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Stati d'Animo 3 - Contrasti Side B - Vincitori e Best Of p.38
Casadelvino

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4 dicembre, 2020 - 20:46
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Serenità
Side B
Canzoni e Utenti

Wandering through kunsthal - Teen Daze (Monechiapi)
Tangaroa Whakamautai - Maisey Rika (Krishoes)
Felicità - Lucio Dalla (Sparso)
Every woman - Vagabon (Edre)
Perfect day - Lou Reed (Emm)
Timelapse - Mari Samuelsen (Mrnace)
Happy - Pharrell Williams (Xello)
Water - Aisha Badru (AlabamA)
Don't wanna - HAIM (Jojo)
The sea - Morcheeba (Alpha)
Sunrise - Norah Jones (FoskY)
Ti fa stare bene - Caparezza (Juve95)

 

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Casadelvino

Fan di Stefania Orlando (GFVIP5)

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4 dicembre, 2020 - 20:49
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Angoscia
Side B
Canzoni e Utenti

La mia versione dei ricordi - Francesco gabbani (pupi)
Various storms & saints - Florence & The Machine (Alessandrino)
Alone, omen 3 - King Krule (plasma)
Muddy waters - LP (BB)
Blue lights - Jorja Smith (antal)
Nocturne - Blanco White (notturnomanto)
Such a rush - Coldplay (DGS)
Jumpsuit - 21 pilots (Waves)
Elisa lam - SKYND (Bilirubina)
Hurt - Nine Inch Nails (Aldrig)
Thanatos - Soap&Skin (vesuvius)
Losing you - Solange (alby)

 

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Casadelvino

Fan di Stefania Orlando (GFVIP5)

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4 dicembre, 2020 - 20:50
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Come si vota:

 

OBBLIGATORIO.
Ognuno mi manderà la classifica delle 12 canzoni della categoria opposta a cui non sto partecipando. Quindi se io sto partecipando nella coppia “emozione A ed emozione B”, se trovo la mia canzone nella playlist di emozione A, vuol dire che sto partecipando ad A e quindi dovrò fare la classifica di emozione B

FACOLTATIVO.
Come gli scorsi anni però, si potrà votare anche nel proprio girone, segnalandomi le 3 canzoni che preferite (senza ordine). Non ci si autovota. 

 

Alla fine passeranno: i primi quattro posizionati dalle classifiche degli utenti della categoria opposta + il più votato dai membri della propria categoria tra quelli non passati automaticamente (se hanno votato almeno la metà dei partecipanti della categoria).

Come l'altro anno purtroppo il pubblico non potrà votare, ma sarà liberissimo e super apprezzato ogni commento, critica positiva o negativa e interazione anche da loroheart

Potete pubblicare se, come e quando volete delle motivazioni/spiegazioni/descrizioni delle vostre scelte!

Il voto è fino alle 21 del 7/12.

@mrnace @Alpha @xello @ge_aldrig_upp @Alby @JoJo @Alabama Monroe @antal @Plasma @Juventino95 @Pupi87 @Vesuvius21 @bilirubina @monechiapi @sparso @BertoBarto @Krishoes @alessandrino @Waves of Music @Emm @Edre @NotturnoManto @DGS @Fosky 

Alpha
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504
4 dicembre, 2020 - 21:50
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M O R C H E E B A
T h e   S e a 

Per “Serenità” ho scelto questo brano perché… innanzitutto è legato al ricordo personale di una vacanza, in particolare all’immagine di un tramonto contemplato su una spiaggia straniera semideserta, in un periodo in cui per me era necessario estraniarmi dal contesto quotidiano. In quei giorni, mi è capitato di ascoltare per la prima volta questo brano ed è stato assolutamente naturale per me collegare la sensazione di serenità e di benessere che mi infondevano quelle note allo stato d’animo che stavo provando in quel preciso momento.

Devo dire che mi capita spesso di associare il termine “serenità” al termine “fuga”, intesa come la necessità di staccare la spina per brevi periodi dalla routine quotidiana, dagli impegni di lavoro (o, all’epoca, di studio), dai rapporti umani che, nel bene e nel male, ci condizionano, dai mezzi di comunicazione che ci rendono sempre raggiungibili. Avere, quindi, la possibilità di immergersi in un contesto lontano dalla frenesia della vita urbana, magari all’interno di uno scenario dove prevalgono gli elementi naturali, con la libertà di dettare al tempo il proprio ritmo e non quello imposto dagli eventi è ciò che più si avvicina al mio concetto di “serenità”.

