[img align=left]http://www.ilsecoloxix.it/imperia/foto_trattate/2008/02/24/9ff6a6ad715cb4e093022c861afb8eff–430×250.jpg[/img] Reality House seguirà in diretta la prima serata del Festival, cercando di giudicare i cantanti e le canzoni nel modo più obiettivo possibile (:roll:) e cercando di farvi risultare meno pesante la visione dell’evento tv. Sarà aperto anche un topic dove potrete discutere (oltre ai commenti a questa notizia che sarà aggiornata in tempo reale). Perchè Sanremo è Sanremo 😀 Il cinquantottesimo Festival della canzone Italiana riserva la sua prima inquadratura al maestro Caruso. Si apre con le note di "Ti regalerò una rosa", vincitrice l’anno scorso, passando a "Grazie dei fior", che vinse nel milletrecent… la prima edizione insomma. Due strimpellate di Come Saprei, Vorrei incontrarti tra cent’anni e altre che vorrei riferirvi ma non siamo a Sarabanda e francamente là erano pure più riconoscibili. Cinquant’anni fa, recita una scritta in sovrimpressione, ed ecco Gianni Morandi (pluriannunciato) intonare "Volare". New hit, new hit! Stiamo già superando il limite della sopportazione (e sarebbe un record), già la canzone non è propriamente un inedito, se superiamo pure i diciannove minuti d’esecuzione però scatta la denuncia… Chiambretti parte con qualche battuta e la solita gag su Del Noce (la Parietti a fianco è compresa nel format?). E sempre in termini di gag, momento terrificante con l’ingresso di undici Pippi Baudi (un incubo, mica no) mascherati talmente male da ricordare più Frankestein dopo il risveglio sul tavolino. Il Baudo vero è introdotto da una botola dal pavimento, fingendo sorpresa e decretando (forse) la fine di questa scenetta. Finalmente si comincia a cantare…

[b]Paolo Meneguzzi – Grande[/b] Niente di eccessivamente "grande", ma una buona melodia, un ritornello in cui Meneguzzi sale con la voce e infila un buon acuto. Risulta già orecchiabile dopo il primo ascolto. Sicuramente sopra le più rosee aspettative, senza offesa per il Pablone nazionale. [b]voto: 7[/b] Entra in scena Andrea Osvart, se non fosse che sembra la nonna di Sharon Stone sarebbe una bella ragazza. Si esibisce con due ballerini di Ciao Darwin, il che è tutto dire, canta (lei?) e ci propina un ballettino che ricorda molto lo stile del Bagaglino… [b]L’aura – Basta![/b] Non sta alla gag di Chiambretti e già l’adoro (sì sì l’adoravo pure prima), la partenza è molto soft (stile "Irraggiungibile" e "Una favola"), il testo è intenso, alcuni pezzi sono molto difficili, per palati raffinati, ma questa è L’Aura, chissenefrega se hai un pubblico di nicchia, l’importante è fare grandi canzoni. Voce incredibile, promossissima. [b]voto: 8[/b] [b][i]Milagro – Domani[/b][/i] Hanno l’onore e l’onere di essere i primi giovani ad esibirsi. Sembrano gli Zero Assoluto con più capelli e meno mugugni. La canzone non parte, le voci dei due mi sembrano un po’ troppo simili tra loro, pare un unisono (o c’era un microfono spento). Senza lode e senza infamia. [b]voto: 6[/b] [b]Toto Cutugno – Un falco chiuso in gabbia[/b] Categoria giovani? Sì, duemila anni fa, Cutugno partecipa al Festival per la cinquantanovesima volta su 58 edizioni; la canzone è orribile ma l’avrei detto anche prima dell’ascolto. Sarà che sta somiglianza galoppante con Sabani comincia ad inquietare, il ritornello da valzer della balera