due bambine stringono una forte amicizia. Finalmente arriva il giorno in cui avrebbero dovuto dimettere Yasuko dall'ospedale, ma un telegramma rattrista le due bambine perché il ritorno della madre viene rinviato. Mei, dopo aver litigato con la sorella, decide di andare da sola alla clinica per incontrare la madre, ma si perderà nel dedalo di stradine in mezzo al verde. La cercano ovunque senza successo, così Satsuki disperata chiede aiuto a Totoro.
 

Il mio vicino Totoro è un film di genere animazione, fantasy e avventura del 1988, quarto lungometraggio diretto dal Maestro Hayao Miyazaki. La storia è in parte autobiografica, infatti quando Miyazaki era bambino sua madre si ammalò di tubercolosi spinale e passò molto tempo all'ospedale. Nonostante il film non sia stato un grande successo commerciale né in patria né sul mercato internazionale, Totoro è diventato la mascotte dello Studio Ghibli, la casa di produzione fondata dal famoso regista giapponese.

 

Perché ho scelto questo film? Perché è una fiaba moderna. Uno di quei film d'animazione per tutte le età, perché anche se destinato ai bambini - come in tutte le pellicole di Miyazaki - anche gli adulti possono e dovrebbero trarre insegnamento. La storia è forse tra le più semplici ma non per questo meno bella, e con uno stile anime vecchia scuola ci catapulta in un mondo di grande fantasia e realismo, mescolati per creare qualcosa di unico.

Alabama Monroe
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20 giugno, 2021 - 22:56
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"Noi ci siamo scelti. Non è così?"

Tra tutte le mie proposte questa è forse quella a cui tengo maggiormente, perché è un film "semplice" ma mai banale, che mostra grande qualità senza necessariamente strafare e che punta ad arrivare al cuore delle persone, è potente. Mi ha toccato molto ed è diventato una delle mie pellicole preferite degli ultimi anni.

Un affare di famiglia, premiato con la Palma d’oro al Festival di Cannes, è un film del 2018, made in Japan, di Hiokazu Kore'eda, regista che tratta temi che vanno dai legami personali e familiari in particolare, a quelli della memoria e dell'elaborazione del lutto.

Racconta la vita di una famiglia di Tokyo composta da cinque persone che vivono in una semplice e povera dimora abusiva e di soldi ne guadagnano pochissimi.
Osamu
è il capofamiglia, fa l'operaio a chiamata e se si può far male al lavoro meglio ancora, così da far entrare qualche soldo in più; assieme al figlioletto Shota sono una buffa coppia criminale che si dedica a dei furtarelli nei supermercati: qualche zuppa, spaghetti, shampoo, niente di più.
La giovane cognata Aki lavora in una specie di bordello in cui i clienti guardano le ragazze masturbarsi da dietro un vetro.
La moglie Nobuyo è impiegata in una lavanderia ma ben presto sarà disoccupata e infine c'è la simpatica nonna Hatsue, che ha una pensione ma non è tanto propensa a condividerla.

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Di ritorno dall'ennesimo furto, Osamu e Shota notano una bambina di nome Yuri rannicchiata su un balcone al freddo. Si chiedono dove siano i suoi genitori ma lei risponderà che non ha né mamma né papà, così decidono di portarsela a casa con loro. Il gruppo la accoglie, la cura, la coccola, diventando in pochi giorni una nuova figlioletta e una nuova sorellina. Presto si scoprirà che Yuri aveva dei genitori ma con loro non viveva per nulla bene, così la decisione di "adottarla" sembra definitiva.

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Ma è davvero una famiglia? O semplicemente un gruppo di persone che si sono ritrovate negli anni? Quello che unisce i due genitori, la nonna, la cognata e il figlio  è in realtà qualcosa di più forte dei legami di sangue. È la solitudine, la disperazione, l’abbandono, che portano i vari personaggi a sostenersi e restare uniti, a vivere di sotterfugi e a trovare il modo di sopravvivere. Perché a volte famiglia non si nasce, ma si diventa.

E i membri di questa famiglia dimostrano come si possano stabilire legami profondi, più sinceri e rispettosi di quelli "imposti" dal fatto di avere lo stesso sangue. Con Yuri, tutto ciò diventerà ancora più chiaro.

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Un affare di famiglia mescola in modo sapiente tenerezza e ironiaforza e fragilitàleggerezza e dramma. Proprio il dramma prenderà il sopravvento nella parte finale, che sarà però attraversato da quella dolcezza e compassione che scaldano il cuore.

Un affare di famiglia è un'interessantissima opera sulla relatività delle cose e su quanto alcuni nostri giudizi affrettati possano essere sbagliati.
Ci regala personaggi particolari, ai quali non si può non voler bene ma anche non riconoscerne i tremendi limiti.