Il brano dei Morcheeba trovo rappresenti bene questo mio concetto, a partire dal testo che trasmette un’idea di abbandono nell’accezione più positiva del termine, ossia concedersi la possibilità di lasciarsi andare e rilassarsi perché le preoccupazioni sono lontane e non c’è quella tensione che spesso costringe a “tenere alta la guardia”.

Worries vanish
Within my dream

I left my soul there,
Down by the sea
I lost control here
Living free

Quando questo brano venne pubblicato nel 1998, l’onda del Trip-hop partita qualche anno prima da Bristol (città natale dei Massive Attack, che declinarono questo genere musicale nelle sfumature più cupe) aveva già raggiunto l’intera Europa e non solo. The Sea nasce in questo contesto sonoro e i Morcheeba ne includono le caratteristiche principali, ma privilegiando tonalità solari e rilassanti. L’atmosfera ovattata, la chitarra liquida, l'apertura degli archi, la ritmica cadenzata come le onde del mare contribuiscono ad immergere l’ascoltatore in una dimensione quasi irreale, psichedelica.

A tutto questo, va aggiunto il timbro di Skye Edwards, vellutato e suadente. Personalmente, amo definirlo “soothing”, termine inglese che trovo molto più adatto a descrivere quell’insieme di sensazioni che riesce a trasmettermi ascoltando questo brano. È una voce calma, rassicurante, ma trovo sia anche molto più di questo… direi che è una voce in grado di portare una sorta di conforto e questo è un ulteriore elemento che contribuisce a rasserenare la mente e l’anima dell’ascoltatore.

Ancora oggi, ovunque mi trovi e qualunque cosa stia facendo, ascoltando questo brano, riesco a staccare la spina per qualche minuto e a trasferirmi idealmente altrove.

Auspicando possa trasmettere anche a voi la stessa serenità che riesce a infondere a me, vi propongo due versioni del brano: la prima è la versione originale tratta da un recente live, in occasione del ventennale, mentre il secondo video riprende una versione acustica che, a mio avviso, mette ancora più in risalto la splendida voce di Skye.

sparso
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4 dicembre, 2020 - 22:17
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Waves of Music
Utente DIAMANTE

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4 dicembre, 2020 - 22:22
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Twenty One Pilots - Jumpsuit (angoscia)

I TOP sono senz'altro il mio gruppo contemporaneo preferito, sanno sempre creare un'atmosfera magica e peculiare con le loro canzoni.

Questo brano, apripista del loro album 'Trench', uscito due anni fa, incarna perfettamente il loro stile: testo ambiguo e misterioso, visuals altrettanto inquietanti e affascinanti, mix di generi (qua con il rock dominante, e addirittura il growling sul finale).

Diciamo, con un eufemismo, che il tutto non è particolarmente rilassante. Consiglio la visione del video insieme ad alcune delle interpretazioni che potete trovare il Internet, d'altro canto su questa specie di cortometraggio ci si può soffermare a lungo.

Casadelvino

Fan di Stefania Orlando (GFVIP5)

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5 dicembre, 2020 - 9:39
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Comunque io nerissimo perchè in questa doppietta c'è un* artista che desideravo giocare da tempo, ma ora non potrò più farlo, o almeno se lo vorrò fare non potrò più sentirmi ricercato, originale e snob Anna Tatangelo come Cleopatra, nuovo look dopo Ballando - 10 di 10 -  Repubblica.it

Sappiate che ripeterò questo discorso anche in innovazione Anna Tatangelo come Cleopatra, nuovo look dopo Ballando - 10 di 10 -  Repubblica.it

Alby
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5 dicembre, 2020 - 11:17
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Losing You - Solange 

"Tell me the truth, boy, Am I losing you for good?" 

Ed eccomi a spiegarvi perché questa canzone meravigliosa è per me un concentrato di Angoscia.

Tra le otto presentate, Losing You, della più queen delle sorelle Knowles, è quella con cui più duramente faccio i conti e che forse faccio più fatica a mettere nero su bianco.