sotto casa è la classica goccia… [b]voto: 4,5[/b] [b]Frankie Hi-nrg Mc – Rivoluzione[/b] Simpatico nel tenere il botta e risposta con Chiambretti, ma già so che non sarà il mio genere. Sarà che per me un rapper è dannato e se la tira, questo sembra più un nerd (non affiancategli la Osvart che pare una citazione di un reality), la canzone è carina, il testo pure, non vincerà mai ma qualche volta si lascerà sentire. Verso il finale si impappina e sbaglia il testo. [b]voto: 6,5[/b] [b][i]Andrea Bonomo – Anna[/b][/i] Inutile sperare che sia interessante come Centomo l’anno scorso, con cui condivide solo la finale del cognome, ma nè i testi nè la voce. La noia dilaga, sarà che questo c’ha più la faccia da rapinatore che da cantante, sarà che me li stanno sparando tutti uno dietro l’altro… ma niente di memorabile. [b]voto: 5[/b] La non richiesta parentesi con i "ragazzi" di High School Musical, con due vecchie nostre conoscenze: Salvo Vinci e Sara Pamploni di Amici interrompe le canzoni. Baudo fa il giovane che intervista i giovani. Disgustoso. [b]Fabrizio Moro – Eppure mi hai cambiato la vita[/b] Mi fanno giustamente notare che è vestito identico all’anno scorso. E’ stato ibernato negli ultimi 360 giorni? Inizio orrendo, la canzone è tutta parlata, e che testo.. "non aver paura dei miei cattivi odori" eeeeh? Due note in croce in tutta la strofa. Il ritornello è una raschiata di gola unica, sembra Grignani sotto la doccia (col bagnoschiuma negli occhi). Tremendo. [b]voto: 4[/b] [b][i]Frank Head – Para parà ra rara[/b][/i] Tre che potresti tranquillamente scambiare per dei microfonisti sovrappeso, di cui uno con la perversa passione per i pellicciotti di leopardo. Il titolo è allucinante, l’inizio da eunuco del vocalist (o quello col cappellino per carità) è allucinante. Sicuramente una cosa particolare, un po’ troppo azzardata e troppo poco da festival. Il papapacciacciara rischia di entrarti in testa, il resto no. Una specie di "terzo fuochista" in slang. [b]voto: 6[/b] (una media tra momenti da 8 e momenti da 4) [b]Anna Tatangelo – Il mio amico[/b] L’accoglienza da vincitrice annunciata già mi irrita, lei però s’è tolta il trucco pesante e torna a dimostrare (quasi) la sua età. Resta la voce da telefonista hard. Simpatica, però. Ma passiamo alla canzone: sonorità di Gigi, testo di Gigi, se abbassi di due tonalità, rallenti, ci butti dentro un "guore" è Gigi d’Alessio. Si piazzerà bene, si spera non prima. Lei molto sicura di sè. [b]voto: 6,5[/b] Verdone fantastico, un film imperdibile, un attore come ce ne sono pochi. Specie in questi ruoli. Geppi simpatica, Baudo se tacesse farebbe un piacere al cosmo. Pazienza se è lì per promuovere il film, siparietto gustoso. Poi ovviamente siamo a Sanremo, quindi niente senso della misura, dodici ore solo su questo. Uff… [b]Michele Zarrillo – L’ultimo film insieme[/b] Dirige Vessicchio, un punto in più. La sua voce è sempre una garanzia, ma la melodia si ripete un po’ sempre uguale. E dopo due ore e quaranta di canzone ti viene un po’ a noia. Il ritornello non "spacca" come si sperava. Fa molto sottofondo di una serata nostalgica. Possibilmente solo perchè si è dimenticato il lettore acceso e alla fine si è usciti a festeggiare. [b]voto: 5,5[/b] Panoramica sulle prime 5 canzoni che ascolteremo domani… incredibilmente sembrano tutte belle. No dai, salvo