Se non lo avete visto, ve lo consiglio vivamente e spero di avervi incuriosito.
Ecco il trailer: 

 

L'indovino
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20 giugno, 2021 - 23:36
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"Mai distogliere lo sguardo!"

 

Opera Senza Autore è un film drammatico tedesco del 2018 diretto da Florian Henckel von Donnersmarck.
La pellicola racconta tre epoche della storia tedesca attraverso la vita tormentata del protagonista, il giovane pittore Kurt Barnert, dalla sua infanzia (anni Trenta) fino all'affermazione artistica in Germania Ovest (anni Sessanta).

 

Conosciamo Kurt quando, all'età di 5 anni, nel 1937, visita una mostra d’arte degenerata (contrarie ai dettami del nazismo) insieme all’eccentrica zia Elisabeth. Poco tempo dopo il bimbo si trova ad assistere alla zia che viene portata via di casa e ricoverata in un istituto psichiatrico per una presunta schizofrenia.
Nel 1940 il Terzo Reich, che ha già attuato un massiccio piano di sterilizzazione di oltre 400.000 "elementi più deboli" del popolo tedesco, con l'intento di migliorare la razza e le generazioni future, si trova nella situazione di "cambiare marcia" e per rispondere alla necessità di curare i feriti della guerra si rende necessario liberare negli ospedali i letti occupati da "vite prive di valore". I medici delle SS vengono quindi dichiarati "Periti del Tribunale dell'Eugenetica", con l'incarico di rivedere tutti i pazienti già sottoposti a sterilizzazione e a deciderne la sorte. 
Elisabeth viene quindi visitata dal capo dell'ospedale femminile di Dresda, l'ufficiale delle SS Carl Seeband che ne decide la sterilizzazione e la successiva eliminazione.

La guerra è ormai finita. Kurt cresce, si appassiona all’arte e dimostra un certo talento. Dopo aver trovato occupazione in una fabbrica per la pittura di insegne, entra allAccademia d’Arte di Dresda in rappresentanza della classe operaia. 
Il suo professore, comunista per convinzione, cerca di condurre gli studenti al realismo socialista, ma Kurt non si dimostra particolarmente attratto dall'ideologia: il ragazzo ha la sensazione che attraverso questo tipo di pittura si sta allontanando sempre più dall'espressione personale.

Kurt conosce la giovane Elisabeth, che studia moda e design tessile all'accademia e che gli ricorda la zia, con la quale condivide anche il nome.
Proprio la sera del primo appuntamento dei due ragazzi il padre di Kurt si impicca. Kurt ed Elisabeth si innamorano e il ragazzo si trasferisce a casa dei genitori come inquilino. Lì incontra per la prima volta il padre di Elisabeth, che altri non è che il professor Carl Seeband, scampato al processo dopo la guerra e che da allora si è dedicato interamente all'ideologia socialista della DDR (Repubblica Democratica Tedesca). Kurt non sa che Seeband è il responsabile della morte della zia e Seeband non sa che Kurt è il nipote di una delle sue vittime.
Dopo breve tempo Elisabeth rimane incinta, cosa di cui il professore si accorge prima ancora che i giovani lo rendano noto.
Il professore vede il giovane Kurt come "geneticamente inferiore" e quindi inadatto a dargli dei nipoti e decide di fare di tutto per distruggere il rapporto.
Seeband si inventa quindi problemi che la figlia avrebbe avuto in giovane età e che metterebbero a rischio la sua vita in caso di gravidanza e le provoca l'aborto con la convinzione che i due si allontanino. 

I due fanno però di tutto per riuscire a stare insieme e, superato il trauma dell'aborto, si sposano.
Poco prima della costruzione del muro di Berlino si trasferiscono a Berlino Ovest e, successivamente, a Dusseldorf, dopo aver appreso che lì si sta sviluppando un nuovo movimento artistico. Kurt riesce a farsi ammettere all'Accademia delle Belle Arti.

Il passato, presto, busserà per tutti e lo farà attraverso l'arte!

Quello dell'accademia è infatti per Kurt un periodo cruciale per l'affermazione della propria identità e maturità artistica. Un percorso non privo di crisi e ostacoli che gli permette di venire a patti con i traumi della sua infanzia e della sua giovinezza.