Se l'Introspezione mette in ordine i nostri pensieri, con l'Angoscia essi ci sfuggono di mano, come briglie di cavalli indomabili. Forse per questo è uno degli stati d'animo che esterniamo con maggiore difficoltà e ci teniamo più dentro. Un po' come quei personaggi dei film che salvano il mondo per tre quarti d'ora e che poi, quando finalmente sono soli, tolgono la giacca rivelando la chiazza di sangue sulla camicia. 

Anche io sono fatto un po' così e trovo che questa canzone, in un certo senso, abbia a che fare con questo modo di essere. Il ritmo è fresco, nel video c'è gente allegra che sorride e che danza per le strade. Non ci accorgiamo di quanto quelle parole, ripetute come un loop, siano in realtà cariche di tormento. Il mio tormento. 

"Dimmi la verità, ragazzo, ti sto perdendo per davvero?"

Angoscia è quando permettiamo ai brutti pensieri di lasciarci annientare, è quando li lasciamo liberi di offuscare di nero la nostra percezione della realtà, di gonfiare le questioni fino a dar loro dimensioni che ci sembra di non poter affrontare. Poco importa in quei momenti se tutto ciò sia vero o meno. 

Questa canzone parla di un tipo particolare di mancanza, che non è assenza, ma una sua forma più sottile che conosco molto bene. Ci sono persone a cui tengo, che sono lì, eppure mi mancano. Sono lì, ma qualcosa è diverso, come se la complicità di sempre stia svanendo. Come se le stessi perdendo. Sono sensazioni che scaccio a fatica e che più facilmente mi sembrano reali, come se ogni qualvolta ci fosse un'occasione per avere una smentita ottenessi in realtà una conferma. E via di nuovo con il loop. 

Purtroppo, l'angoscia di avere rapporti sbilanciati è qualcosa che ho da sempre ed è uno stato mentale che mi distrugge. Ho sempre convissuto con la consapevolezza di non essere il miglior amico del mio miglior amico. Ho sempre aspettato dimostrazioni d'affetto che non arrivano mai, a me che ne faccio anche troppe. Mi sembra sempre di non essere "la persona" di chi considero "la mia persona", quella che "no matters what". A volte mi sembra sempre di giocare a sentimenti scoperti, ma di essere condannato a doverli decifrarle negli altri, come per essere rassicurato. I legami si affievoliscono ed è come se importasse solo a me.

Ci sono momenti in cui mi chiedo se le persone che ritengo speciali vedano il nostro rapporto altrettanto speciale, o semplicemente un rapporto qualunque. Mi chiedo se mi stiano dando per scontato. Mi chiedo se qualcun altro abbia mai avuto così paura di perdere me. 

Dimmi la verità, ragazzo, ti sto perdendo per davvero? 
Passavamo tutta la notte a baciarci, ora semplicemente non succede più
Non so perché non mi arrendo, chiaramente è finita 
Dimmi la verità, ti sto perdendo per davvero? 

Sapevo che aspettavi quel poco che non potevi avere da me 
Trattami bene e ti darò ciò che resta di me 
Non sono quello che dovresti rendere tuo nemico
Non sono quello che dovresti rendere tuo nemico

Dimmi la verità, ragazzo, ti sto perdendo per davvero? 
Passavamo tutta la notte a baciarci, ora semplicemente non succede più
Non so perché non mi arrendo, chiaramente è finita 
Dimmi la verità, ti sto perdendo per davvero? 

So che c'è qualcosa che stai portando via da me
Ti ho dato tutto e ora non resta niente per me 
Non sono quello che dovresti rendere tuo nemico
Non sono quello che dovresti rendere tuo nemico

Dimmi la verità, ragazzo, ti sto perdendo per davvero? 
Passavamo tutta la notte a baciarci, ora semplicemente non succede più
Non so perché non mi arrendo, chiaramente è finita 
Dimmi la verità, ti sto perdendo per davvero? 

Dimmi la verità, ragazzo, ti sto perdendo per davvero? 
Passavamo tutta la notte a baciarci, ora semplicemente non succede più
Non so perché non mi arrendo, chiaramente è finita 
Dimmi la verità, ti sto perdendo per davvero? 