solo i Finley e Mietta (domani voglio darti 9, non deludermi) [b][i]Melody Fall – Ascoltami[/b][/i] Una strana via di mezzo tra i Gazosa, i Tokio Hotel e un gregge di gnomi. La voce lievemente femminea del cantante, le acconciature "emo" fan temere il peggio, invece si rivela una canzone gradevolissima, forse la migliore tra i giovani finora. [b]voto: 6,5[/b] Superospite Lenny Kravitz. Non mi sei simpatico, non ti reputo bravo, non ascolterò mai una tua canzone. Nemmeno ora. Sciò. [b]Eugenio Bennato – Grande Sud[/b] Comincia a parlare e già dormo, figuriamoci quando canta… Poi dirige Erasmo Petringa (cos’è, un robot spaziale?). La canzone ricorda eufemisticamente “Tanti auguri” della Carrà, la corista è Carlotta di bim bum bam. Artisti di ogni razza ed etnia sul palco. Perfino Pippo Baudo. Ritmo particolare, avrà successo.[b]voto: 6,5[/b] [b][i]Daniele Battaglia – Voce nel vento[/i][/b] Un nuovo figlio di pooh si affaccia sul mondo della musica (per modo di dire, è più famoso di molti big). Canzone noiosa, poca voce per lui. Ma tanto passa, e arriva tra i primi, senza vincere. Una stecca rara a metà canzone, i coristi vorrebbero essere inghiottiti da un buco nero. Avesse beccato una nota oh. [b]voto: 4[/b] [b]Max Gazzè – Il solito Sesso[/b] Eh ma ringrazia di farlo ancora, sto solito sesso, considerando quell’aria da teschio con i capelli che ti ritrovi. Il suo ergersi ad artista impegnato e filosofo di sta ceppa mi è sempre andato giù a fatica, poi alcune canzoni sono anche ascoltabili. Questa no. [b]voto: 6[/b] [b][i]Valerio Sanzotta – Novecento[/b][/i] Lo dirige il maestro Antongiulio Frulio, lui è il nuovo Fabrizio Moro, parla di politica con la stessa facilità con cui infamo Marco Carta. Il ritmo è un po’ country, covoni di paglia e panorami da far west. Intanto sta parlando di momenti drammatici della Storia d’Italia. Può piacere, DEVE passare alla finale. [b]voto: 6,5[/b] [b][i]Giua – Tanto non vengo [/b][/i] La cugina gotica di Maria Luigia, la figlia illegittima di Domiziana Giordano. Il titolo della canzone è tutto un programma, il fidanzato da casa ringrazia. Nel pubblico si saluta la moglie di Modugno, la standing ovation è molto naturale, a momenti parte la scossa dalle poltroncine. Crolla la chitarra, fossi in lei me ne andrei indignato. Canzone carina e voce simpatica. [b]voto: 6,5[/b] Carrellata sui campioni di domani, Tonno e Ponce da musical, ma soprattutto lei: Loredanona Bertè, che nel promo si dimena come una piovra spiaggiata e urla frasi sconnesse. Domani ci si diverte. Il resto è noia. [b]Tricarico – Vita Tranquilla[/b] Entra mummificato, detesta Baudo e Chiambretti e non lo nasconde. Prende le ditanze e attende che il sipario finisca, impietoso. Peccato che non segua certo una grande canzone, anzi… Note sparpagliate tanto per, il ventesimo posto è assicurato. Il finale peggiore per la serata. Baudo lo giustifica, umiliandolo. [b]voto: 3[/b] Collegamento con Elio e il Dopofestival, con l’imitazione di Mina da parte di Lucia Ocone. [b]Passano in finale, nella categoria giovani:[/b] – Giua – Frank Head (????eh???) – Milagro (babba bia) – Valerio Sanzotta Eliminati Battaglia (sacrosanto!), Melody Fall (azz) e Andrea Bonomo. Baudo e Chiambretti si congedano e danno appuntamento a domani: il Bertè Day 😎

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