 

 

Consiglio vivamente la visione di Opera Senza Autore, film struggente (soprattutto nella prima parte), romantico e malinconico e che riesce a catturare l'attenzione e farti stare incollato allo schermo dall'inizio alla fine.
Incredibile se si pensa alla durata di oltre tre ore.
I temi che si incontrano -e si scontrano- sono molteplici ma tutti legati a due comuni denominatori: l'arte e la politica. 

smiley
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21 giugno, 2021 - 0:58
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L'appartamento spagnolo 

L'appartamento spagnolo è un film francese del 2002 che ha dato vita a due seguiti. Il film racconta la storia di Xavier, un giovane studente francese che vince una borsa di studio Erasmus per studiare un anno all'estero. La sua destinazione è la Spagna e più precisamente Barcellona. Durante il viaggio fa amicizia con una coppia di francesi che si sta trasferendo a Barcellona e di cui sarà ospiti nei primi giorni. Questa conoscenza poi porterà a un altro risvolto poiché Xavier avrà una relazione con la moglie del medico, la quale sta avendo difficoltà ad ambientarsi nella nuova città. La vera svolta per quanto riguarda il suo Erasmus avviene quando viene accettato come inquilino di un appartamento in cui vivono già altri studenti europei (una belga, un tedesco, una inglese, un danese, un italiano e una spagnola). Con loro affronterà i problemi linguistici, la scoperta di una nuova cultura e soprattutto il viaggio di crescita lontano da casa. Si tratta infatti quasi di un viaggio di formazione e alla scoperta di se stessi. 

Non so quanto la descrizione della trama vi abbia invogliato a vederlo (sembrerebbe che io non sia brava in ciò) ma ve lo consiglio perché nonostante alcuni momenti da commedie tipiche italiane è un film piacevole e molto carino. Siamo nei primi anni 2000, quando lo scetticismo per l'UE non era così alto (probabilmente al momento nessuno lo girerebbe ed è un peccato). Bisognerebbe puntare molto di più sulla diversità che sta alla base dell'ue e l'arricchimento che le persone possono ottenere da ciò.

 

Targaryen
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21 giugno, 2021 - 13:46
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Elle

Elle è un film che ho amato molto, ed era uno di quelli che volevo giocare assolutamente. Infatti avevo valutato di proporlo pure in altre categorie, come ad esempio Dramma, però alla fine ho optato per questa, che mi è sembrata la più adatta.

Michèle è una donna che appare caratterialmente molto forte, sia nella vita privata che in ambito lavorativo, in quest'ultimo si occupa di produrre videogiochi.

Un giorno però accade un fatto molto grave, la donna subisce infatti uno stupro da un uomo misterioso, che indossa un passamontagna.

Invece di denunciare decide di occuparsi personalmente delle ricerche per scoprire l'identità dell'uomo, ricerche che vanno a buon fine, infatti scoprirà di chi si tratta. Una volta scoperta l'identità però, la donna inizia con lui un gioco che potrebbe rivelarsi molto pericoloso, come andrà a finire questa storia?

Ho deciso di portare questo film, perché mi ha subito colpito il fatto di essere così crudo, su un argomento così delicato. Inoltre a mio parere l'interpretazione Michèle da parte dell'attrice protagonista Isabell Huppert è veramente sublime.

smiley
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21 giugno, 2021 - 14:00
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Sono più in ritardo di Targa con le sponsorizzazioni, ma è stata una settimana impegnativa e poiché amo questi film voglio spendere due parole anche solo per far vedere il poster (qualcuno può essere convinto a recuperarlo anche grazie a quello).

 
PRINCIPESSA MONONOKE

 

 

Trama: In seguito allo scontro con un animale posseduto da un demone il principe Ashitaka viene contaminato da una maledizione mortale. Si mette dunque in viaggio per scoprirne l'origine e chiedere una cura al grande Dio Bestia, l'unico in grado di guarirlo. Arrivato nelle regioni da cui proveniva la bestia scopre una guerra tra uomini e una forma primitiva di animali della foresta, giganti, senzienti e aiutati da quella che chiamano la Principessa Spettro, una ragazza cresciuta dai lupi che ha rinnegato gli uomini. Dall'altra parte gli uomini, capitanati da Lady Eboshi che gestisce con amore, giustizia e pietà il suo villaggio di fabbri, vogliono lavorare la montagna e abbattere gli alberi per poter estrarre il ferro (fonte di ricchezza). In mezzo un gruppo di monaci cerca di fomentare gli uomini ad uccidere il Dio Bestia e rubarne la testa perchè, si dice, fornisca l'eterna giovinezza.

Perché vederlo: Considerando la presenza degli altri film dello studio Ghibli credo che alcuni di voi probabilmente l'avranno visto, per chi invece non l'ha ancora recuperato direi di farlo il prima possibile (cc @Capo Horn ). Si tratta del film più cupo del maestro Miyazaki, c'è sempre al centro il tema ecologico e la difesa della natura ma qui le forze sia umane che della natura non hanno tutti le caratteristiche amorevoli e di dolcezza come ad esempio avviene Totoro. Lo scontro tra bene e male è ben delineato, ma comunque mostra come ci sia una possibilità di redenzione per chi comprende i propri errori.

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