 

Pupi87
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5 dicembre, 2020 - 11:50
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Francesco Gabbani - La mia versione dei ricordi

ANGOSCIA

Ho scelto questo brano perchè mi riporta ad un triste evento accaduto nel 2017.

Sono passati tre anni e mezzo e da allora non riesco più ad ascoltare questa canzone senza avere il magone. Diciamo che preferisco evitarla il più possibile.

Il pezzo parla di una storia che è finita e il protagonista ammette l'enorme difficoltà nell'andare avanti senza ripensare continuamente a quello che è stato. Il testo rispecchia perfettamente il titolo della canzone, soprattutto nei passaggi

Ed ognuno per se stesso veste la sua verità
Perché resti nuda l'altra metà

Spesso non riusciamo ad accettare un epilogo e ancora più spesso ci aggrappiamo ai ricordi. Anche se col tempo si offuscano e diventano via via sempre più sbiaditi, quello che rimane nel nostro cuore e nella nostra memoria è la versione dei ricordi che abbiamo vissuto e questo porta a sentire una inevitabile angoscia.

Lo dico ai manifesti
Al mondo che ci ha visti
Per convincermi ch'è vera a tutti i costi
La mia versione dei ricordi

Tra l'altro La mia versione dei ricordi è stata estratta come singolo nel periodo di Natale. Periodo stupendo, tra i più belli dell'anno, ma che se viene vissuto male va ad influenzare tutti quelli successivi portando con sè malinconia e malessere.

Nel mio caso l'angoscia non è generata da una rottura amorosa ma da un vero e proprio lutto. L'ultima volta che salutai quella persona per me speciale avevo appena finito l'ascolto di Magellano e mi rimase in testa questa angosciante canzone, che ad oggi mi lega ancora a quel triste ricordo.

Il testo completo

Presto il tempo darà torto alle parole
E alla tua bellezza più di una ragione
Poche scuse buone da buttare via
E ho raccolto tutto quello ch'eravamo
Nascondendolo in un posto più lontano
Come indovinare una fotografia
Forse ognuno ha la sua colpa
Ogni colpa i suoi perché
Che in silenzio si perdona da sé
Ed ognuno per se stesso veste la sua verità
Perché resti nuda l'altra metà
Lo dico ad ogni casa
Ogni vetrina accesa
Al cane che mi annusa
All'uomo e alla sua rosa
Lo dico ai manifesti
Al mondo che ci ha visti
Per convincermi ch'è vera a tutti i costi
La mia versione dei ricordi
Perché sia vera a tutti i costi
La mia versione dei ricordi
La mia versione dei ricordi
Su una curva lungo il viaggio dei tuoi giorni
Capirai che la versione dei ricordi
È polvere sul cuore da soffiare via
E a ciascuno la sua scelta
La risposta ai suoi perché
Perché adesso ognuno gioca per sé
E ciascuno dallo specchio ascolta la sua verità
Purché resti muta l'altra metà
Lo dico ad ogni casa
Ogni vetrina accesa
Al cane che mi annusa
All'uomo e alla sua rosa
Lo dico ai manifesti
Al mondo che ci ha visti
Per convincermi ch'è vera a tutti i costi
La mia versione dei ricordi
Perché sia vera a tutti i costi
La mia versione dei ricordi
La mia versione dei ricordi
Lo dico ad ogni casa
Ogni vetrina accesa
Al cane che mi annusa
All'uomo e alla sua rosa
Lo dico ai manifesti
Al mondo che ci ha visti
Per convincermi ch'è vera a tutti i costi
La mia versione dei ricordi
Perché sia vera a tutti i costi
La mia versione dei ricordi
La mia versione dei ricordi
 

BertoBarto
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5 dicembre, 2020 - 12:07
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LP - Muddy Waters
- Angoscia -

 
Chiudete gli occhi e fatevi trasportare dentro a questo brano gradualmente. Iniziando con un ritmo lento che sembra ricalcare il battito di un cuore, a cui si aggiungono quelli che potrebbero essere respiri affannosi su cui LP inizia poi a intonare la strofa col suo registro di voce basso. Il ritmo si fa sempre più incalzante accompagnato da dei cori cupi e a tratti inquietanti fino al silenzio prima del secondo ritornello che esplode in tutta la sua potenza sonora e vocale. Nel ritornello viene descritta l'immagine tipicamente angosciante di persone che strisciano e affogano in delle acque sporche, fangose, simili a sabbie mobili, metafora del non riuscire a svincolarsi da situazioni spiacevoli e angoscianti che ti fanno sentire intrappolato e impotente.  

 

 

 
 
 
TESTO
 
 
Oh, oh, oh
Oh, oh, oh
We are kneeling at the river's edge and tempting
All the steps to follow closer right behind
Is it only when you feel a part is empty
That it's gnawing at the corners of your mind
I will ask you for mercy
I will come to you blind
What you'll see is the worst me
Not the last of my kind
 
Ooh
In the muddy water we're falling
Ooh
In the muddy water we're crawling
Holds me down
Hold me now
Sold me out
In the muddy waters we're falling
 
It is not clear why we choose the fire pathway
Where we end is not the way that we had planned
All the spirits gather 'round like it's our last day
To get across you know we'll have to raise the sand
Ooh, I will ask you for mercy
I will come to you blind
What you'll see is the worst me
I'm not the last of my kind
 
Ooh
In the muddy water we're falling
Ooh
In the muddy water we're crawling
Holds me down
Hold me now
Sold me out
In the muddy waters we're falling
 
Ooh
Don't fail me now
Put your arms around me and pull me out
Ooh
I know I'm found
With your arms around me, oh save me now
Ooh
 
Oh, oh
Ooh, in the muddy water we're falling
Ooh
In the muddy water we're crawling
Holds me down
Hold me now
Sold me out
In the muddy water we're falling
 

Plasma

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5 dicembre, 2020 - 12:18
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 [ Angoscia ]

King Krule | Music fanart | fanart.tvAlone, Omen 3

Video: KING KRULE - Cadet Limbo - Newsic.it

"I felt like I had gotten out of a dark place, and I was on a high. I appreciated the depression"

Se per amore positivo ho voluto rimediare con Labrinth su un mondo immaginifico, in cui si idealizza una purezza emotiva trascendentale e quasi intangibile, per angoscia ho voluto tornare sul concreto e abbandonare le astrazioni con cui è giusto suggestionarsi di tanto in tanto.

L'angoscia la intendo senza mezzi termini come vivido tormento, una sorta di radicata inquietudine che si annida con convinzione nell'intimità del proprio io. Non è uno strascico di malinconia fine a se stesso, è un profondo senso di disagio che turba e deprime le viscere, appesantendo la propria indole relazionale.

Ed è questa la genesi dell'angoscia che si vive nel quotidiano, quanto ti senti solo in mezzo a tanta gente con cui hai poco in comune e non vuoi fare altro che lanciare un grido d'aiuto, come King Krule in questo ritratto metropolitano dalle tinte fosche, in cui si chiede che senso abbia andare avanti se si è soli con se stessi e distaccati, apatici rispetto alla frenesia degli eventi. 

Questo senso di alienazione generato dal turbinio della cultura pop (espletata in questo caso dall'utilizzo dei telefoni) è un tratto ricorrente della sua poetica musicale, e in particolare Alone, Omen 3 mette a nudo le crepe della salute mentale di fronte al peso di sentirsi estranei al contesto circostante. 

Mi piace perché, nonostante sia conturbato, quasi in preda ad una crisi isterica, in procinto di esplodere da un momento all'altro, King Krule mantiene una certa coolness sia nell'estetica che nella produzione, tetra ma raffinata, spigolosa ma arricchita dal suo fascino di matrice jazz punk. L'angoscia è enfatizzata, oltre che dallo storytelling vibrante a livello testuale e visivo, anche dalla fusione caotica di synth, lugubri linee di basso e cori distorti, che a me personalmente ricordano il più cupo Thom Yorke. 

Deep in the metropole
The ache and thunder in the storms of your mind
Soak it in, for the rain will pass in time
Nothing wrong in sinking low

E riprendo l'ultima frase - non c'è niente di sbagliato nello sprofondare - con questa consapevolezza KK si accinge a perdere la lucidità nella casa degli specchi, provando ad autoconvincersi fino allo sfinimento di essere nel torto, di non essere solo, che la sua angoscia è effimera, vana, aleatoria. Ma, nel provare a cercare un appiglio positivo, crolla in uno sfogo nervoso ed esorcizza quel senso di inadeguatezza accumulato fino a quel momento. Uno stato emotivo di cui molti soffrono, io stesso l'ho vissuto in passato, raccontato da questa traccia, spero, senza edulcorazioni e filtri dovuti all'editing narrativo: sembra tutto così spaventosamente autentico da risultare lancinante.

monechiapi
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5 dicembre, 2020 - 12:38
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WANDERING THROUGH KUNSTHAL -

TEEN DAZE

rZollH8.png

In questa categoria ho deciso di prendermi un piccolo rischio (anche se ho notato di non essere il solo) e portare un brano interamente strumentale.

La sensazione di serenità, infatti, secondo il mio punto di vista, non ha bisogno di essere veicolata da parole, ma è soprattutto la musica a trasmettere questo stato d'animo. 

La condizione emotiva individuale caratterizzata, a livello interiore ed esteriore, da tranquillità e calma non solo apparente, ma talmente profonda da non essere soggetta, nell'immediato, a trasformazioni di umore, ad eccitazioni o perturbazioni.

Se questa è la definizione di "serenità" trovo che questo brano mi trasmetta proprio questo. In generale quando ascolto le produzioni di Teen Daze mi sembra di staccarmi dal mondo che mi circonda e di vivere in uno stato di calma apparente, di rilassatezza profonda. 

Wandering Through Kunsthal è il brano che più di tutti sa immergermi in questo mood. Le sonorità delicate, in cui il riff di chitarra ripetuto si fonde con l'elettronica, mi trasportano in luoghi lontani: di fronte a un mare al tramonto, cullato dal rumore delle onde o in una foresta dolomitica, con l'acqua del ruscello che scorre e le fronde degli alberi solleticate dal vento. 

Ecco, questo brano è forse uno dei pochi in grado di farmi staccare totalmente, di portarmi a una situazione di rilassatezza in cui posso abbandonare le ansie che troppo spesso mi porto dietro. Mi capita di ascoltarlo chiudendo gli occhi e lasciandomi cullare dalla melodia, facendomi trasportare in luoghi distanti nel tempo e nello spazio.

In generale, tutti i lavori di Teen Daze sono ispirati alle bellezze che il nostro pianeta ci regala, come la natura e l'arte. In Wandering Through Kunsthal è stato ispirato dal museo Kunsthal di Rotterdam, in cui è possibile perdersi e vivere mille vite, immergendosi nelle opere d'arte. Esattamente ciò che mi succede quando ascolto il brano, in cui per un attimo mi sembra di poter "abitare" il mondo nella sua interezza e vivere tutte le vite che voglio.

Alabama Monroe

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5 dicembre, 2020 - 12:59
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Aisha-Badru

Per questo stato d’animo ho pensato ad Aisha Badru, che con la sua voce calma, avvolgente, sognante ed intensa riesce a trasmettermi tanta pace e serenità.

Ci viene spesso insegnato che le relazioni sono contratti destinati a durare per sempre e se ciò non accade allora è facile cadere nel tunnel del fallimento e della negatività. Questo ha creato una cultura in cui si continuano a vivere anche rapporti tossici e stagnanti.
Water vuole lanciare il messaggio che le persone sono tutti degli esseri fluidi che cambiano costantemente e sono alla continua scoperta del loro io interiore, ma devono imparare a lasciarsi andare con grazia e avere fiducia che a volte le cose possono andare a loro favore. Ciò risparmierà sentimenti di angoscia e disprezzo e lascerà posto alla serenità.

People are water, they need to be free
They need to explore more where they want to be
We cannot be keepers of anyone's key
We have to love in a way that sets them free

. . .

People are water, let' em be
Let it breathe, let it leave

 

Edre
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5 dicembre, 2020 - 14:22
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"Every Woman"

Vagabon

Per questo stato d'animo, corro un rischio, e vabbé. I brani che mi comunicano serenità, prima di tutto, lo fanno tramite i suoni. Every Woman è un brano quasi acustico, ma arricchito da synth molto delicati. Niente di troppo complicato da spiegare, riesce a comunicarmi una profonda serenità.

Il testo non rimanda a un immaginario di serenità "fisico" (non ci sono ruscelli e uccellini col becco woo woo /jk le apprezzo comunque, la mia seconda scelta aveva entrambe queste cose ihihihi), è un inno al mondo femminile, alla perseveranza e forza interiore delle donne. 

La frase finale è, per me, veramente speciale, soprattutto se correlata allo stato d'animo.

'Cause we're not afraid of the war we brought on
And we're steady while holding you all

Trovo che la serenità emerga proprio dal modo in cui il testo, abbastanza importante, sia cantato in modo così tranquillo e determinato. E qui, per me, c'è il divario tra serenità e spensieratezza: quando sei sereno sai di avere un problema, sai che c'è qualcosa che ti fa star male, sai di lottare contro qualcosa, ma lo fai senza lasciare che le emozioni negative ti tocchino e ti distruggano. La serenità per me non implica che tutto ciò che ci circonda sia semplice e bello, ma che siamo pronti ad affrontare le negatività senza annegare. E rivedo questo nel modo in cui Vagabon canta di tutte le donne, dei loro problemi, dei loro diritti, ma soprattutto della loro forza.

Lascio sotto il testo:

Morning starts with a pill
And didn't reach it's peak
All the women I meet are tired
They just kick up their feet prior
To my sittin' down
Sittin' down, yeah
 
I belong to no one
You tried hard to be mine
I won't ask permission from you
We reserve the right to be full
When we're on our own
No, not alone
 
Morning starts with a ban
And it'll reach it's end
All the women I meet are fired up
They get ready to kill with their love
No, we're no afraid of the war we brought on
And we're steady holding down the fort
 
Evening starts when I'm done
It won't be long before
All the women I meet are tired
They just kick up their feet prior
'Cause we're not afraid of the war we brought on
And we're steady while holding you all

bilirubina
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5 dicembre, 2020 - 16:14
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SKYND – Elisa Lam

[Angoscia]

 

 

Per spiegare questa scelta devo partire parlandovi degli SKYND. Gli SKYND sono un duo australiano, di cui si sa pochissimo, che nei loro brani trattano casi di cronaca nera (per esempio hanno parlato in un brano di Jim Jones, responsabile di uno dei più grandi suicidi di massa dela storia, oppure del serial killer Richard Ramirez).

In questo brano, come si può intuire dal titolo, il focus è su Elisa Lam. Si tratta di uno dei casi più misteriosi di sempre. Ecco il caso di cui stiamo parlando:

Elisa Lam era una giovane canadese di 23 anni, che il 19 febbraio 2013 è stata trovata morta all’interno di un serbatoio di acqua posto sul tetto del Cecil Hotel di Los Angeles, nel quale Elisa era ospite.

Quel giorno un dipendente dell’hotel si era recato sul tetto a causa di alcuni reclami degli ospiti. Da giorni l’acqua aveva un colore e un sapore strani. All’interno del serbatoio la macabra scoperta: il cadavere di Elisa. La ragazza era scomparsa il 31 gennaio. Per 19 giorni la sorella e i genitori, arrivati dal Canada, l’avevano cercata inutilmente.

Un fatto ancora avvolto nel mistero. Di quella vicenda resta il video delle telecamere di sorveglianza in cui si vede la 23enne canadese in atteggiamenti strani all’interno di un ascensore [link video]. Nel video sembra che la ragazza parli con qualcuno, ma non si vede nessun altro oltre a lei, schiaccia i pulsanti dell’ascensore come se fosse nel panico, sembra stia scappando da qualcuno. Molte le ipotesi su quello strano comportamento: qualcuno la stava inseguendo o era sotto l’effetto di farmaci allucinogeni? La vicenda, che ha ispirato anche il mondo del cinema e della televisione, non ha ancora trovato una soluzione.

 [Fonte]

 

La cosa che mi fa impazzire dei testi degli SKYND è l’aderenza con i fatti stessi. Partiamo quindi dal testo:

Testo:

It’s cold in here
I wanna get out
I’m slowly dying could it be I’m in my watery grave

Black water
No quarter
Now I’m stuck in here, screaming
Coz my times running out

4 2 6 2 10 5 1
I told you not to play my game
4 2 6 2 10 5 1
Now you’re

GONE!

I’m scratching off my nails
Keep on kicking the walls
Seems I’m never gonna find my way out

Started off as a game
But now I’m floating in a coffin
As my breath is running out

4 2 6 2 10 5 1
I told you not to play my game
4 2 6 2 10 5 1
Now you’re

 

In particolare, in questo caso, oltre ai riferimenti più espliciti sul fatto in sé (“black water”, “watery grave”, che fanno chiaramente riferimento al modo in cui è stata ritrovata Elisa Lam), trovo molto interessante la sequenza numerica utilizzata. C’è una leggenda metropolitana sudcoreana e giapponese, chiamata “Elevator game”, secondo la quale premendo i tasti dell’ascensore in questa sequenza si viene proiettati in un’altra dimensione. Ovviamente il riferimento è proprio al video dell’ascensore e alla strana dinamica di ciò che è successo.

Come potete notare, anche il video segue scrupolosamente la vicenda, in particolare per quanto riguarda la vicenda dell’ascensore, ma sono presenti anche altri riferimenti (per esempio il liquido nero che ricorre per gran parte del video).

Per me l’angoscia è qualcosa di simile all’inquietudine, ma più paralizzante, più psicologica, più sottile. Al di là del testo, su cui ho già speso molte parole, anche la melodia mi trasmette questo senso di inquietudine. È un brano tetro, oscuro, con una componente elettronica invadente, che ti fa sentire volutamente a disagio. La voce della cantante è creepy e l’uso incostante dell’autotune provoca un effetto distorsivo ancor più inquietante. Ancor più inquietanti sono i cambi repentini di sonorità, che velocemente si alternano tra parti quasi sussurrate a parti urlate. Assolutamente inquietante è, per me, anche la parte di brano non comprensibile perché rappresenta un messaggio in backmasking (se volete sentire la versione “corretta” è [link video]). 

Vesuvius21
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Per angoscia ho scelta una canzone di un'artista austriaca Soap&Skin, dal titolo "Thanatos". 

Thanatos in greco moderno significa morte, mentre in greco antico era la raffigurazione della morte stessa (non da confondere con Ade che è invece il dio degli inferi). Thanatos però rappresenta solitamente una morte pacifica e non violenta, come quella di Ade, anche se nel testo vi sono dei richiami abbastanza cruenti.

La canzone ha un testo molto angosciante , fa riferimento alla morte , sembra quasi essere una sorta di maledizione o di canzone dell'apocalisse, questo perchè nonostante la canzone sia cupa (con un video ancora più angosciante per me) la cantante con la sua voce riesce a dar proprio questa dimensione di profezia solenne.

Eccovi il testo:

Glaucoma on our eye
Plague to weather
Until they run dry

Ages of delirium, curse of my oblivion

I swell without a scar to end the time
A shell without a star at the end of time

Watch the bend of my wandering
of hunting with the lightning gun

Tremor on my heaven son
Tares above my kingdom come

Torn open tomb
I fell in your cold fission bomb
I fell in your war

Ages of delirium, curse of my oblivion
Tremor on my heaven son
Tares above my kingdom come

list=RDGmJqdISO9Bk&start_radio=1

BertoBarto
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Aspettando i risultati di Amore positivo e Amore negativo

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Immergetevi nell'incantevole cornice dell'isola vulcanica di Whakaari, in Nuova Zelanda, e lasciatevi cullare dall'evocativa voce di Maisey Rika, che ci accarezza come l'acqua che sgorga dalla sorgente fa con la terra.

La cantante intona nella lingua madre, il te reo, una vibrante invocazione a Tangaroa, il signore dei mari della mitologia māori, accompagnata da una dolce musica nella quale gli archi si fondono agli strumentali tradizionali taonga pūoro.

Con placidità, la Rika si rivolge al cuore dell'oceano, richiamando la sua forza soprannaturale. In "Tangaroa Whakamautai" si sottolinea l'importanza di rispettare le risorse naturali idriche, e non solo, in un momento in cui la madre Terra è in fragile equilibrio.

Casadelvino

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BertoBarto ha detto
Aspettando i risultati di Amore positivo e Amore negativo

  

Domani, lo giuro Anna Tatangelo, un sorriso per ripartire: adesso è davvero felice

Casadelvino

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